COMUNICATI STAMPA

IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA BONOMI INCONTRA A KYIV IL PRESIDENTE ZELENSKYY PER PORRE LE BASI DELLA RICOSTRUZIONE E SOSTENERE LO SVILUPPO DELL’UCRAINA

Roma, 21 giugno 2022 – Attuare progetti congiunti volti a ricostruire l’economia del Paese, ripristinare le infrastrutture distrutte dalla guerra, attrarre investimenti e intensificare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Ucraina.

Sono i principali aspetti del Memorandum of understanding, siglato dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e dal Vice primo Ministro ucraino e Ministro dell'Economia Yulia Svyrydenko durante la missione di Confindustria a Kyiv appena conclusa, in piena adesione ai punti concordati durante la recente visita del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, del Presidente francese Emmanuel Macron, e del Cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Confindustria, infatti, sostiene con forza la necessità che la UE conceda all’Ucraina lo status di candidato all’ingresso nell’Unione, non solo perché ciò conferisce all’Ucraina una tutela aggiuntiva nel conflitto in corso ma anche perché sono in gioco valori di libertà, democrazia e rispetto della sovranità e del diritto internazionale, alla base della costruzione europea. E finché non si apriranno le basi di una trattativa, secondo l’Associazione degli industriali, lo sforzo convergente di UE e NATO deve concentrarsi nella difesa dell’Ucraina per la pace. Perché senza pace non può esserci né sviluppo e né crescita.

Con questo spirito, il Presidente Bonomi ha incontrato a Kyiv - in un fitto calendario di colloqui individuali - rispettivamente il Presidente Volodymyr Zelenskyy, il ministro dell’Energia Herman Halushchenko, il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, il viceministro dell’Economia delegato al Commercio Estero Taras Kachka, il ministro delle Finanze Sergii Marchenko. 

“Con il governo Ucraino abbiamo sottoscritto un memorandum d’intesa che fissa i presupposti per l’impegno delle nostre filiere industriali a supporto degli sforzi in corso da parte dell’Ucraina – ha sottolineato Bonomi –. Un impegno per garantire una rapida ricostruzione dell’immenso patrimonio industriale ed edilizio distrutto dalla guerra, per contribuire al rafforzamento della volontà ucraina di difendere e ampliare il suo ruolo nel commercio da e verso l’Europa e il mondo, per assicurare e potenziare le sue catene logistiche e di fornitura. Nella nostra visione tutto ciò deve avvenire nel quadro di un partenariato sia all’interno di progetti speciali europei, sia di progetti nazionali nel rapporto diretto tra il nostro Governo e quello ucraino, sia in forma di cooperazione congiunta diretta tra imprese e filiere industriali italiane e ucraine”. 

A tal fine, lo ha annunciato il Presidente Bonomi al presidente Zelenskyy, Confindustria aprirà proprio a Kyiv una propria rappresentanza diretta, per coordinare tutti i progetti congiunti che da questo memorandum prenderanno avvio. 
Inoltre, nel colloquio con Zelenskyy, Bonomi ha innanzitutto espresso il più sentito cordoglio al popolo ucraino per le criminali stragi di civili compiute dagli invasori e ha riconfermato il sostegno di Confindustria per la libertà e la sovranità dell’Ucraina. Nella convinzione che occorra fermare l’uso della forza militare nel rapporto tra la Russia e tutti i popoli, europei e non europei. Il Presidente Bonomi ha poi sottolineato il ruolo economico dell’Ucraina nel mondo e gli effetti che il ritorno ad una condizione di pace avrebbero sulla crescita e il benessere dell’Ucraina e del suo popolo e di tutti i paesi interessati da relazioni con l’Ucraina. 

