AUDIZIONI PARLAMENTARI

DL Sostegni

12 aprile 2021

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Il decreto contiene alcune innovazioni apprezzabili, anche se ancora connotate dal carattere emergenziale e non del tutto risolutive. In linea generale, Confindustria ha sottolineato che occorre agire in due direzioni:

  • accelerare la campagna vaccinale;
  • proseguire nella politica di sostegno, preparandoci, al contempo, alla fase di ripresa economica.

Nel merito, abbiamo evidenziato alcuni miglioramenti nel meccanismo di accesso e di calcolo del contributo a fondo perduto, segnalando tuttavia che il sistema dei ristori continua a non tener in considerazione le esigenze delle imprese che hanno effettivamente subito le maggiori perdite. In quest’ottica abbiamo, quindi, suggerito l’opportunità di passare ad un metodo basato sui costi fissi sostenuti dalle imprese e non già indennizzati.

Sul capitolo lavoro, viste le evidenze sull’andamento dell’occupazione, abbiamo espresso l’esigenza di intervenire su temi urgenti, come i contratti a termine e lo smart working, ma anche, in prospettiva, su aspetti strutturali, a partire dalla riforma degli ammortizzatori sociali e da misure a supporto dei processi di ristrutturazione aziendale.

Infine, Confindustria ha rimarcato l’assenza di misure a sostegno della liquidità delle imprese, nonostante il massiccio ricorso a prestiti bancari assistiti da garanzie pubbliche abbia reso più fragile la struttura finanziaria delle imprese. In questo contesto, per sostenere gli investimenti produttivi, abbiamo formulato alcune proposte urgenti e tracciato le linee di intervento in una prospettiva di medio periodo, segnalando che resta prioritario sostenere i processi di crescita dimensionale e di ricapitalizzazione delle imprese.


Indagine conoscitiva in materia di riforma dell'Irpef e altri aspetti ...

12 febbraio 2021

Politiche Fiscali, Vice ...

Politiche Fiscali, Vice Presidente

Confindustria è stata audita presso le Commissioni congiunte di Camera e Senato nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulla riforma dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario.

Nel corso dell’intervento, il VP Orsini ha rimarcato la necessità di provvedere ad una riforma complessiva che, con metodo e adeguata dotazione finanziaria, non si limiti all’IRPEF ma si estenda all’intero sistema tributario.

Con specifico riferimento all’imposta sul reddito delle persone fisiche, è stata segnalata l’opportunità di ricostruire un tributo che ha visto, nel tempo, indebolita la sua funzione perequativa.

L’IRPEF è giunta a generare inefficienze rilevanti nella tassazione dei lavoratori e della ricchezza familiare, che dovrebbero essere corrette per favorire il lavoro e la produttività. Pertanto, nel corso dell’audizione sono stati indicati alcuni principi al riguardo.  

Ulteriori spunti sono stati forniti con riferimento al miglioramento della fiscalità d’impresa, nella cornice di una semplificazione complessiva che dovrebbe passare anche dalla definitiva abrogazione dell’IRAP.

 

È stata infine evidenziata la necessità – ancor più pressante nella delicata fase vissuta da cittadini e imprese - di migliorare il rapporto Fisco-Contribuente nelle sue varie dimensioni, mirando al pieno rispetto dei diritti del contribuente già sanciti nell’ordinamento.


PNRR su temi sanitari

04 febbraio 2021



Il settore delle Scienze della vita ha un ruolo fondamentale, sia per la tenuta sociale del Paese sia per il suo sviluppo e rilancio economico. Il valore della filiera - oggi il 10% del PIL nazionale – è uno dei pochi a registrare livelli di crescita costanti e dal 2020 al 2026 si stima possa produrre 1.500 miliardi di investimenti.

Il rapporto tra economia e salute è una delle grandi sfide che caratterizzano il mondo di domani, insieme all’incremento delle disuguaglianze e alla tutela della sanità globale. Di fronte ad opportunità così cruciali per il ruolo dell’Italia nei prossimi decenni, serve rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori del sistema, pubblici e privati, sulla base di criteri e modalità condivise e trasparenti. Per questo, Confindustria propone un Patto per le Life Science e l’immediata costituzione di una cabina di regia comune.

I contenuti del PNRR sui temi sanitari sono in grande parte condivisibili. È stato fatto un lavoro importante da parte del Governo, ma è necessario il contributo di tutti gli attori per passare dalle parole alle azioni. Il primo obiettivo è avere una struttura della governance che permetta un confronto costante con le parti sociali. Pubblico e privato hanno una missione comune: trasformare i costi in investimenti capaci di migliorare l’efficienza e produrre ritorni sociali. Per avviare un confronto sullo sviluppo delle riforme e degli investimenti che dovranno caratterizzare i prossimi anni in ambito sanitario, Confindustria ha redatto di recente un position paper intitolato “La prosperità dell’Italia passa dal settore salute”.



Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza

01 febbraio 2021

Direttore Generale

Direttore Generale

Confindustria è intervenuta in audizione sulla Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvata dal Governo lo scorso 12 gennaio.

Il documento, con riguardo al metodo, è ancora lontano dal livello di dettaglio su progetti, strumenti di attuazione, cronoprogramma e analisi d’impatto richiesti dalla Commissione Europea.

Con riguardo al merito, invece, abbiamo rilevato l’assenza di una visione strategica di politica industriale e alcune lacune, in particolare, in materia di patrimonializzazione delle imprese, energia, mercato del lavoro e, non secondaria, l’assenza di una struttura di governance necessaria per l’attuazione stessa del piano.

Abbiamo rimarcato, dunque, come l’assenza di riforme e di politiche ben disegnate aumenterà i divari e il punto non sarà tornare a prima del 2019, ma non scivolare indietro.

DdL Bilancio 2021

25 novembre 2020

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Confindustria ritiene, in linea generale, che la Manovra rappresenti il tentativo di tenere insieme l’obiettivo del contenimento degli impatti economico-sociali dell’emergenza con quello del rilancio degli investimenti per sostenere la ripresa post pandemica.

Tuttavia, salvo alcune misure positive, gli interventi di più lungo periodo sulla crescita e la competitività del sistema industriale appaiono deboli e le principali scelte sono rinviate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Riguardo alle misure di contenimento degli effetti dell’emergenza, il DdL di Bilancio destina risorse significative volte a salvaguardare il potenziale produttivo del Paese, sostenere i redditi delle famiglie e mantenere la coesione sociale. Tuttavia, tali misure dovrebbero essere accompagnate da correttivi o interventi ulteriori.

Con riferimento alle misure di rilancio contenute nel provvedimento, Confindustria sottolinea come la crisi in atto rappresenti un’occasione storica per ripensare il futuro del Paese lungo un sentiero di sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale.

Questa azione dovrebbe seguire tre direttrici fondamentali:

  • rilancio degli investimenti privati in chiave di ricerca, innovazione tecnologica e sostenibilità, nonché di quelli pubblici;
  • sostegno alla riorganizzazione del lavoro, all’occupazione e alla formazione del capitale umano;
  • rafforzamento della capacità amministrativa ed efficienza della spesa pubblica.


PdL società cooperative

09 ottobre 2020

Lavoro Welfare e ...

Lavoro Welfare e Capitale Umano

Confindustria ha sottolineato come l’impianto generale della proposta di legge appaia fortemente dirigistico, con una seria compressione della libertà negoziale che costituisce uno dei cardini del nostro sistema economico e giuridico.

La proposta di legge in esame, tenendo anche conto delle altre tematiche trattate, seppur mossa da intenti condivisibili, come il contrasto delle false cooperative e di altre forme di abuso presenti nel mondo del lavoro, finisce per proporre soluzioni che rischiano non di risolvere i problemi che vorrebbe affrontare, bensì soltanto di limitare fortemente la libera attività delle imprese regolari, siano esse cooperative o no, penalizzandole al punto da rischiare di farle uscire dal mercato.


Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa ...

06 ottobre 2020

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Confindustria, come ribadito in più occasioni, auspica una efficace attuazione del Next Generation EU (NGEU) che veda coinvolte tutte le parti sociali e le istituzioni, nazionali ed europee.

 

Nel corso dell’audizione abbiamo rimarcato la necessità che il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con cui daremo seguito al NGEU, si concentri su quattro sfide essenziali:

  • la transizione digitale ed ecologica
  • la sostenibilità sociale
  • un Paese interconnesso e veloce
  • l’efficienza del sistema pubblico

 

per le quali abbiamo indicato linee di intervento e proposte in grado di attivare meccanismi di rilancio competitivo della nostra economia.


DL Agosto

03 settembre 2020

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Il provvedimento si inserisce nel quadro degli interventi emergenziali adottati dal Governo per rispondere alle necessità di azione, in ambito economico-sociale, conseguenti alla crisi pandemica. Nonostante qualche segnale di maggiore attenzione alle esigenze del mondo produttivo, il provvedimento non offre una risposta adeguata alle esigenze congiunturali e a quelle di ripresa e di crescita.

Confindustria ha infatti evidenziato come positivi alcuni rifinanziamenti (Fondo di Garanzia PMI, IPCEI, incentivi automotive,  contratti di sviluppo), come pure la proroga della moratoria di legge per i debiti bancari delle PMI. Allo stesso modo, è stata accolta la proposta di Confindustria di introdurre una procedura per la rivalutazione di beni d’impresa e partecipazioni più flessibile e meno onerosa rispetto al passato.

