AUDIZIONI PARLAMENTARI

DDL Delega Semplificazione Lavoro

31 luglio 2019

Lavoro Welfare e ...

Lavoro Welfare e Capitale Umano

Le finalità di semplificazione e codificazione proposte con specifico riguardo alle norme giuslavorisitiche, anche mediante il coordinamento e l’armonizzazione (formale e sostanziale) delle misure normative, la semplificazione del linguaggio, il coordinamento con la disciplina europea di settore e la revisione di testi unici o codici di settore vigenti, nonché l’indicazione espressa delle norme da abrogare, sono condivisibili.

Tali obiettivi, però, mal si conciliano con l’eccessiva ampiezza e genericità del disegno di legge delega, che andrebbero esaminati per valutarne la compatibilità con i limiti costituzionali previsti per la delegazione legislativa.

Dal punto di vista procedurale, inoltre, è stata evidenziata l’opportunità di prevedere la partecipazione delle Parti Sociali per l’adozione dei decreti delegati, in modo da fornire al Governo e al Parlamento gli elementi conoscitivi necessari a garantire una normativa chiara e semplice.

Infine, nel merito delle misure previste, è stata proposta l'introduzione del più ampio collegamento possibile tra le diverse forme di apprendistato, con particolare riferimento a quelle a carattere duale, come misura efficace per contrastare la disoccupazione giovanile e, nel contempo, creare un’occupazione di qualità, pronta a cogliere le sfide di Industria 4.0.


PdL Nuova IMU

25 luglio 2019

Politiche Fiscali

Politiche Fiscali

Nel corso dell’audizione, Confindustria ha espresso apprezzamento sulla scelta di superare l'attuale dicotomia in materia di imposizione locale, rifondendo in un solo tributo l’Imposta municipale propria (IMU) e la Tassa sui Servizi Indivisibili (TASI), a condizione che ne venga mantenuta la deducibilità. 

Al contempo, è stata rimarcata la necessità di superare le distorsioni presenti nella disciplina dei due tributi, come quelle concernenti il presupposto impositivo delle aree fabbricabili, delle piattaforme petrolifere a mare, degli immobili e delle aree produttive dismesse. 

Infine, sono stati suggeriti miglioramenti delle disposizioni relative alle fasi di accertamento e di riscossione, al fine di semplificare gli adempimenti a carico delle imprese. 


DdL Obsolescenza programmata

10 luglio 2019

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Confindustria ha posto l'attenzione su alcune misure contenute nel DDL che rischiano di creare incertezze, compromettere l’armonizzazione del diritto consumeristico e disincentivare l’innovazione. 

In particolare, il riferimento è: 

  • alla definizione di obsolescenza programmata, che si fonda su concetti, come quello di vita potenziale del bene, generici e non ancora definiti a livello europeo; 
  • alle misure in tema di difetto di conformità, che si discostano dai criteri previsti dalla recente Direttiva UE n. 771/2019 sulle vendite e che sarebbe opportuno trattare in sede di recepimento della stessa; 
  • alle misure sui beni aventi una componente software, che risultano gravose e rischiano di frenare l’innovazione e lo sviluppo. 

Inoltre, appaiono problematiche le norme in tema di parti di ricambio e quelle che introducono sanzioni penali per gli operatori che ricorrono a pratiche di obsolescenza programmata, nonché le nuove attribuzioni in termini di vigilanza e controllo al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti

Confindustria suggerisce di attendere gli sviluppi del dibattito europeo sull’obsolescenza programmata prima di introdurre una disciplina nazionale sul tema. A livello UE, infatti, i confronti sul tema sono in corso e mancano ancora indirizzi consolidati al riguardo. 

Infine, si segnala che sia sul fronte consumeristico, sia su quello ambientale, i concetti di durabilità e riparabilità dei beni hanno già assunto una rilevanza strategica in termini di qualità e sostenibilità. Pertanto, appare opportuno promuoverne la più ampia diffusione anche al fine di favorire un consumo responsabile e disincentivare fenomeni di obsolescenza programmata


PdL vigilanza e sicurezza sul lavoro

02 luglio 2019

Lavoro Welfare e ...

Lavoro Welfare e Capitale Umano

Il sistema normativo della salute e sicurezza presenta, a dieci anni dalla sua regolazione, numerosi aspetti di criticità, la cui soluzione potrebbe portare ad un incremento dell’efficacia della prevenzione e della cultura della sicurezza.

La PdL, che interviene su alcuni aspetti della normativa – ispezione, consulenza, tariffa dei premi Inail - pur toccando argomenti d’interesse, non focalizza l’attenzione sui punti realmente critici.

