POSITION PAPER E STUDI

SISTEMA GAS NATURALE - TRANSIZIONE E COMPETITIVITA'

11 novembre 2019

Politiche Industriali

Politiche Industriali

Il rapporto di Confindustria "Sistema gas naturale — transizione e competitività", realizzato con Nomisma Energia, ha lo scopo di analizzare il ruolo del gas naturale nel futuro contesto energetico, sostenendone la centralità nelle politiche di sostenibilità nazionali, europee e globali.

Il lavoro, partendo da una analisi strutturale del contesto globale ed europeo, approfondisce le opportunità ed i rischi per il nostro Paese, secondo tre direttrici: 

  • gli scenari previsti di domanda, in relazione alle politiche per la lotta ai cambiamenti climatici;

  • le dinamiche di offerta, in relazione allo sviluppo delle infrastrutture per assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti;

  • la dimensione competitiva del mercato gas, con riferimento ai possibili miglioramenti del posizionamento dell’Italia attraverso una nuova visione strategica delle infrastrutture.

Il primato che l’Italia ha nell’uso del gas è un patrimonio da valorizzare proprio per il raggiungimento degli obiettivi di  decarbonizzazione attraverso le seguenti linee strategiche:

  1. rafforzare l’integrazione con il sistema elettrico, dagli accumuli delle fonti rinnovabili, fino alla micro generazione/cogenerazione nelle abitazioni;

  2. accompagnare la crescita dei consumi di gas nei trasporti, sia in forma compressa (CNG) che liquida (GNL), liberando anche le potenzialità del biometano, attraverso la realizzazione delle necessarie infrastrutture;

  3. proseguire nello sfruttamento efficiente delle infrastrutture esistenti e nel loro eventuale potenziamento, e diversificare fonti e rotte di approvvigionamento, in particolare quelle del Corridoio Sud;

  4. favorire lo sfruttamento della produzione nazionale di gas;

  5. migliorare la regolazione dei transiti all’interno dell’Europa, per incrementare l’utilizzo efficiente della capacità esistente e per sviluppare un mercato competitivo altrettanto liquido quanto quello del Nord Europa, dove il dominio della Germania, con prezzi più bassi, è destinato a rafforzarsi con il raddoppio del Nord Stream.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA CONFINDUSTRIA-BDI BUSINESS FORUM ITALO-TEDESCO

06 novembre 2019

Europa, Presidente

Europa, Presidente

La IX edizione del Business Forum tra Confindustria e BDI è stata dedicata ai temi digitali (intelligenza artificiale, infrastrutture digitali) e al negoziato sul Quadro finanziario pluriennale post 2020 come strumento per supportare la digitalizzazione dell’economia.

La dichiarazione congiunta firmata a Bolzano riafferma la solidità dei rapporti fra le due organizzazioni e indica ai rispettivi Governi e alle Istituzioni europee le priorità strategiche da perseguire per puntare alla sovranità tecnologica e digitale nell’UE.

In particolare, la dichiarazione indica la necessità di:

  • un quadro regolamentare europeo armonizzato e al servizio dell’innovazione;
  • un aumento degli investimenti per lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia – tra cui l’intelligenza artificiale e il calcolo computazionale avanzato – e di competenze digitali;
  • un maggiore accesso, uso e circolazione dei big data, includendo nel processo in particolare le PMI.

BDI e Confindustria hanno sostenuto anche l’importanza di un approccio europeo in materia di 5G e di cyber-sicurezza e di raggiungere un’indipendenza tecnologica necessaria alla sicurezza digitale europea.



GRANDI IMPRESE ESTERE IN ITALIA: UN VALORE STRATEGICO

29 ottobre 2019

Affari Internazionali

Affari Internazionali

L'Advisory Board Investitori Esteri e il Centro Studi Confindustria, in collaborazione con l’Istat, hanno realizzato il primo di 3 volumi dal titolo Grandi Imprese Estere in Italia: Un valore strategico”.

Il documento vuole rappresentare il valore strategico delle grandi imprese a capitale estero per l’economia italiana, oltre a descrivere i fattori di attrazione del nostro Paese.

