Confindustria lancia il progetto Steam space. Spazi multimediali ed innovativi per le scuole medie

03 marzo 2021 | Formazione,Vice Presidente,Lavoro e Relazioni Industriali

Immaginare, e realizzare, un nuovo modello di spazi, utilizzando le tecnologie abilitanti, per promuovere metodologie didattiche all’avanguardia che orientino gli studenti verso una formazione aperta a imprese e territorio, e al tempo stesso utile a formare insegnanti 4.0.

Si chiama “Steam space”, dove Steam unisce l’acronimo inglese Stem, Scienza, tecnologia, ingegneria, matematica, alla a di arte, il progetto innovativo nato dal dialogo tra Confindustria e la task force sulla riapertura delle scuole presieduta dall’attuale Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, assieme a esperti.

L’obiettivo è rilanciare le scuole medie attraverso una “nuova didattica” fondata su multidisciplinarità e laboratorialità. L’iniziativa, la prima del suo genere, è stata discussa dai vertici di Confindustria in Parlamento, e con l’attuale governo Draghi, ricevendo ampi consensi.

L’execution vede una prima fase sperimentale con la costruzione di 200 Steam space in altrettante scuole medie, 10 per ciascuna regione. Si tratta da un lato di realizzare degli spazi che siano punto di riferimento strutturali negli edifici scolastici, al pari di biblioteche e palestre, da aprire anche alla comunità locale, ad esempio nei weekend e, dall’altro lato, di formare docenti-orientatori (gli “Steam Masters”) che alimentino questi spazi anche in collaborazione con le imprese.

 Al termine di questa fase, partirebbe la diffusione capillare degli Steam space in tutte le 7.239 scuole medie italiane coinvolgendo circa 1,7 milioni di studenti e quasi 200mila professori. Il costo complessivo dell’operazione è di 2 miliardi, che arriverebbero dai fondi Ue del Recovery Plan.

Obiettivo degli Steam space - sottolinea Gianni Brugnoli, Vice Presidente di Confindustria per il Capitale umano - è costruire in tutte le scuole medie una vera e propria finestra sul futuro ed in particolare sulle imprese, affinché i giovani e le loro famiglie, ma anche gli insegnanti, possano conoscere la qualità dell’industria italiana e le competenze che è necessario acquisire per vivere da protagonisti il lavoro del futuro.

Partire dalle competenze è indispensabile per fare un orientamento utile per i giovani ma anche per le scuole. L’impatto del progetto nel medio-lungo termine - osserva Brugnoli - potrebbe portare un innalzamento della qualità del capitale umano, che può generare fino a 2 punti in più di Pil pro capite e diminuire sensibilmente l’inaccettabile record di Neet che abbiamo. Oltre a ridurre gender gap e divari territoriali.

Insomma, un progetto che permetterebbe alla scuola di tornare ad essere il vero ascensore sociale del Paese”.


Dove siamo
Complementary Content
${loading}