Il ruolo delle catene globali del valore nella pandemia: effetti sulle imprese italiane di Giorgia Giovannetti, Michele Mancini, Enrico Marvasi, Giulio Vannelli
La risposta delle politiche di bilancio nazionali all’emergenza sanitaria di Piergiorgio Carapella, Alessandro Fontana, Lorena Scaperrotta
Politiche di coesione e crescita economica: l’Italia nel panorama europeo di Michele Battisti, Alexandra D’Onofrio, Cecilia Jona-Lasinio, Stefano Manzocchi
Acquista subito la rivista
Altre pubblicazioni
Per informazioni
Centro Studi Confindustria
06.5903345
[email protected]

La trasformazione digitale: sfide e opportunità per l’economia italiana.

di Giampaolo Galli
  • La pesantissima crisi che stiamo attraversando ha obbligato milioni di persone a lavorare, studiare, informarsi, tenere rapporti sociali online. Senza le connessioni digitali, i lockdown non sarebbero stati possibili o avrebbero portato al caos e al collasso dell’economia
  • Dobbiamo far leva su questa realtà per recuperare il forte gap dell’Italia rispetto al resto d’Europa in materia di digitalizzazione dell’economia e delle società. Il momento di agire è ora. Se tornassimo allo status quo ante pandemia avremmo perso, colpevolmente, un’occasione irripetibile.
  • Dopo i necessari provvedimenti di ristoro delle perdite per imprese e famiglie, occorre pensare al rilancio. La creazione di un ecosistema favorevole alla digitalizzazione, come definito nei documenti della Commissione europea, è il principale strumento per favorire la crescita economica. È altresì il necessario complemento dell’altro pilastro per il futuro dell’Europa, il Green New Deal.

Le tecnologie digitali al tempo di Covid-19.

di Alfonso Fuggetta
  • Le tecnologie digitali stanno avendo un’influenza enorme in tutti gli ambiti della nostra vita sociale, culturale ed economica. Sono lo snodo e la leva attorno ai quali stanno ruotando tutti i principali filoni di cambiamento e rivoluzione che attraversano la nostra società. Peraltro, l’emergenza Covid-19 non ha fatto altro che esasperare e portare a conseguenze fino ad oggi impensabili alcuni trend ai quali stavamo assistendo da tempo. È quindi importante comprendere da un lato quali siano le caratteristiche di queste tecnologie e, dall’altro, quale impatto esse abbiano e avranno sulla nostra vita e sullo sviluppo della nostra società.
  • Queste note affrontano tre temi: in primo luogo, le principali caratteristiche delle tecnologie digitali; in secondo luogo, alcune dinamiche della nostra società emerse anche e soprattutto come conseguenza dell’emergenza Covid-19; infine, le principali ricadute sulla nostra società e, di conseguenza, ipotesi di strategie di intervento che il decisore pubblico e i soggetti privati devono mettere in campo.

JEL Classification:O33, O31, D73, D81.

Keywords: innovazione, tecnologia digitale, cloud computing, intelligenza artificiale, Internet of Things, internet delle cose, catena del valore del dato, ecosistemi digitali, infrastrutture di rete, smart working, automazione, real-time, Covid-19.

Europa 2020: l’anno della svolta?

di Francesco Saraceno
  • L'Europa è arrivata alla pandemia convalescente dopo la crisi del debito sovrano. La narrazione che aveva dominato durante la gestione della crisi greca trascurava le cause profonde della crisi finanziaria (eccesso di debito privato e squilibri commerciali) concentrandosi sull'apologo dei “peccatori fiscali”. Questo ha ispirato politiche di gestione della crisi e riforme istituzionali orientate verso un accresciuto controllo delle finanze pubbliche ignorando altre fonti di squilibrio. La recessione del 2012-13, che solo l'Eurozona ha sperimentato, è il risultato di questo approccio discutibile.
  • La crisi del Covid-19 rappresenta un salto qualitativo importante. L'UE si è lasciata alle spalle timidezze passate per far fronte alla pandemia. La sospensione del Patto di Stabilità e gli acquisti della BCE hanno consentito agli stati, in prima linea nella lotta alla pandemia, di sostenere le economie e i sistemi sanitari. Proiettandosi poi nel medio periodo, l'Europa ha preso il testimone con il Next Generation EU, uno sforzo di indebitamento comune al servizio di obiettivi condivisi di ripresa e trasformazione dell'economia. Il Dispositivo per la ripresa e la resilienza non è ancora un “momento hamiltoniano” ma potrebbe diventarlo.
  • Le istituzioni europee sembrano aver (infine!) accettato il fatto che un'Unione monetaria necessita di meccanismi di condivisione del rischio che coinvolgano la mano pubblica accanto ai mercati. Tre cantieri sembrano essere fondamentali. In primo luogo la creazione di una capacità di bilancio condivisa. Questa dovrebbe comportare una riorganizzazione delle molteplici facility vecchie e nuove in un unico strumento di finanziamento dei paesi membri; anche meccanismi automatici come un sussidio di disoccupazione europeo dovrebbero far parte del pacchetto. Poi, si dovrebbe mirare a migliorare le capacità di stabilizzazione dei mercati, completando l'Unione bancaria e l'Unione dei mercati dei capitali. Il terzo cantiere dovrebbe rivedere le regole di bilancio per renderle meno pro-cicliche e meno ostili all'investimento pubblico.