“Come Confindustria, abbiamo creduto fermamente nella necessità di questi incontri con il governo dell’Ucraina – ha dichiarato il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi –. Ed è motivo per noi di grande orgoglio essere la prima associazione industriale ad aver espresso direttamente e di persona l’impegno delle nostre migliaia di imprese a sostegno di questo popolo. Si tratta di un’iniziativa assunta d’intesa con il governo italiano e in piena collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Ucraina. A tal proposito, voglio esprimere la nostra riconoscente gratitudine all’Ambasciatore Pierfrancesco Zazo, che ha fin da subito condiviso lo spirito più autentico di questa missione per la difesa dei valori di libertà e democrazia come basi per lo sviluppo di ogni economia".



Roma, 14 giugno 2022 – Fidelizzare e supportare le imprese a capitale estero che investono in Sicilia con l’attivazione di un servizio di customer care loro dedicato in modo da creare le condizioni per aumentare gli investimenti nei territori in cui già operano. Questo il fulcro del Protocollo tra Confindustria, Regione Siciliana e Confindustria Sicilia, firmato questa mattina a Siracusa dalla Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria Barbara Beltrame Giacomello, dall’assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana Girolamo Turano e dal Presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese.
 
La firma di questo Protocollo si inserisce nell’ambito di un percorso nazionale di retentione di sensibilizzazione sull’importanza delle imprese a capitale estero non solo su aspetti strettamente economici, ma anche su programmi di sostenibilità ambientale, economia circolare e welfare, su cui Confindustria è impegnata da tempo. La Regione Siciliana, dal canto suo, è impegnata a promuovere sul territorio un’offerta di servizi SUAP per semplificare le procedure e contenere i costi negli Enti coinvolti. Ha inoltre varato il Piano di Sviluppo Strategico delle ZES per la Sicilia Occidentale e Orientale che darà impulso alla strategia regionale in materia di attrazione degli investimenti in Sicilia. Attraverso la collaborazione a livello territoriale tra Confindustria e Confindustria Sicilia si vogliono far emergere le eccellenze e le best practice delle imprese a capitale estero già presenti nei territori italiani intensificando anche i rapporti con altre associazioni datoriali europee e internazionali al fine di attrarre investimenti esteri. L’ISTAT recentemente ha osservato che, nel 1° trimestre 2022, la Sicilia è stata la regione che ha fatto registrare il più alto aumento dell’export, il 72%, che rappresenta un punto percentuale dell’intero export del Paese, grazie soprattutto al settore dei prodotti petroliferi che a Siracusa vengono raffinati.
 
“Un distretto produttivo ha successo se c’è un proficuo e regolare confronto e interazione tra le imprese estere, le nostre rappresentanze territoriali e le istituzioni regionali che si occupano di programmazione e sviluppo. Saper dialogare è importante, perché consente di anticipare le crisi e di cogliere per tempo nuove opportunità di investimento”, ha detto la Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria Barbara Beltrame Giacomello. “È ora necessario fare un passo avanti per consolidare ed ampliare il contributo delle imprese a controllo estero allo sviluppo produttivo ed occupazionale del Paese. Chiediamo quindi di attivarci a livello nazionale per avviare una serie di incontri annuali con i CEO globali delle imprese estere per attrarre nel nostro Paese parte degli investimenti strategici che si stanno pianificando ora e nel prossimo futuro. Altri Paesi, come la Francia, organizzano incontri di questo tipo con grande successo ed i tempi sono maturati perché anche l’Italia inizi un suo percorso”.
 
“L’attrattività del sistema-Sicilia è un tema fondamentale da affrontare per garantire sostegno e sviluppo al tessuto di piccole e medie imprese, per recuperare il gap di competitività e produttività che le separa dal resto del Paese”, ha affermato il Presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese. “La Sicilia sembra stia tornando ad esercitare una forza attrattiva all'estero. Ma se è vero che questo è un segnale positivo di ripresa, è pur vero che la porzione degli investimenti diretti esteri destinati alla Sicilia rimane comunque limitata. L’obiettivo deve essere quello di accogliere e trattenere le multinazionali. E noi, con questo protocollo d’intesa, abbiamo già fatto un pezzo di strada”.
 