Le imprese estere, infatti, pur rappresentando soltanto lo 0,3% del totale delle imprese residenti in Italia:

  • occupano il l 7,9% dei lavoratori del settore privato;
  • contribuiscono al 15,1% del valore aggiunto;
  • generano il 18,3% del fatturato e il 14,4% degli investimenti;
  • finanziano il 25,5% della spesa privata in R&S.
Malgrado abbia le potenzialità economiche per essere un paese molto attrattivo – emerge dallo studio - storicamente l’Italia ha attirato meno investimenti diretti esteri rispetto alle maggiori economie europee. La causa è da ricercarsi soprattutto in fattori esogeni all’impresa, come il sistema burocratico, la lentezza della giustizia, un sistema fiscale complesso e un quadro normativo instabile


GREEN PUBLIC PROCUREMENT: UNA DOMANDA GIUSTA PER UNA ECONOMIA CIRCOLARE ...

21 ottobre 2019

Politiche Industriali

Politiche Industriali

Il position paper "Green Public Procurement: Una domanda giusta per una economia circolare e sostenibile" — presentato il 18 ottobre in occasione della XIII edizione del Forum Compraverde Buygreen — si pone l'obiettivo di analizzare, da un lato, lo stato dell’arte dell’implementazione dello strumento nel nostro Paese e, dall’altro, di fornire possibili linee d’intervento e azioni per superare le criticità identificate, al fine di porre in essere un vero e proprio piano d’azione volto rendere il GPP un concreto strumento di politica ambientale e industriale.

I contenuti del position paper, che vogliono essere un contributo alla transizione verso il modello di economica circolare, si fondano sulla vision della Commissione Europea secondo cui “il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo”, perché ritiene tale nuovo modello di crescita “una componente indispensabile degli sforzi messi in campo per sviluppare un’economia che sia sostenibile, rilasci poche emissioni di biossido di carbonio, utilizzi le risorse in modo efficiente e resti competitiva”.

La redazione del documento è stata possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Ecosistemi e delle imprese e Associazioni di Confindustria, nell'ambito delle attività del Gruppo Tecnico Industria e Ambiente



POLITICHE DI SEMPLIFICAZIONE ED EFFICIENZA DELL'AZIONE PUBBLICA

17 ottobre 2019

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Lo scorso 15 ottobre Confindustria ha partecipato, con le altre principali associazioni di categoria, a un primo confronto con la Ministra Dadone sulle priorità in materia di semplificazione.

A tal fine, Confindustria ha elaborato e presentato un documento sviluppato lungo quattro direttrici: 

  1. il rafforzamento di una regia unica a livello centrale, imperniata sul Dipartimento della funzione pubblica, per un piano complessivo di riduzione degli oneri amministrativi e l’implementazione delle misure di semplificazione già previste, a partire dal coordinamento multilivello di queste politiche;

  2. la costituzione di team specializzati, nell’ambito di ciascuna amministrazione o tra amministrazioni diverse, per offrire supporto qualificato alle stesse nelle valutazioni più complesse dal punto di vista tecnico;

  3. gli interventi di semplificazione in ambiti particolarmente rilevanti per le imprese, a partire da: accelerazione per la realizzazione delle infrastrutture pubbliche (es. meccanismo presso Presidenza del Consiglio per individuare e superare le cause di blocco, anche attraverso l’esercizio dei poteri sostitutivi); adempimenti connessi alla gestione dell’IVA (es. trasmissione annuale dei dati relativi all’esterometro); interventi in materia di economia circolare (es. abbattimento dei costi di bonifica e reindustrializzazione dei siti contaminati);

  4. la valorizzazione del merito nel pubblico impiego e assunzione di giovani specializzati.




CONFINDUSTRIA-CNDCEC: IMPRESE E COMMERCIALISTI PER UN FISCO PIU' SEMPLICE

15 ottobre 2019

Politiche Fiscali

Politiche Fiscali

Confindustria e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili -  recependo le istanze provenienti dalle associazioni sul territorio e dagli ordini professionali - hanno raccolto, in un documento congiunto, oltre 50 proposte di semplificazione nei vari ambiti della normativa fiscale.