JEL Classification: F45, H11, H63, N24.

Keywords: condivisione del rischio, Dispositivo per la ripresa, Eurozona, Next Generation EU, capacità di bilancio.

Il ruolo della BCE e le dinamiche del settore bancario

di Marina Brogi, Valentina Lagasio
  • La crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria collegata al Covid-19 è la prima crisi globale dopo il 2008 ed è simile, in termini di severità di impatto, a quella conseguente al secondo conflitto mondiale. Sebbene autorità e governi siano intervenuti tempestivamente per cercare di contenere i danni economici collaterali, gli impatti saranno considerevoli per l’economia e, conseguentemente, anche per le banche.
  • La politica monetaria espansiva, la liberazione di risorse patrimoniali per le banche, combinate con moratorie e garanzie statali, hanno nell’immediato fornito liquidità alle imprese. Tuttavia, diversi studi confermano la necessità di aumentare la loro patrimonializzazione.
  • L’Italia presenta margini di manovra limitati rispetto ad altri paesi, in quanto la possibilità di intervento con misure fiscali deve anche tenere conto dello stock di debito pubblico accumulato e della già elevata pressione fiscale. Sarebbe quindi opportuno procedere con incentivi fiscali mirati e semplici per stimolare il superamento di alcune croniche debolezze del sistema produttivo italiano e favorire una maggiore patrimonializzazione delle imprese e la loro crescita dimensionale, sostenendo aumenti di capitale, quotazioni in borsa e fusioni, anche potenziando alcuni strumenti già esistenti. Oltre a migliorare la capacità delle imprese di affrontare la crisi nei prossimi anni, una maggiore patrimonializzazione comporterebbe una riduzione della probabilità di default delle stesse e quindi una riduzione nei RWA delle banche.

JEL Classification: E50, E51, E60, G21.

Keywords: Covid-19, banche, credito, imprese, politica monetaria.

Il ruolo delle catene globali del valore nella pandemia: effetti sulle imprese italiane

di Giorgia Giovannetti, Michele Mancini, Enrico Marvasi, Giulio Vannelli
  • Le catene globali del valore apparivano in una fase di rallentamento, in parte fisiologico, già prima della pandemia.
  • Rispetto alla crisi finanziaria, le catene del valore sono state un canale di trasmissione dello shock meno rilevante e i settori colpiti diversi: il Covid-19 ha danneggiato sensibilmente anche i settori meno integrati nelle reti di produzione internazionali, in particolare i servizi.
  • Il Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi condotto dalla Banca d’Italia evidenzia l’assenza di fenomeni diffusi di reshoring; al contrario le imprese internazionalizzate sembrano aver subito meno gli effetti della crisi.

JEL Classification:F14, F23, F60.

Keywords: global value chains, Covid-19, reshoring, Italy.

Geografia economica dell’Europa scontenta

di Gianmarco Ottaviano
  • In media i cittadini europei traggono importanti benefici economici dall’Unione europea e questo vale anche per il cittadino medio di ogni singolo stato membro. Oggi, la risposta coordinata alla pandemia sembra aver alimentato un rinnovato consenso per le istituzioni dell’UE. Nonostante questo, la popolarità del progetto di integrazione continentale ha vissuto momenti migliori, ed è stata in forte ribasso nel decennio che ha preceduto la pandemia.
  • Se la globalizzazione fa aumentare le risorse che un paese può distribuire tra i suoi cittadini ma la loro distribuzione ne lascia alcuni in condizioni peggiori di prima, questi svantaggiati finiscono per considerare l’apertura agli scambi internazionali la causa delle loro sfortune, anche se sarebbe più esatto individuarne la ragione, se non nell’avidità, quanto meno nella scarsa lungimiranza degli avvantaggiati.
  • Lo sviluppo economico passa spesso attraverso la concentrazione geografica delle attività economiche e quindi attraverso una divisione delle regioni in più o meno sviluppate. Questo è quello che avviene anche in Europa. La sfida è quella di far sì che il successo delle regioni più dinamiche si diffonda anche a quelle meno attive. Se questo avviene, lo sviluppo economico diventa inclusivo e riesce a godere di un ampio consenso popolare.

JEL Classification: R12, F24, H5.

Keywords: diseguaglianza, divari regionali nella UE, scambi internazionali.