“Il quadro geopolitico così mutevole e precario impone alle istituzioni e al mondo produttivo siciliano un impegno maggiore sul fronte dell’attrazione degli investimenti esteri. È chiaro che la crisi nell’est Europa insieme all’instabilità del nord Africa e del Medio oriente potranno fare della Sicilia una validissima opzione per investitori stranieri”, ha proseguito l’assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana Girolamo Turano. “È dunque fondamentale farsi trovare pronti: come Regione abbiamo portato a casa le Zes siciliane che sono uno straordinario strumento per la competitività della Sicilia, c’è il lavoro fatto in questi anni con la Farnesina sull’internazionalizzazione delle imprese e oggi si aggiunge questo protocollo con Confindustria che ci impegna non solo sul fronte della sinergia strategica ma anche nel campo della formazione delle imprese e delle figure professionali e della capacità di analisi degli scenari. L’obiettivo è tornare ad essere l’orizzonte degli investitori esteri”.
 
“Un fondamentale punto di partenza – ha detto Diego Bivona, Presidente di Confindustria Siracusa - di un più ampio quadro di iniziative che oltre a favorire il dialogo, serva a mettere in risalto quelle condizioni ambientali che gli imprenditori privilegiano quando decidono dove investire: legalità, certezza del diritto, infrastrutture materiali e immateriali, percorsi e tempi autorizzativi, servizi essenziali quali la sanità, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Non casuale la scelta di Siracusa per la firma del protocollo, per l’alta aggregazione di aziende multinazionali, non solo numericamente, ma soprattutto per fatturato: nel periodo pre-pandemia il 61% dell’export regionale proveniva da questo territorio (il 12% del Mezzogiorno). Qui è inequivocabile la vocazione all’export di un territorio che per anni ha attratto investitori soprattutto multinazionali, trainando l’economia siciliana, grazie alla collocazione geografica, al centro del Mediterraneo, alle favorevoli condizioni climatiche, alle infrastrutture portuali, ma anche grazie alla laboriosità delle maestranze locali che hanno acquisito negli anni un know-how apprezzato ed esportato anche all’estero”.

Roma, 1° giugno 2022 - Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, hanno sottoscritto oggi al Viminale un nuovo protocollo di legalità con l’obiettivo di rafforzare l’impegno comune contro le infiltrazioni criminali nell’economia e tutelare più efficacemente il sistema d’impresa.

 

"In questo momento occorre l’impegno e il senso di responsabilità di tutti per prevenire e contrastare i tentativi di aggressione criminale all’economia”, ha commentato la titolare del Viminale, ribadendo la necessità di “lavorare insieme secondo i principi di legalità per sostenere lo sviluppo del Paese, garantendo la piena realizzazione dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

“In tale contesto, Confindustria – che rappresenta oltre 150 mila imprese – con la sua rete sul territorio non può che essere il naturale e privilegiato interlocutore dell’Amministrazione dell’Interno”, ha proseguito il ministro Lamorgese, evidenziando come “il protocollo, siglato oggi, rafforzi, su basi più ampie e solide, una collaborazione veramente strategica nella lotta alle mafie che infiltrano il tessuto produttivo”.

“Si tratta di un passo veramente importante che il Ministero dell’Interno ha ritenuto di effettuare, con l’obiettivo di supportare, quanto più possibile, il comparto privato nella volontà di contribuire fattivamente alla costruzione di un’economia “sana” e, quindi, veramente concorrenziale poiché basata sul merito e sulla capacità imprenditoriale”, ha aggiunto Lamorgese, sottolineando, in particolare, “la svolta che ha interessato, da tempo, ampi settori dell’imprenditoria che, attraverso eventi come quello odierno, manifestano un chiaro segnale di attenzione al valore della “legalità” quale pre-condizione per una crescita “di qualità” dell’intero sistema produttivo nazionale”.

