Robusta la risposta del Governo italiano contro il “caro energia”

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Alla fine dello scorso anno, quando iniziava l’uscita dalle numerose misure adottate per fronteggiare gli effetti della pandemia, il Governo italiano si è ritrovato a dover intervenire nuovamente a sostegno di famiglie e imprese, colpite stavolta dai rincari dei prezzi energetici, ulteriormente saliti poi con l’invasione russa dell’Ucraina.

Quella che inizialmente sembrava una crisi transitoria, si è via via rivelata più complicata e duratura, richiedendo interventi del Governo sempre più frequenti, sulla falsa riga di quanto successo con la pandemia. Per il 2022 sono stati finora emanati ben 8 provvedimenti legislativi in soli 9 mesi, con interventi diretti, volti a contenere la spesa per energia elettrica, gas naturale e carburante, e misure indirette, a tutela del potere d’acquisto delle famiglie e della liquidità delle imprese (Tabella A). Gli effetti complessivi sull’indebitamento netto del 2022 ammontano a 54,4 miliardi di euro (pari a 3,4 punti di PIL 2021), ma non peggiorano il saldo di bilancio in quanto coperti da scostamenti già approvati dal Parlamento e da maggiori entrate fiscali rispetto a quelle previste, incassate grazie a una migliore dinamica dell’economia, alla più elevata inflazione, ma anche alla tassazione degli extra-profitti delle imprese energetiche.

Tabella Numerosi e sempre più sostanziosi gli interventi adottati dal Governo italiano - Rapporto di previsione CSC autunno 2022

1. Le principali categorie d’intervento

Uno sguardo d’insieme a tutte le misure adottate e alle risorse stanziate permette di valutare le principali categorie d’intervento (Grafico A).

Grafico Crisi energetica: il piano di aiuti italiano per il 2022 vale 54,4 miliardi - Rapporto di previsione CSC autunno 2022

• Al contenimento della spesa per le bollette di energia elettrica e gas sono stati destinati oltre 12 miliardi di euro (il 22,2% del totale delle risorse stanziate), di cui 9 soltanto per il settore elettrico. Per tutto il 2022 sono stati azzerati gli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica e ridotti quelli per il settore del gas.

• Per il riconoscimento di crediti d’imposta per le imprese, a compensazione dei maggiori costi sostenuti per l’acquisto di energia elettrica e gas, sono stati stanziati nel complesso 18,4 miliardi (il 33,8% del totale): le maggiori risorse sono state destinate alle imprese energivore e gasivore (10,1 miliardi), ma importanti contributi sono stati riconosciuti anche alle altre imprese, comprese quelle dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca.

• Alla riduzione di IVA e accise per i carburanti sono stati destinati 4,5 miliardi (l’8,3% del totale), mentre per l’aliquota IVA agevolata al 5% sul gas naturale sono stati stanziati 2,5 miliardi (il 4,6%).

• In tema di contrasto alla povertà, sono stati impegnati 3 miliardi (il 5,5% del totale); in particolare sono stati rafforzati ed estesi i bonus sociali, sono stati introdotti buoni carburante (per i lavoratori privati) e bonus per gli abbonamenti al trasporto pubblico.

• Altre importanti misure sono state introdotte per sostenere il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori, per un valore complessivo pari a 11,4 miliardi (il 21,0% del totale). Prima fra tutte, l’indennità una tantum pari a 200 euro riconosciuta a lavoratori dipendenti, pensionati, ma anche a lavoratori autonomi e liberi professionisti, lavoratori domestici, percettori di NASPI, di indennità di disoccupazione e di reddito di cittadinanza.

• In tema di welfare aziendale, è stata poi innalzata la soglia dei fringe benefit per i lavoratori dipendenti.

• Tra le misure a sostegno delle imprese ricadono alcuni interventi volti a garantire la liquidità (rifinanziamento Fondo di garanzia PMI e garanzie ISMEA) e altri destinati a incentivare la riconversione industriale e gli investimenti in campo energetico, per un totale di 2,5 miliardi (il 4,5% del totale).

L’analisi delle misure per beneficiario mostra come il 38,3% delle risorse stanziate siano a favore esclusivo delle imprese (20,8 miliardi, per lo più crediti d’imposta), il 26,6% a sostegno delle famiglie (14,5 miliardi di indennità una tantum e bonus sociali) e il restante 35,1% a beneficio sia delle prime che delle seconde (oltre 19 miliardi di misure di contenimento dei prezzi e delle imposte).