Le proposte sono corredate dagli articolati normativi e da prime quantificazioni e si muovono lungo tre direttrici fondamentali:

  1. la semplificazione normativa;
  2. la razionalizzazione degli adempimenti;
  3. la garanzia di un rapporto equilibrato tra Fisco e contribuenti.  

In tale contesto, le proposte normative dettagliate nel documento sono classificate in base al carattere di priorità e distinte per ambito o tributo di applicazione. 

Tra gli interventi prioritari, Confindustria segnala l’urgenza di intervenire nell’ambito dell’IVA, al fine di ridurre e semplificare la mole di adempimenti e oneri connessi a questo tributo. A quasi un anno dall’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica possiamo dire che, nonostante il percorso di preparazione a questa rivoluzione sia stato complesso e oneroso, le imprese hanno affrontato la sfida e ne sono uscite vincenti. 

Altre proposte mirano a semplificare adempimenti e doppi binari che sottraggono tempo e risorse alle imprese e che potrebbero essere gestiti con maggiore coerenza. 

Non mancano, infine, proposte di intervento che mirano a superare alcune interpretazioni di prassi in contrasto con principi di logica giuridica e a valorizzare gli istituti di collaborazione tra Fisco e contribuenti, garantendo proporzionalità alla reazione sanzionatoria.



PATTO PER LA SALUTE 2019-2021

15 ottobre 2019

Politiche Regionali e ...

Politiche Regionali e Coesione Territoriale

Il position paper sul Patto per la Salute tra Stato e Regioni 2019-2021 è stato elaborato dal Gruppo Tecnico Scienza della Vita di Confindustria.

Il documento – che esprime in modo unitario le posizioni delle imprese produttrici di beni e servizi dell’intera filiera della salute – intende evidenziare riflessioni e proposte nell’ambito del confronto sul Patto per la Salute.

Il position paper, preceduto da un executive summary, è stato inviato al Ministro della Salute Roberto Speranza e contiene proposte sui seguenti temi:

  • sostenibilità della domanda di salute e sanità integrativa;
  • la sanità 4.0: il digitale come leva di cambiamento per il Servizio Sanitario Nazionale;
  • gli obiettivi di politica farmaceutica;
  • ricerca e studi clinici;
  • dispositivi e tecnologie mediche;
  • il ruolo degli erogatori privati all’interno della programmazione sanitaria;
  • il sistema termale.


NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DEF

07 ottobre 2019

Direttore Generale

Direttore Generale

Il Governo ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2019 (NaDEF), che aggiorna le stime sul quadro macroeconomico e gli obiettivi programmatici. 

La NaDEF delinea per la prossima manovra una serie di misure che, oltre alla sterilizzazione degli aumenti dell’IVA, include l’avvio del taglio del cuneo fiscale e alcuni interventi per il sostegno agli investimenti privati, tra cui la proroga degli incentivi nell’ambito del programma Industria 4.0. 

Rispetto alle linee di intervento delineate nella NaDEF, Confindustria ha elaborato un documento di osservazioni e proposte, al fine di contribuire alla costruzione di una Manovra di Bilancio che - anche nell'attuale fase congiunturale - garantisca crescita e sviluppo. 

Più in dettaglio, Confindustria auspica che il 2020, anche per i tassi di interesse ai minimi, venga utilizzato per: 

1) ricreare il clima di fiducia

2) rilanciare gli investimenti privati, in particolare quelli volti a favorire l’innovazione e la sostenibilità ambientale; 

3) avviare in modo significativo la riduzione del carico fiscale sul lavoro



CONSULTAZIONI CONSOB SULLA TRASPARENZA SOCIETARIA

12 settembre 2019

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Tra giugno e luglio scorsi, la CONSOB ha aperto tre consultazioni pubbliche in materia di trasparenza societaria, alle quali Confindustria ha risposto congiuntamente con Assonime.

La prima consultazione

In particolare, la prima consultazione ha interessato le proposte di modifica da apportare al Regolamento Emittenti per l’adeguamento al cd. Regolamento Prospetto (Regolamento UE 2017/1129 relativo al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato), entrato in vigore nella sua interezza lo scorso 21 luglio.