 

“La firma del protocollo con il Ministero dell’Interno rappresenta un’azione concreta di prevenzione contro la criminalità organizzata, una minaccia quest’ultima al “buon governo” delle imprese e al bene del Paese – ha affermato Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria. “In questa partita, Confindustria e le aziende italiane sono da anni in prima linea e la sottoscrizione del protocollo ha proprio l’obiettivo di rafforzare la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle imprese. Come protagonisti del mondo economico, infatti, sentiamo il dovere di lavorare fianco a fianco con le istituzioni per affermare la cultura della legalità, del buon mercato e del “fare impresa” bene e responsabilmente – ha aggiunto Bonomi. La semplificazione, la trasparenza e la velocità dei processi amministrativi, insieme a sistemi di controllo adeguati, sono un grande alleato della legalità. Il Protocollo ci permetterà di regolare i rispettivi e reciproci impegni per costruire una barriera capace di scongiurare il pericolo di tentativi di infiltrazioni mafiose nei contratti stipulati dalle imprese. Agire attraverso un sistema forte di prevenzione, sviluppato come in questo caso in una logica pubblico-privato, è l’unico modo per riempire quegli spazi in cui il combinato tra complessità delle procedure e assenza di regole, costituisce un “passaggio facile” per le infiltrazioni criminali”, ha concluso il Presidente di Confindustria.

 

 
Roma, 31 maggio 2022 “Abbiamo molto apprezzato le parole del Governatore Ignazio Visco, che in occasione della presentazione della Relazione Annuale della Banca d’Italia ha offerto, come sempre, con estrema chiarezza un’analisi puntualissima dello scenario italiano e internazionale, sottolineando opportuni interventi per sostenere famiglie e imprese tenendo conto dell’incerta evoluzione delle prospettive economiche e dei rischi e delle sfide che ci aspettano”, così Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria, in merito alle Considerazioni finali presentate oggi.

 
“In particolare, voglio soffermarmi su tre considerazioni che condividiamo pienamente come imprenditori e cittadini italiani – ha proseguito il Presidente Bonomi. La prima è il fermo richiamo all’urgenza delle riforme e alla vulnerabilità a cui ci espone l’ingente debito pubblico, testimoniata dalla risalita dello spread. Un quadro che confidiamo spinga Governo e partiti a ponderare bene criteri e destinazione delle misure anti-crisi per contenere gli effetti di prezzo dell’energia su imprese e famiglie, gravemente colpiti dai rincari. In secondo luogo, sosteniamo l’invito a chiedere in Europa uno strumento permanente finanziario di debito comune a cui attingere per attenuare gli impatti asimmetrici delle crisi, sapendo bene che per beneficiarne un Paese come il nostro deve prima accettare condizionalità sul suo bilancio pubblico. E, infine condividiamo la riflessione sulla necessità di evitare una divisione del mondo in blocchi e difesa della globalizzazione. Infatti, per la manifattura italiana e per l’Italia, paese trasformatore e povero di commodities, difendere il commercio globale e potenziare le nostre filiere è un’esigenza vitale”.




BRUGNOLI: APPELLO A BIANCHI E DRAGHI, SCUOLA TORNI AL CENTRO DELLE RIFORME

Competenze STEM le più ricercate, ma umanesimo tecnologico è cuore pulsante delle imprese



Roma, 17 maggio 2022 – “Facciamo un appello al Ministro Bianchi e al Premier Draghi perché la scuola possa tornare al centro delle riforme”. Così Giovanni Brugnoli, Vice Presidente per il Capitale Umano di Confindustria aprendo i lavori degli Stati Generali dell’Orientamento – Il carattere del talento, che Confindustria ha organizzato oggi a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica, come giornata di intrattenimento educativo per gli studenti e momento di confronto tra mondo della scuola, imprese e istituzioni per dibattere della riforma dell’orientamento prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Ci sono misure di contrasto alla povertà, come il Reddito di cittadinanza, che purtroppo disincentivano il lavoro e la valorizzazione del talento dei giovani. E le imprese non trovano circa il 40 per cento dei profili che cercano, che non sono solo scientifici e tecnologici, ma anche legati a materie umanistiche, dall’arte alla letteratura, alla creatività, che è la base del nostro Made in Italy. Dobbiamo e vogliamo ascoltare i ragazzi, per questo oggi abbiamo scelto un format diverso. Perché loro ci possono aiutare a capire cosa non va e come fare per risolvere questo scollamento”.

