Brugnoli al Sole24Ore: Asse Istruzione-Imprese. Serve una visione al 2050

24 novembre 2021 | Formazione,Vice Presidente

 

“Il contributo delle imprese alla ripartenza in atto è stato ed è, semplicemente eccezionale. Non possiamo però permetterci passi falsi: per questo, oggi, istruzione e mondo del lavoro devono abbattere tutti gli steccati - ha sottolineato Giovanni Brugnoli, Vice Presidente di Confindustria per il Capitale umano in un’intervista con il Sole24ore in occasione di Job Orienta e degli Its Pop Days. “Il governo Draghi, anche grazie alla spinta del Pnrr, ha la possibilità, storica vista l'ampia maggioranza che lo sostiene, di disegnare una strategia di lungo respiro sull'education. Penso a politiche che abbiamo un orizzonte temporale al 2050, come hanno già fatto paesi come Stati uniti e Cina. Dobbiamo uscire, una volta per tutte, dalla logica degli interventi dettati solo dalle esigenze del momento.”

Brugnoli ha chiarito: “dobbiamo puntare su tre leve, orientamento, Its, lauree Stem, con un'alleanza stabile tra aziende e formazione, per aggredire il mismatch e offrire opportunità ai nostri giovani.  Le aziende – ha proseguito - negli ultimi anni hanno acquisito sul campo un ruolo sempre più significativo, e direi insostituibile, sull'orientamento. In molte scuole è ormai passata l'idea che le imprese hanno un know-how che possono trasferire alle nuove generazioni affinché possano fare delle scelte consapevoli per il loro futuro. Confindustria sta mettendo in campo tanti progetti, dal recente Pmi Day all'Orientagiovani, fino ad arrivare alla rubrica ilpostinfabbrica, in onda ogni mercoledì su RTL 102.5, dove ormai da cinque anni una nostra associata offre posti di lavoro, aprendo gli occhi a giovani e genitori su quanta manifattura c'è in Italia e quanto sia importante, ad esempio, la diffusione della cultura tecnica.”

“Stiamo puntando molto – ha aggiunto - sugli Istituti tecnici superiori, che rappresentano il fiore all'occhiello, la punta più avanzata dell'eccellenza della nostra istruzione tecnica terziaria. È un sistema che va strutturato e reso stabile, ma ci sta dando molte soddisfazioni a livello proprio di competenze. Servono almeno 83mila diplomati Its ogni anno per soddisfare la domanda di tecnici delle imprese. Ma ne abbiamo solo 5mila di diplomati ogni anno. Un gap enorme che va colmato proprio con l'orientamento.”

“Venerdì – ha annunciato Brugnoli - con Umana e Indire, presenteremo la nuova edizione della piattaforma digitale ITS POP DAYS dove ogni Its ha una sua casa digitale, sottolineo gratuita, in cui può raccontare la sua offerta formativa e promuoversi tra i giovani. Già a maggio scorso, al debutto, abbiamo avuto in appena 3 giorni quasi 20 mila visitatori e sono sicuro che ne avremo molti altri in futuro. Bisogna puntare su un orientamento scolastico a tappeto già dalle scuole medie. Servono spazi dedicati e docenti e orientatori specializzati. Come Confindustria abbiamo lanciato la proposta di realizzare aule di orientamento nelle 7.239 scuole medie italiane, aule in cui sviluppare un mix tra innovazione architettonica e innovazione pedagogica, puntando proprio sulle competenze Steam, dove a scienze, tecnologie, ingegneria, matematica, abbiamo aggiunto la a di arte, con un approccio interdisciplinare e aperto al mondo extra scuola, in primis alle imprese.”

E commentando le azioni previste dal Pnrr ha aggiunto: “va approvata la riforma degli Its per gestire al meglio  i 5 miliardi in arrivo con il Pnrr. Qui voglio essere chiaro: i nuovi fondi devono servire per incrementare i corsi, non il numero di Fondazioni slegate a territori e mondo produttivo. Dobbiamo poi ripristinare un livello congruo di ore di alternanza scuola-lavoro, almeno tornare alle 400 ore nei tecnici, e rilanciare l'apprendistato, attraverso una verticalizzazione della formazione. Dobbiamo creare reti, aggregazioni stabili tra aziende ed enti di formazione, scuole, centri lefp, agenzie per il lavoro private, università, Its, in cui condividere e co-progettare i percorsi formativi. Con il mondo accademico, un primo passo lo abbiamo fatto nei giorni scorsi in Crui, puntando su una forte condivisione su apprendistati, dottorati industriali, tutto quello che è terza missione. Serve – ha concluso - un rapporto strategico con l'università, ce ne sono molte di primo piano, per una formazione di qualità. Del resto, l'industria punta sempre ad una formazione di qualità per migliorarsi giorno dopo giorno. Il potenziale è enorme. Il nostro Made in Italy può diventare Made and Educated in Italy".


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