COMUNICATI STAMPA

EFFICIENZA ENERGETICA, LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA: SERVE RIFORMA DEI CERTIFICATI BIANCHI IN UN OTTICA DI MERCATO

Regina: da obiettivi green investimenti per oltre 500mld, la meta da efficienza. L’Industria è l’asse centrale. 

  

Roma, 29 luglio 2020 - L’innalzamento degli obiettivi di decarbonizzazione comunitari renderà ancora più rilevante il ruolo dell’efficienza energetica, soprattutto con riferimento ai settori industriali, ai quali sarà richiesto di avviare un nuovo ciclo di investimenti in innovazione tecnologica ambientale. Per questa ragione Confindustria ritiene fondamentale che il nuovo quadro di politica energetica preveda la continuità dei Titoli di Efficienza Energetica (i cosiddetti certificati bianchi) secondo una riqualificata prospettiva, strutturalmente stabile in relazione agli obiettivi 2030. Se consideriamo gli obiettivi presentati dal Governo Italiano nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) possiamo osservare la rilevanza dell’Efficienza energetica rispetto alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra al 2030. Circa il 75% della riduzione delle emissioni al 2030 (-40%). 

  

Proprio considerata l’importanza dello strumento per il settore manifatturiero e la sua efficienza in termini di costo, Confindustria ha presentato una proposta di riforma, illustrata oggi nel corso di un webinar, dello strumento dei TEE con l’auspicio che per il periodo 2021-2030 si possa avere un quadro di regole e strumenti di mercato  stabili e privi di incertezze nell’ottica della semplificazione, dell’ottimizzazione delle metodologie di quantificazione e riconoscimento del risparmio energetico, della riduzione dei tempi per l’approvazione, l’emissione e l’offerta dei titoli sul mercato. L’approfondimento svolto ha portato alla redazione di una proposta che prevede sia necessario sviluppare una piattaforma di mercato completa in grado di orientare le decisioni di investimento degli operatori in modo strutturale. La nuova piattaforma di mercato deve essere in grado di fornire “segnali di prezzo” a breve ma anche a lungo termine per favorire le condizioni informative disponibili agli operatori, promuovendo la concorrenza.


“Nei prossimi 10 anni dovremmo ridurre le emissioni di CO2 del 55% - ha commentato Aurelio Regina delegato del Presidente di Confindustria per l’Energia nel corso del webinar - avviando attraverso una forte crescita della generazione elettrica da rinnovabili, una diffusione dei green gas e degli e-fuel, correlate ad un incremento dell’efficienza degli impianti e ad una trasformazione delle tecnologie. L’Italia ha stabilito la traiettoria per il nostro Paese, prevedendo una riduzione delle emissioni, un incremento della produzione energetica rinnovabile, e una importante crescita dell’efficienza energetica nei consumi finali. Per raggiungere i nuovi obiettivi il paese dovrà sostenere un flusso di investimenti cumulato di oltre 500 mld ovvero oltre 50 mld/€/anno. La ragione sostanziale per la quale abbiamo voluto promuovere questa iniziativa è perché l’industria, energetica e manifatturiera, è l’asse centrale sul quale convergono le politiche per raggiungere gli obiettivi climatici. L’efficienza energetica all’interno degli investimenti per raggiungere gli obiettivi al 2050 rappresenta circa il 50% del totale, quasi 250 mld ovvero circa 25 mld/€/anno. L’efficienza energetica - conclude Regina -ha il pregio di rappresentare, nel nostro paese, un grande opportunità per un tessuto industriale pronto a coglierla sul piano della leadership tecnologica”.


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Confindustria e Cerved presentano il Rapporto Regionale PMI 2020
Con Covid-19 crisi senza precedenti: per superarla e tornare in carreggiata serve liquidità alle imprese
 

Roma, 22 luglio 2020 - Una fotografia a tinte fosche quella scattata dal nuovo Rapporto Regionale PMI 2020, realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno che, in un’unica pubblicazione, integra le evidenze presentate negli anni scorsi nel Rapporto PMI Mezzogiorno e nel Rapporto PMI Centro-Nord. Il volume di quest’anno si arricchisce di un capitolo di analisi sugli impatti che il Covid-19 ha determinato sui sistemi territoriali e regionali di PMI, nonché di una sezione dedicata alla ricognizione e all’approfondimento delle misure messe in campo sia a livello europeo che nazionale per fronteggiare l’emergenza. A completare il tutto, una monografia sui potenziali effetti della Tassonomia UE per la Finanza Sostenibile, con un focus sulla capacità delle nostre imprese di sostenere gli investimenti necessari alla riconversione e sull’impatto delle nuove norme a livello territoriale.

