Governo, gli alibi sono finiti

11 febbraio 2019 | Presidente

Il Governo e la politica devono imparare a rispettare il valore della rappresentanza e della libertà di critica, basta con le minacce.

Oggi in Italia c’è un clima che non ci piace affatto, un esempio: ci insultano per le critiche che abbiamo fatto al Reddito di cittadinanza.

Noi non critichiamo questo provvedimento perché siamo contrari ad aiutare i poveri, ma facciamo delle osservazioni di merito. Diciamo che non è con i navigator, a loro volta precari, che si creano i posti di lavoro, ma con lo sviluppo.

E diciamo anche che 780 euro al mese di reddito in molti casi scoraggiano le persone dal cercare lavoro. Allora ci attaccano e ci insultano, dicendo che i salari sono troppo bassi. Ma non lo sanno che sul netto che va al lavoratore si aggiunge il 120% di tasse e contributi?

Un altro esempio: da tempo diciamo che ci vorrebbe una manovra compensativa, perché ci rendiamo conto che, con l’arrivo della recessione, non si può fare una manovra aggiuntiva che aumenti il deficit e il debito. Allora, con spirito costruttivo, diciamo al governo che per le opere sopra 100 milioni di euro ci sono 26 miliardi già stanziati con i quali si potrebbero aprire finalmente i cantieri e far crescere il PIL di un punto in tre anni.

Se poi si aggiungono anche i cantieri sotto i 100 milioni e un uso intelligente dei fondi di coesione europei potremmo fare ancora molto di più. Facendo questo e sbloccando la TAV e le trivelle, si avrebbero 450 mila posti di lavoro aggiuntivi. Ma il governo non ci risponde nel merito.

Insomma, serve un confronto vero, nel merito delle questioni, non a colpi di tweet. Il Governo, invece di etichettare come buoni quelli che gli danno ragione e cattivi quelli che lo criticano, dovrebbe per esempio chiedersi perché i sindacati scendono in piazza e con loro anche gli imprenditori preoccupati per il blocco dei cantieri. 

Le imprese chiedono soluzioni. Dopo mesi di governo non ci sono più alibi, sono loro che devono mettere in campo gli interventi giusti per la crescita. Basta dare ora la colpa all’Europa, ora a Macron ora a non sappiamo a chi altro.

Leggi l'intervista di oggi del Presidente Vincenzo Boccia al Corriere della Sera



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