Per Confindustria, infatti, anche alla luce dell’accordo del 18 dicembre 2018, attuativo del Patto della Fabbrica, l’intervento sugli elementi di complessità presenti nel D.lgs n. 81/2008 costituisce un aspetto prioritario sul quale intervenire.


Risoluzioni su Salario minimo orario

26 giugno 2019

Lavoro Welfare e ...

Lavoro Welfare e Capitale Umano

La determinazione di un salario minimo ha conseguenze dirette sul mercato del lavoro, sulle scelte delle imprese e sulla competitività della nostra economia. Conseguenze tanto più negative quanto più il salario minimo è disallineato rispetto al salario mediano. 
Per Confindustria, il salario non può essere trattato come una variabile indipendente e non può, quindi, essere fissato a valori arbitrari. Un salario minimo pari a 9 euro corrisponderebbe all’80% del salario mediano italiano, mentre la media nei Paesi OCSE è pari al 51%. 
La nostra posizione, dunque, è contraria alla fissazione per legge di un valore della retribuzione oraria. A nostro avviso, la scelta preferibile sarebbe quella di prendere a riferimento il sistema della contrattazione collettiva espressione delle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale. 
Per far ciò, è necessario proseguire nel progetto di riforma della contrattazione collettiva, definito nel 2018, con la misura della rappresentanza sia datoriale che sindacale e la definizione di un CCNL di riferimento per ogni settore produttivo. 


DdL consumo di suolo

26 giugno 2019

Politiche Industriali

Politiche Industriali

Confindustria ha depositato una memoria, i cui contenuti sono stati condivisi con il Sistema associativo, dalla quale emerge tra l'altro, la necessità di invertire l'approccio sinora adottato dal Parlamento in materia di contenimento del consumo di suolo.
In altri termini, Confindustria auspica una legge non basata su divieti e restrizioni, ma su misure che stimolino la rigenerazione, la riconversione e la riqualificazione del territorio.
Tale approccio, a nostro modo di vedere, non può realizzarsi se non attraverso un quadro di regole certo e di incentivazione concreta della attività di rigenerazione, riqualificazione, risanamento e reindustrializzazione dei territori, nonché l'impiego di materiali sempre più innovativi. 
In questo percorso di politica industriale che abbiamo sottoposto all'attenzione del Senato abbiamo chiesto di puntare sull'industria. 


DL Crescita

20 maggio 2019

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Il DL Crescita rappresenta un segnale di discontinuità, seppur di portata limitata, nella direzione di una maggiore attenzione alla crescita e interviene anche su alcune carenze dell'ultima Legge di Bilancio.
Confindustria ha sottolineato come le risorse stanziate siano poche e l’impatto sulle finanze pubbliche neutro, evidenziando la necessità che il Governo assicuri ora continuità e coerenza d’azione sulle politiche per le imprese e le misure per la crescita. 

Nel merito, Confindustria ha individuato alcune lacune da colmare e possibili correttivi da apportare al provvedimento, per rafforzarne la portata. 


DL Sblocca-cantieri

08 maggio 2019

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Il provvedimento rappresenta una prima risposta alla richiesta del mondo imprenditoriale di rilanciare la politica infrastrutturale e accelerare la spesa per investimenti pubblici, nella misura in cui affronta alcuni nodi, strutturali e contingenti, che hanno rallentato negli ultimi anni la realizzazione o il completamento delle opere. 
Tuttavia, sullo stock delle opere bloccate, il DL interviene esclusivamente mediante i commissariamenti, la cui effettività è, peraltro, subordinata all’adozione di provvedimenti successivi. Inoltre, sul fronte regolatorio, alcune misure del DL rischiano di alterare le scelte di fondo del nuovo Codice dei contratti pubblici, in danno dell’effettiva concorrenza e della qualità dell’offerta. 
La conversione in legge del DL potrebbe pertanto rappresentare la sede per adottare ulteriori “misure di sblocco” (tipizzazione delle ipotesi di esclusione della colpa grave in tema di responsabilità erariale, estensione della sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI alle imprese subappaltatrici e creditrici degli appaltatori in crisi), mirate principalmente ai cantieri fermi e al sostegno della filiera, nonché per correggere i profili di carattere regolatorio più critici (regolarizzazione ex post delle violazioni fiscali non conosciute al momento della domanda di partecipazione, ripristino del tetto del 30% per il punteggio economico per la valutazione dell'OEPV, facoltatività del subappalto). 
PdL Anticontraffazione

23 aprile 2019

Affari Legislativi

Affari Legislativi

La contraffazione è un fenomeno preoccupante, in continua espansione e trasformazione, che erode opportunità di crescita per l’economia nazionale.