Nel documento di osservazioni (All. 1), è stata richiesta l’abrogazione delle previsioni di cui al Regolamento Emittenti, che introducono o mantengono disposizioni non previste dalla disciplina comunitaria, nonché ulteriori interventi di semplificazione. Ciò al fine di assicurare una reale armonizzazione della regolamentazione italiana e delle prassi di vigilanza adottate dalla Consob nella procedura dei prospetti al sistema definito dall’ordinamento comunitario e concretamente attuato negli altri paesi europei.

La seconda consultazione

Anche la seconda consultazione ha riguardato proposte di modifica al Regolamento Emittenti, questa volta dirette a disciplinare:

  • i casi di esenzione dall’obbligo - imposto ai soggetti tenuti a comunicare al mercato le partecipazioni rilevanti in emittenti quotati - di dichiarare gli obiettivi che hanno intenzione di perseguire nei sei mesi successivi all’acquisizione (cd. norma antiscorrerie);
  • un obbligo di notifica delle partecipazioni comprese tra le soglie del 3% e del 5% del capitale al venir meno della qualifica di PMI.

Nel documento di osservazioni (All. 2) è stato rilevato che: i predetti casi di esenzione appaiono nel complesso condivisibili ma potrebbero essere ulteriormente semplificati; l’obbligo di notifica della partecipazione infra-soglia appare controverso e ne occorrerebbe una declinazione più equilibrata.

La terza consultazione

La terza consultazione ha avuto a oggetto una nuova comunicazione relativa ai criteri per il controllo del prospetto, che sostituisce quella in materia del 2009.

Tali criteri standard sono indicati dal cd. Regolamento Delegato (Regolamento Delegato UE n. 980/2019), che consente altresì all'Autorità competente di applicare criteri aggiuntivi. Avvalendosi di questa possibilità, la CONSOB ha - in particolare -  individuato alcune situazioni non esaustive cui applicare i predetti criteri aggiuntivi e ha chiarito che, nell'ambito dell'attività istruttoria in materia di prospetto, terrà conto del patrimonio informativo di cui è in possesso in base all'espletamento di altri compiti istituzionali. 

Nel documento di osservazioni (All. 3) è stato evidenziato in particolare che il ricorso a informazioni esterne al prospetto, incluse quelle in possesso delle Autorità competenti in virtù di altre funzioni di vigilanza, dovrebbe essere limitato a specifici casi a fronte di particolari esigenze di tutela degli investitori e che l’applicazione sistematica dell’utilizzo dell’intero patrimonio informativo di tali Autorità condurrebbe a una disomogeneità nel grado di accuratezza delle informazioni contenute nel prospetto e a una eterogeneità dei controlli tra i diversi paesi.

Pertanto, sarebbe opportuno che la CONSOB valutasse di rinviare la definizione dei criteri indicati nella bozza di comunicazione a ulteriori e attesi lavori di coordinamento in sede ESMA.

 

 


AUTONOMIA DIFFERENZIATA

23 luglio 2019

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Il position paper di Confindustria sull'autonomia differenziata, è stato approvato all'unanimità dal Consiglio delle Rappresentanze Regionali lo scorso 18 luglio. 

Il documento, frutto di un ampio e approfondito confronto all'interno del Sistema associativo e con le Istituzioni interessate, si muove lungo 4 direttrici: 

  • l'autonomia differenziata può rappresentare un fattore di efficienza e competitività dei territori, nel rispetto dell'unità del Paese; 
  • occorre garantire allo Stato una visione strategica e una cabina di regia unitaria su alcune materie cardine per lo sviluppo economico, a partire dall'energia e dalle infrastrutture strategiche; 
  • quanto ai profili finanziari, il trasferimento delle funzioni dovrà seguire criteri di efficienza, attraverso l'adozione dei fabbisogni standard (per tutte le Regioni); solidarietà, mediante la conferma dei meccanismi di perequazione tra le diverse aree del Paese; equità nel senso di premiare i territori capaci di conseguire risparmi di spesa rispetto al fabbisogno finanziato e, viceversa, responsabilizzare quelli che eccedono tali limiti; 
  • il processo di approvazione delle Intese tra Stato e Regioni dovrà essere trasparente e partecipato, valorizzando il ruolo del Parlamento, luogo naturale di dibattito e contemperamento tra i diversi interessi in gioco. 