L’oggetto dell’analisi è lo stato di salute di 156 mila società italiane che, impiegando tra 10 e 249 addetti, rientrano nella definizione europea di piccola e media impresa e costituiscono l’ossatura della nostra economia. Con più di 93 mila società (53 mila nel Nord-Ovest e 40 mila nel Nord-Est), il Nord è l’area con la maggiore concentrazione di PMI, comunque molto presenti anche nel Centro Italia (32 mila) e nel Mezzogiorno (31 mila). Questo aggregato produce un valore aggiunto pari a 224 miliardi di euro: il 39% è prodotto da PMI localizzate nel Nord-Ovest, il 28% nel Nord-Est, il 18% del Centro e il restante 15% del Mezzogiorno.

Il Rapporto conferma come la lenta ripresa delle PMI italiane avesse esaurito la spinta già prima dell’epidemia. Nel 2019 la natalità è tornata a calare, il numero di PMI fallite è risultato di nuovo in aumento e i tassi di crescita dei ricavi si sono più che dimezzati. Su queste tendenze si è innestata l’emergenza sanitaria da Covid-19, che avrà un impatto senza precedenti sui conti delle PMI, sulla liquidità e sul grado di rischio economico-finanziario. Sarà indispensabile, da un lato, garantire risorse finanziarie alle imprese per superare il 2020; dall’altro, agganciare una ripresa solida, che consenta alle PMI di ripagare i debiti accumulati e ripartire di slancio. Per questo è necessario sostenere i processi di investimento, di riorganizzazione produttiva e occupazionale, soprattutto per quanto riguarda le PMI, che sono più esposte al rischio di chiusura e quindi alle perdite occupazionali indotte dagli effetti del Covid-19, in particolare nel Mezzogiorno.



A questo link è possibile visionare il rapporto integrale: https://bit.ly/2ONM8Ja




ISTAT: BRUGNOLI, SU SCUOLA MANCA VISIONE, SERVE UNA RIFORMA A PARTIRE DAGLI ITS
“Serve visione di medio-lungo periodo. Next Generation EU è occasione da non sprecare” 

Roma, 22 luglio 2020 - “I dati Istat sull’istruzione in Italia mostrano quanto il nostro capitale umano sia ancora relativamente debole rispetto al resto d’Europa. Abbiamo forti carenze in particolare sul livello di istruzione dopo il diploma”. Questo il commento del Vice Presidente di Confindustria per il Capitale Umano, Giovanni Brugnoli sul rapporto Istat dedicato all’Istruzione.

“ Il problema principale è l’assenza di una “seconda gamba” professionalizzante. Serve un’offerta formativa terziaria che copra la domanda delle imprese, che ad oggi non risulta soddisfatta. In Confindustria – prosegue Brugnoli - abbiamo stimato che ogni anno l’industria italiana avrebbe  bisogno di almeno 20mila giovani che provengano da un percorso professionalizzante post-diploma - magari costruito con le aziende - proprio come accade nel sistema ITS. Da questo canale però lo scorso anno sono usciti soltanto 4mila giovani, che infatti hanno trovato subito un impiego. Le criticità da affrontare sono diverse e altrettanto note: poche donne nei percorsi STEM, 2 milioni di NEET e l’abbandono del percorso scolastico. I nostri ragazzi sono disorientati ed è un problema che prescinde dal Covid-19. Siamo al paradosso in cui abbiamo da un lato tanti giovani che non trovano o neanche cercano lavoro e dall’altro le imprese che cercano ma non trovano lavoratori giovani – fa notare il Vice Presidente di Confindustria

“Gli scritti e i diplomati ITS sono troppo pochi e non bastano le lauree professionalizzanti, peraltro ancora in via di sperimentazione, a colmare questo gap. Abbiamo bisogno quindi di impostare subito una riforma complessiva perché, al fianco delle università “tradizionali”, lavorino istituzioni educative professionalizzanti in cui il ruolo centrale delle imprese sia riconosciuto e apprezzato. Si può partire proprio dagli ITS e dalle loro caratteristiche specifiche: co-progettazione didattica, lezioni in laboratorio e robusti moduli di formazione in azienda. Dobbiamo smettere di pensare solo all’emergenza. Non ci si può concentrare soltanto sulle pur fondamentali questioni urgenti come la riapertura della scuola, ma serve una visione di medio-lungo periodo. Con Next Generation EU – conclude Giovanni Brugnoli - abbiamo l’occasione di cambiare le cose e non possiamo sprecarla.”



