La trasformazione digitale: sfide e opportunità per l’economia italiana

di Giampaolo Galli
  • La pesantissima crisi che stiamo attraversando ha obbligato milioni di persone a lavorare, studiare, informarsi, tenere rapporti sociali online. Senza le connessioni digitali, i lockdown non sarebbero stati possibili o avrebbero portato al caos e al collasso dell’economia
  • Dobbiamo far leva su questa realtà per recuperare il forte gap dell’Italia rispetto al resto d’Europa in materia di digitalizzazione dell’economia e delle società. Il momento di agire è ora. Se tornassimo allo status quo ante pandemia avremmo perso, colpevolmente, un’occasione irripetibile.
  • Dopo i necessari provvedimenti di ristoro delle perdite per imprese e famiglie, occorre pensare al rilancio. La creazione di un ecosistema favorevole alla digitalizzazione, come definito nei documenti della Commissione europea, è il principale strumento per favorire la crescita economica. È altresì il necessario complemento dell’altro pilastro per il futuro dell’Europa, il Green New Deal.

Le tecnologie digitali al tempo di Covid-19

di Alfonso Fuggetta
  • Le tecnologie digitali stanno avendo un’influenza enorme in tutti gli ambiti della nostra vita sociale, culturale ed economica. Sono lo snodo e la leva attorno ai quali stanno ruotando tutti i principali filoni di cambiamento e rivoluzione che attraversano la nostra società. Peraltro, l’emergenza Covid-19 non ha fatto altro che esasperare e portare a conseguenze fino ad oggi impensabili alcuni trend ai quali stavamo assistendo da tempo. È quindi importante comprendere da un lato quali siano le caratteristiche di queste tecnologie e, dall’altro, quale impatto esse abbiano e avranno sulla nostra vita e sullo sviluppo della nostra società.
  • Queste note affrontano tre temi: in primo luogo, le principali caratteristiche delle tecnologie digitali; in secondo luogo, alcune dinamiche della nostra società emerse anche e soprattutto come conseguenza dell’emergenza Covid-19; infine, le principali ricadute sulla nostra società e, di conseguenza, ipotesi di strategie di intervento che il decisore pubblico e i soggetti privati devono mettere in campo.

Jel classification: O33, O31, D73, D81.
Keywords: innovazione, tecnologia digitale, cloud computing, intelligenza artificiale, Internet of Things, internet delle cose, catena del valore del dato, ecosistemi digitali, infrastrutture di rete, smart working, automazione, real-time, Covid-19.

Innovazione digitale e stagnazione della produttività: un puzzle difficile da risolvere

di Gloria Bartoli e Luigi Paganetto
  • La stagnazione della produttività è una patologia che dalla fine degli anni Novanta tiene l’Italia nel circolo vizioso di bassa crescita, bassi salari e living standard in calo, alto debito pubblico rispetto al PIL e ridotta capacità di ammortizzare le crisi che a loro volta riducono la produttività.
  • La pandemia del Covid-19 rende ancor più centrale il ruolo della produttività in vista della ripresa che tanto prima riusciremo ad afferrare quanto più entreremo in un sentiero virtuoso di ripresa della produttività.
  • La produttività totale è ciò che aumenta il potenziale dell’economia e gli standard di vita. Il suo fondamento è nello sviluppo tecnologico. Dagli anni Novanta la digitalizzazione dell’economia ha quadruplicato il numero dei brevetti nel mondo e negli ultimi anni il focus strategico delle imprese alla frontiera si è spostato ai dati accumulati e alla proprietà intellettuale sviluppata su questi dati da intelligenza artificiale e machine learning: tuttavia, la produttività è rimasta stagnante in tutti i paesi avanzati.
  • Risolvere questo enigma è l’obiettivo dell’articolo che procederà all’identificazione degli ostacoli strutturali e congiunturali alla diffusione dell’innovazione. Ostacoli che, altrimenti, renderanno più difficile e fragile la ripresa.

JEL classification: E01, E20, E22, E23, E24.
Keywords: growth, Total Factor Productivity.