Confindustria condivide, in linea di principio, gli obiettivi generali perseguiti dalla PDL così come l'intento di semplificare le norme penali per la repressione della contraffazione, troppo numerose e frammentate.

Tuttavia, riteniamo preoccupante l’ampliamento della sanzione penale a nuove condotte, come l’evocazione del marchio (art. 3), la fallace indicazione (art. 13) e i nuovi obblighi di etichettatura (art. 15).

L’intervento legislativo, a nostro avviso, non può prescindere dal principio di sussidiarietà o extrema ratio del ricorso allo strumento penale e quello della ragionevolezza e proporzionalità della pena, che sono principi costituzionali di carattere generale e che trovano in materia penale puntuali declinazioni.

Inoltre, si sottolinea come i nuovi obblighi di tracciabilità ed etichettatura rischino di creare oneri eccessivi, soprattutto per le PMI, nonché di essere incompatibili con le norme europee sulla libera circolazione delle merci.


Documento di Economia e Finanza 2019

18 aprile 2019

Centro Studi

Centro Studi

Il DEF 2019 riconosce lo stallo dell’economia italiana ma non fornisce indicazioni su come il Governo intenda affrontare l’attuale rallentamento, sugli obiettivi di bilancio che vuole perseguire e su come imposterà la prossima Legge di bilancio. Ciò crea incertezza.

Per reagire al rallentamento e aprire una nuova fase che punti a crescita e rientro del debito pubblico, occorre ridare fiducia a:

  • famiglie, per evitare che accrescano il risparmio;
  • imprese affinché aumentino la propensione agli investimenti;
  • investitori perché scendano i tassi di rendimento sui titoli di Stato.

Per questo Confindustria ritiene che il Governo debba varare un programma di medio termine credibile che: fissi obiettivi chiari, contenga misure anticicliche per investimenti e sostegno al credito, indichi cosa fare con gli aumenti IVA, avvii riforme, come quella fiscale, volte a favorire la crescita, individui come reperire le risorse.

I decreti "Crescita" e "Sblocca Cantieri", negli obiettivi, rappresentano una positiva inversione di rotta delle politiche del Governo.


Applicazione del Codice dei Contratti Pubblici

11 aprile 2019

Politiche Industriali

Politiche Industriali

Gli investimenti pubblici continuano a declinare. Oltre a garantire adeguate risorse pubbliche, è necessario rivedere il Codice dei contratti pubblici con interventi urgenti e di profonda revisione strutturale.  
Occorre risolvere criticità di fondo e colmare lacune che consentano di recuperare funzionalità al sistema dei contratti pubblici e di superare incertezze applicative a carico della stazioni appaltanti e degli operatori economici. Altrettanto essenziale è limitare le deroghe, evitando il ricorso “quasi sistematico” alle eccezioni.
Le procedure decisionali per l’impiego delle risorse sono ancora troppo lente e farraginose e impediscono l’apertura in tempi accettabili dei cantieri, aumentando così il gap tra stanziamenti e risorse effettivamente spese, in particolare per le opere pubbliche.  
Bisogna quindi migliorare la capacità di programmazione, l’efficienza attuativa e la qualità della spesa, partendo dalle principali cause di blocco del processo di definizione e di esecuzione delle opere pubbliche.



Fondi Sanitari Integrativi del Sistema Sanitario Nazionale

10 aprile 2019

Politiche Regionali e ...

Politiche Regionali e Coesione Territoriale

La sanità integrativa italiana è una realtà di grande rilievo, che assiste più di 10 milioni di persone, non in contrapposizione ma in piena sinergia con il Servizio Sanitario Nazionale. Copre tuttavia solo una parte della spesa sanitaria privata e il suo rafforzamento potrebbe correggere la principale anomalia di tale spesa, cioè la mancata intermediazione da parte di soggetti professionali.

Le ipotesi di limitazione delle prestazioni rimborsabili e di riduzione dei benefici fiscali e previdenziali avrebbero effetti negativi sia sull'adesione dei cittadini/lavoratori ai fondi, sia sul versante della sostenibilità dei fondi stessi, sia sul piano della trasparenza per lo Stato, visto che i fondi chiedono per il rimborso la documentazione di spesa, consentendo l’emersione del sommerso “cash”.

E’ auspicabile, dunque, lo sviluppo ordinato e trasparente della sanità integrativa, anche iniziando a riflettere sull’architettura di un sistema di vigilanza che assicuri efficienza, trasparenza, certezza della gestione economica-finanziaria e tutela degli iscritti.


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