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Su lavoro e crescita la politica si è distratta. Ora misure per lo sviluppo: l’intervista del Presidente Boccia al Foglio

24 agosto 2019 | Presidente

Sulle questioni del lavoro e della crescita si è distratta una larga parte della politica -  osserva il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia nella sua intervista di oggi per Il Foglio.

Il Sud in recessione, l'economia nazionale in stallo e l'arretramento della Germania meritano molta più attenzione. Per questo serve da tempo un cambio di metodo in chiave italiana e europea: stabilire gli effetti che si vogliono ottenere sull'economia reale, decidere quali strumenti utilizzare e individuare le risorse.

Per quanto ci riguarda l'obiettivo è creare lavoro anche con un grande piano d'inclusione per i giovani perché è il lavoro il vero elemento di coesione nazionale, non a caso richiamato nel primo articolo della Costituzione. 

La questione non è andare al voto o meno. Il punto di partenza, ripetiamo, è quali obiettivi ci diamo, quale idea di società vogliamo realizzare, quali risultati vogliamo conseguire tenendo presente che siamo la seconda manifattura d'Europa e che dobbiamo stare molti attenti a non diventare la terza.

Crescita e lavoro devono essere al centro di qualsiasi progetto politico. 

Per essere ancora più chiari: quale sarà l'orientamento sul taglio del cuneo fiscale, che per noi non può essere oggetto di uno scambio con il salario minimo legale, ma deve servire a rafforzare le buste paga dei lavoratori?

Quale sarà l'approccio verso importanti opere infrastrutturali, a partire dalla Gronda? Assisteremo ancora a un balletto dei no o ci sarà una chiara decisione a favore del rilancio delle infrastrutture in chiave italiana ed europea attraverso l'eventuale emissione di eurobond?

Le infrastrutture funzionano in maniera anticiclica, collegano persone e territori, aumentano la 
dotazione di capitale di un paese. Uno studio rivela che tutte le città raggiunte dalla linea veloce dei treni sono cresciute più delle altre. Dovrebbe essere, questa delle infrastrutture, una priorità della politica a partire dalla TAV e passando per la Gronda di Genova.

E poi, che cosa si intende fare per rafforzare il nostro sistema industriale? E per creare lavoro per i giovani? Quali sono i progetti su scuola e università di cui in questi giorni però non si parla?

E sulla giustizia ci saranno interventi per riportare equilibrio ed efficienza? Non possiamo pensare che si allunghi la prescrizione senza ridurre la durata dei processi, lasciando persone e imprese per anni nell'incertezza.

Se un accordo tra forze politiche porterà a un governo con una chiara visione strategica su questi temi, molti dei quali peraltro emersi in modo inequivocabile ai cinque tavoli di confronto con il governo convocati prima della crisi, allora bene, altrimenti si facciano scelte diverse.

 

 


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