Rivoluzione digitale e futuro del lavoro. Quali le politiche necessarie in Italia?

di Alfonso Balsamo, Alessandro Fontana, Giovanna Labartino e Francesca Mazzolari
  • Il fitto intreccio tra digitalizzazione e automazione che caratterizza l’attuale fase di trasformazione tecnologica sta liberando l’uomo da mansioni per lo più routinarie, faticose, poco interessanti e aprendo la strada a nuove occupazioni, intense da un punto di vista cognitivo e quindi più gratificanti; ha la potenzialità di creare migliori condizioni di lavoro, anche perché amplia le possibilità di lavorare dove si vuole; di rendere i sistemi economici più resilienti a shock inaspettati; di offrire la risposta necessaria, in termini di incrementi di produttività e cambiamenti delle modalità di lavoro, all’invecchiamento della popolazione e alla sostenibilità ambientale. Queste considerazioni sono tanto più vere quando applicate al caso italiano.
  • In Italia servono politiche volte a creare un ecosistema favorevole alla trasformazione digitale per sfruttare al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie. Politiche sia fiscali sia proprie del mercato del lavoro sia formative. Queste ultime, in particolare, devono fornire ai giovani in ingresso nel mercato del lavoro e ai lavoratori adulti competenze sempre aggiornate, sia per far fronte alle sfide del mercato del lavoro stimolate dai continui cambiamenti tecnologici, sia per coglierne appieno le opportunità - versante sul quale appariamo decisamente in deficit rispetto ad altri paesi, stando all’evidenza di una polarizzazione delle opportunità lavorative finora squilibrata verso le occupazioni a bassa qualifica.
  • È cruciale modernizzare l’offerta formativa del sistema di istruzione, affinché sia in grado di trasferire anche competenze trasversali; investire maggiormente in percorsi di istruzione che valorizzano la capacità formativa delle imprese; far diventare la formazione una dimensione permanente della vita delle persone.

JEL Classification: I25, J24, O32, O33, O38.
Keywords: tecnologie digitali, effetti occupazionali, istruzione terziaria professionalizzante, formazione continua.

L’Europa e la sfida digitale

di Giovanni Battista Amendola
  • La trasformazione digitale rappresenta ormai da molti anni un obiettivo prioritario della Commissione europea.
  • Lo sviluppo della banda ultra larga in Europa sta procedendo rapidamente. Sono tuttavia necessari cospicui finanziamenti pubblici per assicurare la copertura delle aree territoriali a fallimento di mercato.
  • Si registrano differenze significative tra gli stati membri della UE nel processo di digitalizzazione: mentre alcuni paesi sono leader mondiali altri, tra cui l’Italia, sono in notevole ritardo.
  • Nell’ecosistema digitale l’Europa ha ridotto nell’ultimo decennio la propria quota nella produzione mondiale ed appare particolarmente debole nel comparto dei servizi internet.

JEL Classification: H54, K23, O33, O38.
Keywords: infrastructure, public investment, communication industry, digital divide, technology adoption, technology measurement, technology policy.

Connettere l’Italia

di Emanuela Ciapanna e Fabrizio Colonna
  • L’Italia soffre di un notevole ritardo nella diffusione delle tecnologie digitali. Contribuiscono fattori di offerta, quali lo sviluppo di reti di ultima generazione, e di domanda.
  • Dal lato dell’offerta, il ritardo italiano è riconducibile alla minore copertura della rete fissa, in particolare di quella ultraveloce, solo in parte compensata da quella mobile.
  • Dal lato della domanda, pesano la struttura frammentata del settore produttivo, le scarse competenze digitali della popolazione e delle pubbliche amministrazioni.
  • L’emergenza Covid-19 ha messo sotto pressione la rete, evidenziando ampi margini di utilizzo delle tecnologie digitali ancora non sfruttati.

JEL Classification: K21, K23, L4, L96.
Keywords: reti di telecomunicazione, regolamentazione delle reti, banda larga, 5G, competenze digitali, smart working, e-commerce, e-government, Covid-19.

Trasformazioni digitali e competitività internazionale delle imprese italiane

di Lucia Tajoli
  • Anche il commercio internazionale è stato influenzato dalla trasformazione digitale e la quota degli scambi attraverso i confini nazionali veicolata da strumenti digitali risulta in crescita in alcuni importanti mercati, anche emergenti come quello cinese.
  • L’utilizzo del canale digitale per esportare tra le imprese italiane risulta ancora abbastanza limitato, ma non marginale, in particolare in alcuni settori di punta dell’export dell’Italia.
  • L’accesso al canale digitale per esportare non è una automatica estensione delle esportazioni tradizionali, e richiede di effettuare adattamenti organizzativi, logistici e di competenze da parte delle imprese. Le imprese italiane trovano in questo alcuni limiti dovuti alla dimensione media relativamente piccola e alla scarsa presenza di capitale umano reclutato dall’esterno con competenze specifiche.
  • L’evidenza esistente, in particolare con la crescita forzata delle vendite online durante la crisi dovuta al Covid-19, indica che l’utilizzo dell’e-commerce potrebbe aiutare ad allargare i mercati per le imprese che lo adottano in modo consapevole e con gli investimenti adeguati.