VERTICE UE: CONFINDUSTRIA, BUON RISULTATO ORA PIANI SERI E MES 
Ora un piano di rilancio: le risorse sostengano ripresa economica e occupazione 

Roma, 21 luglio 2020 - “L’esito del Consiglio europeo sul Recovery Plan rappresenta un buon risultato. E’ frutto di lunghe mediazioni, l’Europa risponde al COVID come non era avvenuto con le crisi del 2008 e del 2011”. Questo il commento di Confindustria in merito all’accordo raggiunto al vertice di Bruxelles. “Si tratta di un risultato ottenuto anche grazie all’azione del Governo italiano, in linea con il paziente ma fermo traino esercitato da Germania e Francia. Ora è il tempo di predisporre al più presto piani d’impiego delle risorse che siano seri e credibili, volti al rilancio dell’economia, dell’impresa e del lavoro” - sottolinea Confindustria. “Gli obiettivi, i tempi e le risorse vanno stimati ex ante con grande precisione, puntando innanzitutto alla crescita degli investimenti, ed evitando, al tempo stesso, un aumento della spesa pubblica corrente” - proseguono gli industriali.  

“Visto che nell’accordo finale risultano purtroppo tagliati rilevanti fondi che dovevano far espandere il bilancio comunitario a favore della ricerca, delle nuove tecnologie, della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e della competitività delle imprese europee, riteniamo ancor più di prima che sia primario interesse dell’Italia usare il MES per 37 miliardi a fini sanitari, in aggiunta alle risorse necessarie all’economia produttiva”. – conclude Confindustria. 



Roma, 16 luglio 2020 – Marcella Panucci lascia la Direzione Generale di Confindustria. Un ruolo ricoperto per otto anni, con impegno e dedizione, a favore del sistema di rappresentanza delle imprese. Il presidente Carlo Bonomi, anche a nome di tutta l’associazione, ringrazia Marcella Panucci per l’ottimo lavoro che ha saputo assicurare nel corso di tutti i suoi 25 anni di carriera in Confindustria e le formula i migliori auguri per i futuri incarichi professionali che andrà a ricoprire.

Il ruolo di Direttore Generale sarà ricoperto ad interim da Francesca Mariotti, già direttore dell’Area Politiche Fiscali, a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro.




FISCO: CONFINDUSTRIA, CONFERMA SPLIT PAYMENT CI LASCIA PERPLESSI 
Orsini: “Ci aspettavamo un passo indietro per non drenare ulteriore liquidità alle imprese” 
  
 

Roma, 3 luglio 2020 – “La conferma che lo split payment continuerà fino al 30 giugno 2023, affidata oggi a un Comunicato stampa del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ci lascia molto perplessi” così Emanuele Orsini, vicepresidente di Confindustria con delega al Credito, alla Finanza e al Fisco. 

“Sapevamo che il Governo, alla fine dell’anno scorso, aveva chiesto l’estensione dell’autorizzazione concessa all’Italia e che le Istituzioni europee si apprestavano a concederla. Si trattava, però, di una richiesta avanzata ben prima che l’epidemia da Covid-19 stravolgesse la vita e le prospettive economiche di milioni di cittadini e di imprese. Ci attendevamo oggi un passo indietro – osserva Orsini – cioè che il Governo italiano rinunciasse ad applicare un meccanismo che scambia liquidità immediata per le imprese con la promessa di rimborsi che invece registrano ritardi imbarazzanti. 

L’atteggiamento ondivago e contraddittorio del Governo è destabilizzante perché da una parte vara misure per garantire liquidità alle imprese, mentre con l’altra conferma strumenti che rischiano di soffocarle. A maggior ragione in una fase in cui gli effetti della pandemia stanno generando squilibri finanziari significativi per il la gran parte delle aziende, che si stanno indebitando per provare a rilanciare la loro attività. Questa scelta conferma che ancora non è stata colta la gravità della situazione e questo è l’aspetto che più ci preoccupa” conclude il vice presidente degli industriali.