Mancano, di contro, interventi altrettanto prioritari per il sostegno agli investimenti e per garantire, in via strutturale, liquidità alle imprese. Tra questi, il riconoscimento della cedibilità del credito d’imposta 4.0 al sistema bancario sul modello dell’eco-bonus al 110%; la possibilità di modifica dei piani di ammortamento adottati dalle imprese, fino a sospendere l’imputazione in bilancio delle relative quote; le misure necessarie a garantire un più agevole recupero dell’IVA sui crediti non riscossi.

Sul capitolo lavoro, asse portante del provvedimento, abbiamo evidenziato come prioritaria la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, sollecitata da Confindustria già da metà luglio, per mettere ordine nei continui processi di aggiustamento della materia che hanno fatto venir meno la coerenza e l’equità del sistema e hanno creato disomogeneità nei criteri di finanziamento degli strumenti di sostegno al reddito, determinando dispersione di risorse e complessità amministrative per l’accesso ai benefici.

La riforma degli ammortizzatori che Confindustria immagina punta, in via prioritaria, sulle politiche attive, per consentire di ricollocare le persone disoccupate e rendere più fluido e meno rigido il mercato del lavoro.

Infine, abbiamo evidenziato come siano necessarie innovazioni profonde sul tema del costo del lavoro. La riduzione del 30% dei contributi dovuti dalle imprese del Mezzogiorno dovrebbe rappresentare l’avvio di un complessivo ripensamento del sistema contributivo.


DL Semplificazioni

29 luglio 2020

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Il provvedimento agisce su diversi ambiti rilevanti per l’attività di impresa (contratti pubblici, ambiente e green economy, semplificazioni di carattere generale e digitalizzazione), costituendo un primo tassello del necessario percorso di adeguamento dell’Italia ai livelli di efficienza amministrativa dei suoi principali competitor.

Nel condividerne l’impostazione complessiva, volta a velocizzare le procedure e incrementare la spesa per investimenti (pubblici e privati), abbiamo evidenziato l’esigenza di alcuni correttivi, in particolare sui temi dei contratti pubblici e delle semplificazioni in materia ambientale.

Nello specifico,  in materia di contratti pubblici, andrebbero evitate potenziali restrizioni del mercato attraverso:

  • una differenziazione dell’articolazione delle soglie per l’affidamento diretto tra i vari comparti (lavori, servizi e forniture), in modo da adeguarle alle dinamiche e alle caratteristiche dei settori di riferimento;
  • un uso attento degli ampi poteri derogatori connessi al “Modello Genova”, applicati a una lunga serie di interventi, che potrebbero avere effetti fortemente lesivi della concorrenza e della trasparenza nella fase di aggiudicazione ed esecuzione dei lavori.

Confindustria ha poi evidenziato la necessità di correttivi puntuali anche in merito alla possibilità per la stazione appaltante di escludere dalle gare gli operatori economici non in regola con gli obblighi di pagamento di imposte e contributi previdenziali anche non definitivamente accertati, nonché suggerito ulteriori interventi volti a:

  • abolire l’indicazione della terna dei subappaltatori;
  • sopprimere l’esclusione dell’appaltatore per cause imputabili al subappaltatore;
  • consentire la rinegoziazione dei contratti oggetto di evidenti ripercussioni derivanti dalla pandemia in corso.

In materia di semplificazioni ambientali, nell’apprezzare la complessiva rivisitazione della disciplina sulla Valutazione d’impatto ambientale (VIA), abbiamo sottolineato la necessità di:

  • evitare una riduzione sproporzionata della tempistica a disposizione del proponente;
  • assicurare l’immediata operatività della speciale procedura di VIA accelerata (cd. fast-track), mediante la rapida approvazione del DPCM attuativo, nonché la possibilità di estenderla - oltre alle opere comprese nel Programma Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) - anche ad altre opere infrastrutturali strategiche per il Paese, al fine di rilanciare gli investimenti pubblici.

Sempre in materia ambientale, e in chiave di sostegno all’economia circolare, abbiamo tra le altre cose evidenziato l’esigenza di risolvere definitivamente il problema delle autorizzazioni end of waste, rimuovendo il meccanismo del “doppio controllo” introdotto lo scorso anno.

In allegato il testo lungo e lo speech dell’audizione.