 

All’evento hanno aderito oltre mille studenti per partecipare ai laboratori e workshop interattivi loro dedicati. Come quello su come elaborare un cv e come affrontare un colloquio di lavoro organizzato da Umana, o le simulazioni di lavoro in realtà aumentata curato dall’Istituto Galilei, la sessione di orientamento animata da Lucio Zanca, nella quale l’artista Lucrezia Di Canio ha intrattenuto i ragazzi con la realizzazione di disegni e bozzetti, e Lorenzo Mancini, Direzione Impact Intesa Sanpaolo, che è intervenuto sul tema “Responsabilità e merito” e presentato “Per Merito”, una linea di credito dedicata agli studenti universitari per coprire le spese di studio, mobilità, residenza e periodi formativi all’estero con la sola garanzia di impegnarsi nello studio. Hanno partecipato come testimoni del binomio talento e carattere l’artista Jago e gli olimpionici di canottaggio Federica Cesarini e di scherma Giorgio Avola.
 
“L’umanesimo tecnologico è il cuore pulsante delle nostre imprese, dalla meccatronica alla chimica-farmaceutica, dall’informatica all’agroindustria. La scuola torni al centro dei territori per sfornare competenze in linea con le rivoluzioni in atto. Solo così – ha concluso il Vice Presidente Giovanni Brugnoli - il nostro paese avrà il futuro che merita”.



Brindisi, 30 aprile 2022 – I nuovi assetti geopolitici derivanti dalla crisi pandemica e dalla guerra in Ucraina, le conseguenze sull’economia italiana ed europea dello shock energetico, il potenziamento dell’azione comune dell’Unione per difendere l’industria e rilanciare le riforme, la sostenibilità economica e sociale. Sono stati questi i temi al centro del dibattito di “VOCI Visioni Orizzonti Culture Idee” evento a porte chiuse organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria, a Borgo Egnazia, che ha visto confrontarsi direttori e autorevoli firme dei principali quotidiani italiani e internazionali con una platea di imprenditori under 40.

Sono intervenuti di fronte ai giovani imprenditori provenienti da tutta Italia, in un dialogo tra economia reale e mondo dell’informazione: Silvia Sciorilli Borrelli, Alessandro De Angelis, Federico Fubini, Marco Valerio Lo Prete, Enrico Mentana, Maurizio Molinari, Mario Sechi, Fabio Tamburini, Sarah Varetto. Ospite il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

“In questo confronto, come giovani imprenditori abbiamo cercato di individuare soluzioni a una crisi devastante che sta vivendo l’industria europea a causa della guerra Russia-Ucraina e dello shock energetico”. Così Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori e vicepresidente di Confindustria. “E’ il momento di fare riforme necessarie per le categorie più esposte come giovani e donne. Decisioni emergenziali che rispondono alla contingenza devono lasciare il posto a interventi lungimiranti e strutturali in una logica di giustizia tra generazioni che considerino concretamente il punto di vista di chi sarà chiamato a pagare un debito pubblico che - stando alla crisi attuale – rischia di esplodere. Infatti, l’elevato debito e la bassa crescita dell’Italia rappresentano una zavorra intergenerazionale che mina alla base la possibilità di uno sviluppo sostenibile, inclusivo e giusto nel lungo periodo. Serve un cambio di strategia: non è possibile invocare un nuovo scostamento di bilancio che aumenterebbe il fardello del debito cattivo che saranno soprattutto i giovani a pagare. Trovare le risorse è possibile solo tagliando la spesa improduttiva. E far confluire le stesse risorse su provvedimenti strutturali. La soluzione per dare maggiore potere d’acquisto  è una sola: tagliare il costo del lavoro a lavoratori e imprese sui redditi medio bassi, sui giovani e sulle donne”.