DL SEMPLIFICAZIONI: BONOMI, IL GOVERNO VARI SUBITO IL DECRETO
“Servono regole semplici senza passi indietro sulla legalità” 
  
Roma, 2 luglio 2020 - “Ci auguriamo che il governo definisca e vari al più presto il cosiddetto decreto-semplificazioni che è stato annunciato” ha dichiarato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi 

“Le bozze che sono circolate finora non risolvono tutte le criticità, ma è innegabile che il problema è immenso e costituisce da molti anni un collo di bottiglia per la crescita del Paese, la realizzazione di opere e interventi troppo a lungo rinviati, il reddito e il lavoro di centinaia di migliaia di italiani.  Per questo un segnale forte è indispensabile e bene ha fatto il premier Conte ad annunciarlo in questi giorni anche nei suoi colloqui europei” ha aggiunto Bonomi. 

“Sui punti più rilevanti che il governo deve ancora sciogliere, confidiamo che il confronto possa essere rapido. Da parte nostra, abbiamo avanzato proposte concrete e ci aspettiamo che siano valutate senza pregiudizi. Una cosa infatti deve essere chiara: se da un lato chiediamo regole più semplici e non modellate sulle patologie, e un’amministrazione che non abbia paura di decidere, dall’altro non accettiamo alcun passo indietro sul tema essenziale della legalità” ha sottolineato il presidente di Confindustria 
  

“Anzi, chiediamo esplicitamente che il decreto non investa solo tutte le fasi che allungano incredibilmente i tempi di procedimenti essenziali per l’iniziativa privata e le infrastrutture pubbliche, ma che indichi anche tempi molto più rapidi per perseguire chi viola le norme in materia, e per non dover più aspettare decenni per abbattere gli ecomostri edilizi, com’è invece avvenuto nella storia italiana” ha concluso il presidente degli industriali.



FISCO: CONFINDUSTRIA, SPLIT PAYMENT ANCORA NESSUNA CERTEZZA 
Orsini: “Rimborsi troppo lenti. Più di un anno e due mesi in media” 

Roma, 30 giugno 2020 - “Con la fatturazione elettronica tra imprese ormai pienamente operativa, dovrebbe venir meno lo split payment. Il meccanismo infatti era stato pensato per contrastare l’evasione IVA, in vista dell’introduzione di un regime generalizzato di fatturazione elettronica tra imprese, che ora è stato completato.” Così Emanuele Orsini, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, in merito all’ipotesi di proroga della disciplina fiscale introdotta con la legge di Stabilità 2015. “Il sistema imprenditoriale non ha alcuna pregiudiziale verso lo split payment, poiché per le imprese è del tutto indifferente acquisire l’IVA dai propri clienti o dallo Stato. La vera criticità – fa notare Orsini - è legata ai tempi con cui si ottengono i rimborsi dei crediti IVA maturati: 63 settimane in media, cioè 441 giorni, che equivalgono a più di un anno e due mesi, sono davvero troppe. Inoltre, c’è un tema di incertezza: oggi scade il meccanismo e le imprese ancora non sanno se le Istituzioni comunitarie lo hanno prorogato o meno. Un segnale che denota il totale disinteresse rispetto agli impatti - anche in termini di costi amministrativi – che queste discipline hanno sulle imprese, già in grande difficoltà per la mancanza di liquidità a seguito dell’emergenza sanitaria” conclude il vice presidente di Confindustria. 



 
Roma, 26 giugno 2020 – Riccardo Di Stefano, palermitano, classe 1986, è stato eletto oggi dal Consiglio Nazionale con 143 voti favorevoli su un totale di 209 votanti. Entra di diritto nella squadra senior come vicepresidente di Confindustria. 
 

“I Giovani Imprenditori rappresentano da sempre un laboratorio di innovazione, di proposta e di impegno – ha commentato Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria –. Al neo presidente Di Stefano e alla sua squadra l’augurio, in questa direzione, di essere sempre coraggiosi nelle proposte e nelle azioni per garantire e rafforzare quell’importante contributo di visione e di concretezza che serve alle nostre imprese. Una grande Paese ha bisogno di grande coraggio”.