2. Quanto è aumentata la bolletta energetica per una famiglia tipo?

Una famiglia tipo, così come definita dall’ARERA, sta spendendo 3.513 euro per il consumo domestico annuo di energia elettrica e gas, di cui 1.731 per il gas e 1.782 per l’elettricità, stando ai prezzi in bolletta per il 4° trimestre 2022 (Grafico B).

Grafico Più che raddoppiata la spesa per il consumo domestico di energia elettrica e gas - Rapporto di previsione CSC autunno 2022

L’aumento rispetto al 3° trimestre è pari al 59,0% per la bolletta elettrica, grazie all’intervento straordinario dell’ARERA che, per limitare ulteriormente gli aumenti dei prezzi su famiglie e imprese, oltre a confermare l’annullamento degli oneri di sistema come disposto dal DL Aiuti bis, ha anche scelto di posticipare il recupero della differenza tra i prezzi preventivati per il 3° trimestre e i costi eccezionalmente elevati che si sono realmente registrati.

Per la bolletta del gas naturale, l’Autorità ha, invece, scelto di aggiornare il prezzo alla fine di ogni mese per meglio rappresentare i prezzi effettivi del mercato. In questa analisi si ipotizza comunque che, come successo nel 2° e 3° trimestre dell’anno, anche nel 4° l’ARERA riuscirà a tenere fermo il costo della bolletta del gas (a 123,64 cent€ per metro cubo), controbilanciando gli aumenti della materia prima con un intervento straordinario di riduzione dei costi di commercializzazione. Come ricordato dalla stessa Autorità, infatti, il Governo con il DL Aiuti bis ha stanziato risorse pari a 1,82 miliardi di euro per confermare anche nel 4° trimestre l’annullamento degli oneri nella bolletta del gas. Tuttavia, alla luce della dinamica registrata dal prezzo della materia prima nel 3° trimestre (+103% rispetto al 2°) appare plausibile immaginare che il Governo dovrà intervenire con ulteriori risorse per finanziare tale misura.

Il costo annuo complessivo per le bollette energetiche è più che raddoppiato (+141,0%) rispetto a quello calcolato sui prezzi del 4° trimestre 2020. Nel dettaglio, la famiglia tipo spende in più 1.264 euro annui per la bolletta elettrica e 792 euro per quella del gas. Aumenti, da considerare comunque contenuti se comparati con la quotazione internazionale della materia prima (il gas naturale è utilizzato anche per la produzione di energia elettrica) che è passata da 7,9 a 200,3 euro per MWh in due anni e che solo nell’ultimo anno è cresciuta del 314,6%.

Osservando la composizione percentuale della bolletta energetica nel 4° trimestre 2022 e confrontandola con quella di due anni prima (dati ARERA), si evince come, nonostante l’annullamento degli oneri di sistema, la voce che condiziona il prezzo totale è il costo della materia energia elettrica, con un’incidenza pari all’83,9% (quasi il doppio rispetto al 44,5% registrato nel 4° trimestre 2020; Grafico C). Se non fossero stati azzerati gli oneri di sistema, la quota della materia prima sul prezzo totale sarebbe teoricamente salita al 78,9%. Il costo per kWh dell’energia elettrica nella bolletta di una famiglia tipo è, infatti, cresciuto del 547,5% rispetto a due anni fa: passando, in termini nominali, a 55,4 cent€ da 8,6 cent€.

Grafico Come è cambiata la composizione percentuale della bolletta elettrica negli ultimi due anni? - Rapporto di previsione CSC autunno 2022

Anche nella bolletta del gas naturale, la componente tariffaria relativa al costo della materia prima ha un’incidenza marcatamente maggiore, passando dal 27,7% nel 3° trimestre 2020 al 92,2% nel 3° 2022 (si prende a riferimento l’ultima composizione percentuale del prezzo del gas pubblicata dall’ARERA; Grafico D). Tale quota si sarebbe attestata al 71,2% nel caso in cui gli oneri di sistema fossero rimasti fissi al valore del 3° trimestre 2020. La riduzione degli oneri di sistema non è riuscita, dunque, a compensare pienamente il forte incremento del prezzo del gas. Nella bolletta della famiglia tipo, il costo per metro cubo di gas è cresciuto del 583,6% rispetto al 3° trimestre 2020: in termini nominali ha raggiunto i 114 cent€ da 16,7 cent€.