La seconda priorità emersa nel dibattito della due giorni di “VOCI” è la reazione europea allo shock energetico.

“Le potenze manifatturiere, in particolare Italia e Germania, sono le più colpite dai rincari energetici e dei prezzi delle materie prime. Servono azioni urgenti perché l’Europa rischia la desertificazione industriale e di restare ai margini dei nuovi assetti mondiali, la grande esclusa – ha  Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori e vicepresidente di Confindustria. Serve agire sia sul fronte dei prezzi, con un tetto europeo al prezzo del gas, e se questo non fosse possibile anche un tetto nazionale. E serve soprattutto agire in modo strutturale per diversificare le fonti di approvvigionamento energetiche. Parlare con una voce sola è l’unico modo per contare qualcosa e non essere ostaggio di pericolosi ricatti”.

Focus sull’Europa nell’evento della seconda giornata di lavori “ECO di VOCI” dove i Giovani Imprenditori di Confindustria hanno risposto all’invito lanciato dal Parlamento Europeo aderendo a “Insieme-per.eu”: una comunità attiva di persone che promuove la partecipazione democratica nell'Unione europea.

“Il futuro degli imprenditori è in Europa, vogliamo costruire la nostra casa con azioni concrete. La prima di queste azioni è proprio essere parte attiva della democrazia. In queste ore, in cui l’Europa è attraversata dall’instabilità e lambita dalla guerra, la democrazia va esercitata e promossa con ancora più convinzione: noi siamo il futuro pacifico, inclusivo, innovativo, economico di questo continente e vogliamo partecipare e incidere sulla sua crescita” ha concluso il presidente dei Giovani Imprenditori. 

 



 

Roma, 22 aprile 2022 – Una raccolta fondi da parte del mondo delle imprese e del lavoro per sostenere la popolazione ucraina, duramente colpita dalla guerra.

È quanto prevede l’accordo siglato tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, che con questa iniziativa hanno voluto esprimere la propria vicinanza e solidarietà all’Ucraina. Nel fondo confluiranno i contributi volontari, pari a un’ora di lavoro, dei lavoratori delle imprese aderenti a Confindustria, ai quali si aggiungerà un complessivo corrispondente importo da parte delle rispettive aziende.

Si tratta di un primo contributo di solidarietà a cui Confindustria ha voluto dar seguito nella convinzione che la responsabilità delle parti sociali è indispensabile in questi momenti drammatici di grave crisi sociale ed economica. Le imprese, infatti, non sono solo un determinante attore economico del territorio ma sono delle vere fabbriche di comunità, da sempre impegnate per il bene comune.


CONFINDUSTRIA: IL CONSIGLIO GENERALE APPROVA LA DESIGNAZIONE DEI VICEPRESIDENTI KATIA DA ROS, PASQUALE LORUSSO, AGOSTINO SANTONI PER IL BIENNIO 2022-2024
 
Roma, 21 aprile 2022 Oggi il Consiglio Generale di Confindustria, su proposta del Presidente Carlo Bonomi, ha confermato la squadra di presidenza per il biennio 2022-2024, approvando a larghissima maggioranza, con soli 5 voti contrari su 176 aventi diritto, la designazione di tre nuovi vicepresidenti, che l’Assemblea dei delegati eleggerà formalmente il prossimo 27 maggio.

Si tratta dei vicepresidenti designati: Katia Da Ros, con delega ad Ambiente, Sostenibilità e Cultura; Pasquale Lorusso, con delega all’Economia del Mare; Agostino Santoni, con delega al Digitale.

