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Finanza per la Crescita - Speciale Coronavirus: Dl liquidità: le misure sul credito per le imprese

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Finanza per la Crescita - Speciale Coronavirus: Dl liquidità

09 aprile 2020 |


La rubrica "Finanza per la crescita" è il contenitore mensile pensato per dare notizia di tutte le opportunità offerte alle imprese impegnate in processi di crescita dagli strumenti finanziari alternativi al credito.

Questo mese, considerando l'attuale fase di emergenza che coinvolge il tessuto produttivo del Paese, abbiamo voluto fare uno "SPECIALE CORONAVIRUS" con un focus sul Dl liquidità allargando lo sguardo dallo specifico ambito della finanza per la crescita a quello del credito.




SPECIALE CORONAVIRUS - Dl liquidità: le misure sul credito per le imprese

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi un decreto-legge contenente misure urgenti riguardanti, tra le altre, l’accesso al credito e il rinvio di alcuni adempimenti per le imprese. Il provvedimento, non ancora pubblicato in GU e quindi suscettibile di ulteriori modifiche, prevede un set di misure in linea con gli obiettivi fissati nel documento di proposte di Confindustria dello scorso 20 marzo per garantire flussi di liquidità alle imprese e l’operatività delle stesse, prorogare i versamenti erariali e contributivi e rafforzare la capacità di resilienza del tessuto produttivo, anche rispetto ad “acquisti predatori”. 

Per quanto riguarda le misure di sostegno alla liquidità, vengono mobilitati 400 miliardi di garanzie per il supporto delle imprese e dell’export, anche potenziando l’intervento del Fondo di garanzia per le PMI. In particolare: viene rafforzato l’intervento del Fondo di garanzia per le PMI a sostegno di PMI e mid cap (imprese con un numero di dipendenti fino a 499). Considerate le risorse già stanziate e i nuovi stanziamenti effettuati con il decreto e annunciati dal Governo, il Fondo potrebbe arrivare a garantire nel 2020 finanziamenti per circa 65 miliardi; si prevede un nuovo intervento di garanzia di SACE a copertura dei finanziamenti bancari concessi alle grandi imprese e alle imprese piccole e medie che abbiano esaurito la propria capacità di accesso al Fondo di Garanzia. Sono previste garanzie per 200 miliardi di finanziamenti; viene modificato il funzionamento dell’intervento di SACE per potenziare il sostegno pubblico all’esportazione delle imprese. L’intervento libererà, secondo le stime fornite dal Governo, fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export. 

Ferma la necessità di verificare il testo definitivo, la valutazione su queste misure è nel complesso positiva. Si tratta, infatti, di interventi di garanzia che seguono il disegno proposto da Confindustria sin dall’inizio dell’emergenza, prevedendo coperture elevate per imprese di tutte le dimensioni: dalle più piccole fino alle più grandi. Le garanzie variano dal 100% al 70%, in funzione della dimensione delle imprese e della tipologia di operazione. Per le PMI e le mid cap, le garanzie variano dal 90% al 100%. Per le grandi imprese, dal 70% al 90%. 

Per quanto riguarda il Fondo di Garanzia sono state accolte le principali richieste di Confindustria, In particolare: il Fondo è stato esteso alle mid cap; l’importo massimo garantito è stato elevato a 5 milioni; sono state previste garanzie per imprese con esposizioni classificate come “inadempienze probabili” e per imprese ammesse a concordati con continuità aziendale o che hanno stipulato accordi di ristrutturazione o presentato un piano attestato (ma su questo si dovrà tornare nel prosieguo dell'iter per rafforzare l'intervento) sono state elevate significativamente tutte le percentuali di copertura. In merito a quest’ultimo aspetto, va tuttavia segnalato che non è stata sfruttata l’opportunità fornita dal Temporary Framework sugli aiuti di prestare garanzie sui finanziamenti fino al 100% (pur con limitazioni). In particolare, sono state previste coperture da parte del Fondo di Garanzia per le PMI al 100%, ma solo per finanziamenti fino a 25mila euro. Si dovrà ora accertare con quali tempi le nuove misure, che introducono diverse tipologie di coperture e alcune complessità, saranno rese operative, anche considerata la necessità per le banche di rivedere le loro procedure. Il Fondo è comunque uno strumento già operativo e conosciuto dalle banche ed è verosimile che tale tempo sarà compresso al minimo. 

Per quanto riguarda la garanzia SACE, il cui impianto appare nel complesso positivo e in linea con le proposte avanzate da Confindustria per assicurare una copertura di garanzia anche alle imprese di grandi dimensioni, andranno verificati i tempi effettivi di messa in funzione. L’intervento, per la cui attivazione servono comunque dei decreti di natura non regolamentare, richiede infatti tempo per mettere in piedi una procedura nuova e per l’apprendimento da parte di banche e intermediari finanziari, che dovranno attrezzarsi per applicare i nuovi processi. È comunque essenziale che la misura sia disponibile per le imprese con la massima tempestività: come sopra ricordato, Confindustria si è già attivata per sollecitare il Governo, SACE e il sistema bancario in tal senso. Si segnala peraltro che ABI e SACE hanno già avviato un gruppo di lavoro per rendere operativo l’intervento. Inoltre, va superata la previsione in base alla quale, per beneficiare della garanzia SACE, le imprese si debbano impegnare a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali: si tratta di una materia già disciplinata da norma di legge ed è essenziale evitare di introdurre disposizioni che possano spiazzare l’efficacia dell’intervento ingessando l’attività d’imprese. 


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