Grafico Come è cambiata la composizione percentuale della bolletta del gas naturale negli ultimi due anni? - Rapporto di previsione CSC autunno 2022

L’intervento di contenimento delle bollette energetiche adottato dal Governo ha portato a un risparmio di spesa annuo per una famiglia tipo di 624 euro, di cui 511 euro sul gas e 113 sull’energia elettrica (stando ai prezzi in bolletta per il 3° trimestre 2022). La spesa domestica annua per le bollette si è ridotta da 3.476 euro a 2.851 euro (-21,9%). Per la sola bolletta elettrica, il risparmio di spesa ai prezzi del 4° trimestre di quest’anno è pari a 53 euro. L’incremento eccezionale del costo della bolletta elettrica (+59,0% rispetto al 3° trimestre) più che dimezza, dunque, il beneficio derivante dalla misura disposta dal Governo. Tale misura di sostegno ha avuto anche un’ulteriore conseguenza positiva, inizialmente forse non immaginata: ha fatto sì che, nella componente tariffaria, l’incidenza degli altri costi diversi dalla materia prima diminuisse, tanto che attualmente il costo in bolletta è propriamente rappresentativo del prezzo dell’energia elettrica e del gas.

3. Cosa hanno fatto gli altri paesi?

Nell’ultimo anno, tutti i paesi europei hanno reagito al rincaro dei prezzi energetici e, seppure con importanti differenze in termini di risorse messe in campo, hanno previsto interventi a sostegno di famiglie e imprese.

Un confronto è fornito dal dataset di Bruegel, costantemente aggiornato, che tiene conto di tutte le risorse stanziate da 25 paesi europei contro il caro energia, a partire da settembre 2021.

Se stringiamo l’analisi ai principali paesi e analizziamo i dati in termini di PIL, l’Italia è il Paese che nell’ultimo anno ha adottato il pacchetto aiuti più corposo: 60 miliardi di risorse impegnate, pari al 3,4% del PIL 2021 (ai 54,4 miliardi stanziati per il 2022 vanno aggiunti i 5,6 miliardi stanziati per il 2021; Grafico E). Segue la Spagna (2,9% di PIL, pari a 35,5 miliardi), la Germania (2,8% di PIL, pari a 100 miliardi) e la Francia (2,2% di PIL, pari a 54 miliardi).

Grafico Italia tra i paesi che hanno stanziato più risorse contro il caro energia - Rapporto di previsione CSC autunno 2022

Analizzando la tipologia di misure intraprese anche dagli altri principali paesi europei, i tagli di imposta e i bonus sociali sono le misure adottate con maggiore frequenza.

La Germania nel piano di aiuti varato il 4 settembre ha disposto interventi a sostegno delle famiglie anche in termini di una tantum e assegni familiari; il Governo tedesco ha poi annunciato la nazionalizzazione di Uniper, colosso energetico e principale importatore di gas russo in Germania (con un costo per il salvataggio pari a 17 miliardi) e negli ultimi giorni ha comunicato l’intenzione di voler ricorrere a uno “scudo protettivo” per imprese e famiglie di 194 miliardi in due anni (fino al 2024); tra le misure previste, c’è anche l’ipotesi di un freno al prezzo del gas. Su questo diversi paesi sono intervenuti richiamando la necessità di intervenire con un’unica strategia economica europea di fronte alla crisi energetica.

La Francia, tra le altre misure, ha deciso di acquisire il controllo statale di EDF, la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia in Francia (con un costo di 9,7 miliardi).

Misure di sostegno diretto alle imprese in difficoltà sono state disposte dalla Spagna, che però ha anche adottato misure di regolamentazione dei prezzi al dettaglio e all’ingrosso (cd. price cap, con un costo sulla finanza pubblica stimato pari a 6,3 miliardi).

Cronologia delle misure adottate in Italia per il 2022

Con la Legge di Bilancio 2022 sono stati impegnati complessivamente 3,8 miliardi per contenere gli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale nel 1° trimestre 2022 e, in particolare, per annullare gli oneri generali di sistema per il settore elettrico (1,8 miliardi) e per ridurli per il settore del gas (480 milioni), per tagliare dal 10% al 5% l’aliquota IVA sulle utenze del gas (608 milioni) e per confermare e potenziare il “bonus sociale”, ossia le agevolazioni tariffarie per i clienti domestici economicamente svantaggiati (912 milioni).