Strategia industriale europea

22 luglio 2020

Politiche Industriali

Politiche Industriali

La Comunicazione della Commissione si inserisce nel solco delle politiche avviate a partire dal 2010 per affrontare la profonda recessione economica che ha colpito l’Europa dopo la crisi finanziaria del 2008 e punta sul rilancio dell’industria quale strumento per la rinascita dell’economia europea. La Strategia, infatti, evidenzia la centralità dell’industria nell’economia europea in termini di occupazione, capacità di innovazione ed esportazioni, e riconosce la qualità degli standard sociali, lavorativi e ambientali che essa è in grado di offrire, facendo un ulteriore passo rispetto al passato: l’industria è, infatti, considerata non solo il soggetto che può guidare la transizione dell’economia e della società europea verso la digitalizzazione, la neutralità climatica e l’economia circolare, ma anche il soggetto che può assicurare la sovranità dell’Europa rispetto alle grandi piattaforme economiche.

In proposito, Confindustria ha evidenziato che sarà indispensabile avviare politiche che consentano all’Europa di rendersi tecnologicamente indipendente, sviluppando tecnologie abilitanti che rivestono importanza strategica per il futuro industriale europeo, come quelle digitali che possono essere determinanti nella competizione globale per la leadership tecnologica.

Condividendo l’impianto e le linee generali della Strategia, con particolare riguardo alla necessità di individuare un equilibrio tra l’esigenza di uno sviluppo sostenibile dell’industria e quello di garantirne la competitività, nonché tra “protezione” e apertura dell’economia europea, abbiamo ribadito come il mercato unico sia centrale per garantire stabilità all’Italia e affrontare le sfide dei prossimi anni.

Occorre però ricreare condizioni di stabilità anche all’interno del mercato unico, che rimane frammentato e caratterizzato da squilibri tra Stati membri, come pure è essenziale valorizzare la Next generation EU Initiative che pone le basi per un piano di rilancio industriale fondato su un sostegno massiccio alle imprese europee, in grado di evitare il declassamento industriale e tecnologico dell’Europa.


Misure per l'efficientamento energetico per il rilancio dell'edilizia

22 luglio 2020

Politiche Industriali

Politiche Industriali

Confindustria ha sottolineato come le recenti iniziative abbiano condotto al varo di un sostanziale rafforzamento degli incentivi concessi ad alcuni contribuenti per le spese sostenute per il miglioramento del patrimonio edilizio, attraverso la realizzazione di interventi di efficientamento energetico e di miglioramento della resilienza sismica degli edifici.

Tali incentivi rappresentano una spinta fondamentale per la tutela del patrimonio edilizio italiano, che presenta carattere di unicità in termini di storia e di pregio, ma anche di fragilità, e possono offrire un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica previsti dal PNIEC.

A questo si aggiunge la non secondaria necessità di imprimere - in questo particolare frangeste storico - una spinta decisa al sistema economico: uno slancio che la mano pubblica può contribuire a determinare, affinché possa essere attenuata una recessione che si prospetta, secondo molte previsioni, significativa.


Dlgs. correttivo al Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza

18 giugno 2020

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Il provvedimento si inserisce nel contesto di adeguamento del nostro ordinamento a una nuova Direttiva europea (n. 2019/1023), che dovrà essere recepita entro il 17 settembre 2021.

Sebbene già con il Codice il nostro legislatore si sia ispirato a obiettivi analoghi a quelli europei (es. l’emersione anticipata della crisi), la persistenza di alcune differenze rende opportuno utilizzare il decreto correttivo per mutuare alcune delle linee della Direttiva. Ciò riguarda, in primis, il tema delle procedure di allerta e composizione assistita, la cui entrata in vigore è stata prorogata al prossimo anno nell’ambito dei recenti provvedimenti emergenziali - recependo una sollecitazione di Confindustria - e che andrebbero ora rimodulate secondo criteri di maggiore proporzionalità e di effettivo supporto alle imprese in crisi.

A nostro avviso, poi, gli effetti sull’economia derivanti dall’epidemia da Covid-19 non dovrebbero rappresentare l’occasione per arretrare rispetto alle innovazioni che la disciplina concorsuale ha fatto, con il Codice, verso un migliore contemperamento tra i valori della continuità aziendale e della tutela dei creditori. In proposito, occorre tener conto del fatto che qualunque soluzione che rechi forme di protezione rafforzata per i debitori genera un riflesso sulla filiera dei pagamenti, con il rischio di un effetto domino sull’intero sistema produttivo. In questo senso, occorrerebbe tenere separati il canale normativo dei correttivi al Codice, attraverso cui introdurre modifiche di carattere strutturale alla disciplina concorsuale, da quello della decretazione d’urgenza, cui affidare gli interventi dettati dall’emergenza e che dovrebbero caratterizzarsi, in ogni caso, per una portata temporalmente limitata.

Confindustria ha infine evidenziato che, proprio per fronteggiare il prevedibile incremento delle procedure che verranno avviate nei prossimi mesi in seguito agli effetti della pandemia, occorre puntare sulla specializzazione dei magistrati addetti alla materia concorsuale, recuperando una delle linee di fondo della Legge delega non declinata poi dal nuovo Codice.


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