 

Otto vicepresidenti completano la squadra di presidenza 2020 – 2023: Licia  Angeli (Confindustria Romagna), Maria Anghileri (Confindustria Lecco Sondrio), Eleonora Anselmi (Confindustria Toscana Sud - Arezzo), Mario Aprile (Confindustria Bari B.A.T.), Francesco Fumagalli (Confindustria Toscana Sud - Arezzo), Andrea Marangione (Unione Industriale Torino), Pasquale Sessa (Confindustria Salerno), Alessandro Somaschini (Confindustria Bergamo). 

 

Di Stefano, nel corso del suo discorso di insediamento, ha affermato che “Il Movimento dei Giovani Imprenditori di Confindustria si fonda sull’idea di promuovere un’Italia visionaria e internazionale, come le sue imprese. Ora come non mai, noi imprenditori dobbiamo essere collettore delle migliori energie del Paese, interpreti del cambiamento per rendere l'Italia moderna, innovativa, sostenibile e inclusiva”.

 

Laurea in Giurisprudenza di Palermo e Dottorato di Ricerca in Economia civile presso l’Università LUMSA, Riccardo Di Stefano è stato Vice Presidente nazionale nella squadra del Presidente Alessio Rossi dal 2017 ad oggi, occupandosi di Education, Capitale Umano, e Formazione Interna, sviluppando progetti di formazione come GI Academy, una vera e propria scuola di managerialità, e AltaScuola per Giovani Imprenditori, dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti imprenditoriali.

 

L’impegno nel mondo dell’education ha radici profonde nella carriera di Di Stefano, che inizia il suo percorso professionale proprio nel settore della formazione internazionale. Da qui all’attività di famiglia, Riccardo diventa membro del Consiglio di Amministrazione dell’azienda Officina Lodato S.r.l., nata nel 1957, con sede a Palermo e a Roma, nel settore dell’impiantistica civile ed industriale. È proprio grazie al confronto con il Movimento dei Giovani Imprenditori che Di Stefano decide di proseguire il proprio percorso imprenditoriale fondando la propria attività, Meditermica srl, impresa attiva nel settore delle forniture all’ingrosso di materiale termoidraulico per aziende e operatori del settore.

 

Gli incarichi di Riccardo Di Stefano nel Sistema Confindustria iniziano nel Gruppo Giovani della Territoriale di Palermo. A livello nazionale, si appassiona alla rivista del Movimento Quale Impresa, entrando a far parte del Comitato di Redazione. Nel 2017 diventa Vice Presidente nazionale del Movimento, guidato da Alessio Rossi, che ha salutato il nuovo presidente ricordando che “Giovani imprenditori si resta tutta la vita, come il nostro attuale presidente Bonomi, che viene proprio da questo percorso. Tornerò spesso, per trovare quell’energia positiva e quella voglia di migliorare che solo qui si possono trovare. A Riccardo lascio il timone di un Movimento pronto ad affrontare tutte le sfide che i prossimi anni ci metteranno davanti”. 



BANCHE: CONFINDUSTRIA, BENE PROROGA EBA SU MORATORIE 
Orsini: “Una decisione che rende più efficace Addendum con Abi”

Roma, 18 giugno 2020 - “Confindustria esprime grande apprezzamento per la decisione dell’EBA, l’Autorità bancaria europea, di prorogare la data di applicazione dei suoi orientamenti in materia di moratorie”. Così Emanuele Orsini, vice  presidente di Confindustria con delega al credito, alla finanza e al fisco. “La crisi conseguente all’emergenza epidemiologica è nel suo pieno svolgimento e le imprese sono in sofferenza quindi serve continuare a sostenerle con tutti i mezzi” - sottolinea Orsini. 

“La proroga, che anche noi abbiamo sollecitato, renderà ancora più efficace e incisivo il recente Addendum alla moratoria pattizia firmata con ABI il 22 maggio scorso e che sta rappresentando un concreto supporto per il sistema produttivo. In particolare ne beneficeranno le grandi imprese – conclude il vicepresidente di Confindustria - e potrà consentire alle aziende di tutte le dimensioni dei settori e delle filiere più colpite di ottenere dalle banche sospensioni dei mutui fino a 24 mesi.


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