Il Decreto Legge 4/2022 (cd. Sostegni ter del 27 gennaio) ha stanziato 1,74 miliardi per estendere anche alle utenze non domestiche a medio/alta tensione i benefici dell’azzeramento degli oneri generali di sistema per il settore elettrico (1,2 miliardi) e per riconoscere alle imprese energivore un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta (540 milioni).

Con il Decreto Legge 17/2022 (cd. Energia del 1° marzo) il Governo ha scelto di impegnare 6,72 miliardi per prorogare al 2° trimestre 2022 le misure già adottate con i precedenti provvedimenti legislativi e quindi: l’annullamento degli oneri generali di sistema (3,25 miliardi), il riconoscimento di crediti d’imposta per le imprese energivore, ma anche per quelle gasivore e del settore dell’autotrasporto (1,28 miliardi), la riduzione dell’IVA sulle utenze del gas (592 milioni), la conferma del bonus sociale (400 milioni). Sono stati, inoltre, disposti interventi di efficienza e conversione energetica a favore delle imprese (1,2 miliardi).

Il Decreto Legge 21/2022 (cd. Ucraina del 21 marzo) ha stanziato complessivi 2,76 miliardi per riconoscere crediti d’imposta alle imprese, anche non energivore (1,56 miliardi), estendere il bonus sociale (103 milioni), ridurre le aliquote dell’accisa sui carburanti fino al 2 maggio (653 milioni), detassare i buoni carburante corrisposti dai datori di lavoro privati ai propri dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore dipendente (10 milioni), introdurre il credito d’imposta per l’acquisto di carburanti per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca (140 milioni). Tra le altre misure a favore delle imprese è stato incrementato il Fondo di garanzia PMI (300 milioni).

Con il Decreto Legge 38/2022 (del 2 maggio) viene poi estesa all’8 luglio la riduzione delle aliquote dell’accisa sui carburanti, per un valore complessivo di 2,32 miliardi.

Il Decreto Legge 50/2022 (cd. Aiuti del 17 maggio) ha impegnato complessivamente 11,43 miliardi, di cui 4,58 miliardi per prorogare al 3° trimestre 2022 l’azzeramento degli oneri generali di sistema per il settore elettrico (1,91 miliardi), la riduzione per quelli del settore del gas (532 milioni) e l’aliquota agevolata al 5% per le somministrazioni di gas naturale per autotrazione (481 milioni); per incrementare i crediti d’imposta per le imprese (1,46 miliardi) e per rideterminare il bonus sociale e riconoscere buoni per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto (195 milioni). I restanti 6,83 miliardi sono stati stanziati per altre misure di sostegno a famiglie e lavoratori (es. indennità una tantum).

Molte delle misure contro il caro-energia già decise nei precedenti provvedimenti legislativi vengono poi estese al 4° trimestre 2022 con il Decreto Legge 115/2022 (cd. Aiuti bis, convertito in legge il 20 settembre), che ha stanziato a tal fine circa 10 miliardi, per: l’azzeramento degli oneri generali di sistema per il settore elettrico (1,1 miliardi) e la riduzione di quelli del settore del gas (1,8 miliardi), l’aliquota agevolata al 5% per le somministrazioni di gas (807 milioni), l’incremento dei crediti d’imposta per le imprese, anche agricole e della pesca (3,6 miliardi), la riduzione di accise e IVA sui carburanti (1 miliardo), l’estensione del bonus sociale e di quelli in materia di trasporto. Sono poi introdotte alcune norme in materia di welfare aziendale (1,5 miliardi) e pensioni (1,4 miliardi).

Il Decreto Legge 144/2022 (cd. Aiuti ter del 23 settembre) estende ai mesi di ottobre e novembre il contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta per le imprese, energivore, gasivore e non (9,8 miliardi), proroga al 31 ottobre la riduzione di IVA e accise sui carburanti (482 milioni), ma soprattutto rifinanzia le indennità una tantum per lavoratori e pensionati e riconosce la misura anche ad altre tipologie di lavoratori (domestici, collaboratori), ai percettori di indennità di disoccupazione, di NASPI e di reddito di cittadinanza (complessivi 2,9 miliardi). Infine, si decide di disporre misure di sostegno a enti locali, terzo settore e imprese sportive, della cultura e dello spettacolo sempre per mitigare gli effetti del caro energia (circa 930 milioni).

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