JEL Classification: F12, F14, O14.
Keywords: e-commerce, produttività, logistica, canali online.

Le tasse e le attività digitali

di Tommaso Di Tanno
  • La tassazione delle attività digitali ha messo in crisi i sistemi tributari di tutto il mondo. Il quesito base è: dove si forma il valore e chi ha diritto a tassarlo. Le difficili risposte hanno messo in crisi tutti i meccanismi che legano tassazione e territorio e generato reazioni epidermiche tanto comprensibili quanto irrazionali. Un accordo va perseguito: ma i rapporti di forza sono seriamente messi alla prova.

Jel classification: F60, H25, H26, H87, K34, L81, L86.
Keywords: web company, web economy, web tax, imposta sui servizi digitali, stabile organizzazione, tassazione gruppi, internet.

Tutela della concorrenza e regolazione dei mercati digitali

di Franco Bassanini e Antonio Perrucci
  • Il processo di trasformazione digitale non è un fenomeno recente, anche se da qualche tempo sta conoscendo una decisa accelerazione, investendo tutti i settori economici e la società nel suo complesso. La pandemia da Covid-19 ha reso evidente il ruolo cruciale delle tecnologie digitali per la crescita e la competitività del sistema produttivo e per la qualità dei servizi pubblici (scuola, sanità, trasporti).
  • Dalla convergenza dei mercati dell’informazione e della comunicazione si è passati, nel giro di pochi anni, all’affermazione di un ecosistema digitale, nel quale un ruolo fondamentale è svolto dalle grandi piattaforme internet, ormai protagoniste assolute della trasformazione digitale dei mercati.
  • Le istituzioni non sono riuscite ad impedire che le grandi piattaforme digitali acquisissero un potere di mercato sempre più difficile da controbilanciare. Gli adeguamenti della regolazione e della tutela della concorrenza alle nuove realtà dei mercati digitali sono intervenuti con forte ritardo. Ma, negli ultimi tempi, è cambiato l’approccio dei regolatori, come testimonia il percorso avviato dalla Commissione europea.
  • Lo shock del coronavirus impone a questo percorso due spinte: una in direzione di una accelerazione, l’altra nel senso di una integrazione con altre misure. Un nuovo percorso di crescita, coerente con i valori ed i principi dell’Unione europea, deve raccogliere ora le sfide proposte dalla pandemia, regolare e governare l’evoluzione dell’ecosistema digitale, e coordinarlo con le politiche per la sostenibilità ambientale.

JEL Classification: K21, K23, L16, L43, L50, 033.
Keywords: tecnologie digitali, piattaforme internet, antitrust, regolazione dei mercati.

L’economia del dato tra mercato e privacy

di Antonio Nicita
  • Nel capitalismo digitale assume centralità la raccolta dei dati e la loro profilazione algoritmica, come variabile strategica del vantaggio competitivo data driven.
  • In questo contesto, riconoscere a chi generi un dato la proprietà dello stesso significherebbe rendere esplicita, su un vero e proprio mercato dei dati, la transazione tra chi genera il dato e chi lo acquisisce pagando un prezzo (oppure offrendo un servizio o corrispondendo un’utilità).
  • Ad oggi questo tipo di transazioni esplicite, almeno tra l’originario produttore del dato e chi lo acquisisce per fini industriali, non avviene sul mercato.
  • Diventa allora importante comprendere che la questione della cessione del dato, e della sua valorizzazione economica, non rileva solo per la tutela della privacy, ma anche al fine della costruzione giuridica, oltre che economica, di un vero e proprio mercato dei dati.

Jel Classification: D82, D83, K11, L86.
Keywords: search, learning, information and knowledge, unawareness, Big Data, privacy, market of attention, property right, digital capitalism.

Tecnologia, finanza, moneta e istituzioni

di Riccardo De Bonis e Giuseppe Ferrero
  • Il lavoro discute alcune manifestazioni della digitalizzazione della finanza e della moneta, soffermandosi sulla concorrenza tra le banche e le imprese Fintech; sulle origini delle cripto-attività e l’emergere di Bitcoin; sulla proposta di introduzione di stablecoin; sugli argomenti a favore e contro l’introduzione di una moneta digitale offerta dalle banche centrali. Comune ai temi discussi è l’interazione tra innovazioni tecnologiche e risposte istituzionali.

JEL classification: E42, E51, E58, G21, G23.
Keywords: moneta, finanza, Fintech, cripto-attività, Bitcoin, stablecoin, moneta digitale di banca centrale.

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