Della squadra fanno già parte anche i vicepresidenti elettivi Barbara Beltrame, con delega all’internazionalizzazione; Giovanni Brugnoli, con delega al Capitale umano; Francesco De Santis, con delega alla Ricerca e Sviluppo; Maurizio Marchesini, con delega alle Filiere e alle Medie Imprese; Alberto Marenghi, con delega all’Organizzazione, allo Sviluppo e al Marketing Associativo; Emanuele Orsini, con delega al Credito, alla Finanza e al Fisco; Maurizio Stirpe, con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali. Oltre ai vicepresidenti di diritto: Giovanni Baroni, presidente della Piccola Industria; Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori; Vito Grassi, presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e per le politiche di coesione territoriale.


CONFINDUSTRIA, INCONTRO BONOMI – LETTA: SCELTE CORAGGIOSE PER SALVARE L’INDUSTRIA, LE FAMIGLIE E IL PAESE 

Roma, 14 aprile 2022 – Materie prime, energia, capitale sociale, taglio del cuneo contributivo. Sono le quattro priorità su cui, questa mattina, si è focalizzato il confronto tra il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e i vertici dell’Associazione con il Segretario Nazionale del Partito Democratico, Enrico Letta, il Senatore Antonio Misiani e i componenti della task force DEM su caro-vita ed emergenza economica. 

Dall’incontro è emersa l’importanza di tenere aperto un dialogo permanente sui temi delineati, oltre alla necessità di mettere subito in campo iniziative strutturali e congiunturali per sostenere il reddito degli italiani e le imprese, il vero asset di sicurezza e competitività del Paese. 

In conclusione, si è sottolineata l’opportunità, in questo momento di grave crisi economica e sociale, di rafforzare il dialogo tra istituzioni e parti sociali, a livello nazionale ed europeo, nella logica di realizzare quel Patto Sociale, più volte richiamato da Confindustria, indispensabile per sostenere il Governo e la politica a fare quelle scelte coraggiose di cui il Paese ha bisogno.





Milano, 14 aprile 2022. Nextalia SGR annuncia l’ingresso di Confindustria nella compagine sociale della società tramite un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione.

L’ingresso di Confindustria, che va ad affiancare il gruppo di primari investitori istituzionali quali Intesa Sanpaolo, UnipolSai Assicurazioni, Coldiretti e Micheli Associati, valorizza e rafforza il carattere privato e istituzionale di Nextalia SGR.

Tenuto conto della mission che contraddistingue Nextalia e, in particolare, dello scopo della SGR di investire nelle eccellenze italiane con elevate prospettive di crescita per accelerarne il percorso di espansione, Confindustria costituisce un partner strategico, affiancando la Società nel perseguimento dei suoi ambiziosi obiettivi.

Emanuele Orsini, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco ha dichiarato: “In un periodo come quello di oggi e degli ultimi anni, caratterizzato da una forte complessità, occorre sempre di più sostenere le imprese nel loro processo di crescita, accelerando e rafforzando il loro percorso di competitività anche alla luce degli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance in un contesto di forte spinta alla digitalizzazione. Nextalia condivide i valori fondamentali di Confindustria nel voler supportare le eccellenze del nostro sistema industriale, posizionandosi come partner strategico per le imprese per affrontare le sfide di mercato”.

Francesco Canzonieri, amministratore delegato di Nextalia, ha dichiarato: “E’ un privilegio poter dare il benvenuto a Confindustria nella compagine azionaria di Nextalia, in considerazione della mission di rappresentare la piattaforma di riferimento per gli investimenti nei private markets in Italia. Confindustria rappresenta l’azionista e il partner strategico ideale per Nextalia, portatore di valore, di know-how e di network che – sono certo – continuerà ad accrescere la nostra capacità di sostenere l’economia reale attraverso un portafoglio di partecipazioni in imprese italiane di eccellenza con elevate prospettive di crescita per accelerarne il percorso di espansione”.


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