CHECK UP MEZZOGIORNO - LUGLIO 2019

17 luglio 2019

Politiche Regionali e ...

Politiche Regionali e Coesione Territoriale

Il Check up Mezzogiorno di luglio, elaborato da Confindustria e SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, mostra un Sud del Paese che, nei primi mesi del 2019, vede affievolire la sua capacità di spinta, e i segnali di frenata, già ampiamente visibili a fine 2018, rischiano di diventare veri e propri arretramenti.

Indice sintetico dell'economia meridionale

I 5 indicatori che compongono l’Indice sintetico dell'economia meridionale fanno segnare un piccolo miglioramento, che si fa tuttavia sempre più lieve, in particolare con riferimento al PIL, all’occupazione e alle imprese, mentre continua la crescita dell’export.  

Campanelli di allarme per il Sud

Nel breve periodo si registrano alcuni segnali negativi:
  • una quota più ampia di PMI di capitali vede peggiorare il proprio merito di credito;
  • tornano ad aumentare, nel primo trimestre 2019, i giorni di ritardo dei pagamenti tra imprese;
  • tornano a crescere, nel 2018 i fallimenti, così come le liquidazioni volontarie, possibile sintomo del peggioramento della percezione sulle aspettative future degli imprenditori meridionali;
  • calano gli investimenti pubblici nelle regioni meridionali, in confronto alla spesa pubblica in conto capitale pro capite del Centro-Nord che torna ad essere, nel 2017, di quasi 500 euro più elevata di quella del Mezzogiorno.  

Per Confindustria, rimettere il Mezzogiorno sul sentiero di crescita duratura significa percorrere una strada che passa da un cambiamento di prospettiva radicale che deve caratterizzare l’azione pubblica, adottando fino in fondo il punto di vista delle imprese nel disegno delle politiche di sviluppo e degli strumenti, nella scelta dei progetti e nella identificazione dei fabbisogni dei territori, a partire da quelli infrastrutturali, in cui i divari restano rilevanti. 

Una nuova politica centrata sull’impresa può essere la rivoluzione di cui il Sud ha bisogno.


DL CRESCITA - NOTA GENERALE E APPROFONDIMENTO MISURE FISCALI

11 luglio 2019

Politiche Fiscali, Affari ...

Politiche Fiscali, Affari Legislativi

Confindustria approfondisce le principali misure di interesse per le imprese contenute nella legge di conversione del DL Crescita (n.34/2019) pubblicata in G.U. n.151 del 29/06/2019.

Tra i principali interventi si segnalano: 

  • la reintroduzione del superammortamento;
  • l’integrale deducibilità dell’IMU sugli immobili produttivi dal 2023;
  • la revisione della cd."mini-Ires";
  • il rafforzamento dell'operatività del Fondo di Garanzia per le PMI, attraverso diverse misure, tra cui l'istituzione di una sezione speciale, con una dotazione di 150 milioni di euro, dedicata alle garanzie a imprese fino a 499 dipendenti;
  • l'istituzione del cd. Fondo salva-opere, finalizzato a coprire i crediti insoddisfatti delle imprese subappaltatrici, sub-affidatarie e sub-fornitrici in caso di fallimento dell’appaltatore o dell’affidatario dei lavori;
  • il potenziamento della Nuova Sabatini;
  • l’introduzione di nuovi incentivi per la trasformazione digitale dei processi produttivi e sostegno all’economia circolare;
  • la revisione delle tariffe INAIL;
  • l'estensione del credito d’imposta per la partecipazione delle PMI a fiere internazionali che si svolgono anche in Italia.

Infine, viene segnalata la significativa limitazione delle tutele legali connesse al completamento del Piano ambientale per lo stabilimento ILVA di Taranto, valutata negativamente da Confindustria.

In allegato sono disponibili la nota generale e la nota di approfondimento delle misure fiscali.



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