La risposta delle politiche di bilancio nazionali all’emergenza sanitaria

di Piergiorgio Carapella, Alessandro Fontana, Lorena Scaperrotta
  • Le risposte fiscali dei governi europei all’emergenza Covid-19 sono state imponenti, anche grazie alla sospensione del Patto di Stabilità UE ed al Temporary Framework sugli aiuti di stato. Gli obiettivi delle misure fiscali possono essere così sintetizzati:1) potenziare i sistemi sanitari; 2) preservare il tessuto produttivo evitando che una crisi temporanea di liquidità finisca per diventare una crisi di solvibilità in grado di ridurre la crescita potenziale; 3) salvaguardare il reddito disponibile delle famiglie per sostenere la domanda aggregata.
  • L’articolo fornisce un quadro esaustivo dei provvedimenti discrezionali adottati in Francia, Germania e Italia, escludendo la spesa fiscale connessa agli stabilizzatori automatici. Il focus principale è sulle misure per le imprese, con riferimento a tre aspetti: la dimensione degli interventi, la tipologia degli strumenti, e l’implementazione delle misure, con riguardo sia all’ammontare erogato sia alle tempistiche qualora possibile.
  • Queste misure, la loro tipologia e l’effettività della loro attuazione, avranno impatti non solo sul futuro economico immediato ma anche - assieme al Piano Next Generation EU - nel medio termine per l’Unione europea. Da una parte, il debito pubblico accumulato dagli stati costituirà un vincolo per il futuro; dall’altro, la dimensione e l’efficacia delle misure fiscali saranno variabili chiavi per la competitività delle imprese e per la ripresa nei singoli paesi membri.

JEL Classification: E62, H81, H84, O57.

Keywords: emergenza Covid-19, politica fiscale, stimoli fiscali, liquidità, confronto europeo.

Come finalizzare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia

di Marco Buti, Marcello Messori
  • Il Recovery and Resilience Facility (RRF) è il più importante programma dell’iniziativa europea Next Generation EU (NG-EU), che è stata approvata dal Consiglio europeo nel luglio 2020 e che sarà varata a metà del 2021. NG-EU rappresenta un fattore di positiva rottura nella politica fiscale accentrata dell’Unione europea. L’iniziativa prevede, infatti, risorse pari a 750 miliardi che saranno allocate presso gli stati membri e coperte dall’emissione di titoli da parte della Commissione per conto dell’Unione europea che fornirà – di fatto – come garanzia il bilancio pluriennale. Inoltre, l’allocazione di queste ingenti risorse fra paesi mirerà a facilitarne la convergenza in quanto privilegerà i sistemi economici più fragili e più colpiti dalla pandemia.
  • La tesi del presente lavoro è che NG-EU e, in particolare, il RRF offrano un’opportunità irripetibile all’Italia per superare i suoi cristallizzati “colli di bottiglia”, per tornare a crescere mediante un sentiero di sviluppo sostenibile, e per porre sotto controllo il suo ingente debito pubblico. Tale opportunità sarà effettivamente sfruttata solo se il Paese sarà in grado di affrontare tre compiti molto impegnativi: preparare, entro aprile 2021, quel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che rappresenta la chiave di accesso al RRF; incentrare quel Piano su un insieme di riforme e di investimenti davvero capaci di cambiare l’inerzia del Paese; adottare una governance del Piano che permetta di realizzare nei tempi previsti (ossia, completando gli impegni di spesa entro il 2023 e la realizzazione dei progetti entro il 2026) tutti i punti essenziali del Piano. Questi risultati saranno raggiunti solo grazie a una mobilitazione di tutte le forze di cui l’Italia dispone.

JEL Classification: E62, E45, E22.

Keywords: Unione europea, politica fiscale, investimenti e riforme, sviluppo sostenibile.

Politiche di coesione e crescita economica: l’Italia nel panorama europeo

di Michele Battisti, Alexandra D’Onofrio, Cecilia Jona-Lasinio, Stefano Manzocchi
  • Le Politiche di Coesione dell’Unione europea hanno una storia ormai lunga più di quattro decenni, sei decenni se si considera anche la Politica agricola comune. Questo lavoro analizza l’impatto dei fondi strutturali sulla crescita economica regionale nei paesi europei, prestando particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno.
  • Utilizzando una base dati per il periodo 1980-2014, la nostra analisi evidenzia: 1) un impatto positivo e significativo della spesa finanziata da fondi strutturali sulla crescita regionale, coerentemente con la letteratura empirica recente; 2) una correlazione tra fondi strutturali e cambiamenti settoriali a sottolineare la rilevanza di tali fonti finanziarie per stimolare la crescita della produttività nel lungo periodo; 3) un ruolo significativo del settore pubblico sull’efficienza nell’utilizzo dei fondi strutturali.

JEL Classification: O40, R11, H54.

Keywords: Fondi strutturali, convergenza, cambiamento strutturale.

Dove siamo
Complementary Content
${loading}