Bonomi a Mezz’Ora in più – Da incontro Draghi-sindacati a Palazzo Chigi mi aspetto rinnovata volontà di tutti a lavorare nell’interesse del Paese

27 settembre 2021 | Presidente


''Non era nostra intenzione il sommovimento politico ma sicuramente auspicavamo un dibattito, perché dal dibattito e dal confronto nascono le buone idee''. Così il Presidente Carlo Bonomi intervistato da Lucia Annunziata a Mezz’Ora in Più, su Rai3.

 

“Dall’incontro del Presidente Draghi con i sindacati a Palazzo Chigi mi aspetto la rinnovata volontà di tutti a lavorare nell’interesse del Paese. La risposta dei sindacati alla proposta di un Patto – ha continuato Bonomi - mi sembra positiva e ci vedo l’inizio di un percorso. In particolare, è necessario rispondere ai quattro divari di questo Paese: di genere, generazionale, di competenze e di territorio. Nelle grandi crisi italiane sono sempre stati giovani, donne e lavoratori a tempo determinato a pagare il prezzo più alto: a queste tre categorie, in particolar modo, oggi dobbiamo dare delle risposte. Siamo in un momento storico eccezionale - ha detto – e, con le risorse messe in campo dal PNRR, siamo finalmente in grado di rispondere ai divari a cui da vent'anni non diamo risposte. Per questo stiamo richiamando governo, partiti e tutti coloro che hanno buona volontà, a sedersi ad un tavolo e ragionare. Ci hanno raccontato per 20 anni che non si potevano fare le riforme perché non c’erano le risorse. Oggi abbiamo le risorse e quindi abbiamo l’occasione per fare le riforme”.

 

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema dei contratti su cui il Presidente Bonomi ha ricordato di aver “dato forti segnali, già in piena pandemia, nella direzione di maggiori certezze e maggior sicurezza”, quindi sicuramente una Confindustria che vuole lavorare con i sindacati. “Sono stato eletto a maggio del 2020, a giugno già mi tacciavano di non voler rinnovare i contratti. In piena pandemia ho rinnovato 22 contratti nazionali per 3,5 milioni di lavoratori (sui 5,5 milioni che sono nei contratti collettivi nazionali di Confindustria). Ad oggi 4,6 milioni hanno un contratto in vigore. Quindi questo sottolinea la voglia reale di dare risposte al Paese” – ha fatto notare Bonomi.

 

Sul tema del salario minimo, la posizione di Confindustria è la stessa dei sindacati: “siamo per rafforzare la contrattazione, perché garantisce tutti, e l’esempio ci viene da Ita” – ha affermato il Presidente, aggiungendo che “nei paesi dove è stato inserito il salario minimo, c’è la tendenza delle imprese a uscire dalla contrattazione collettiva, e questo non è nell’interesse dei lavoratori. È necessario colpire i contratti pirata, che vengono fatti da chi non ha rappresentanza e creano dumping salariale. Lì dobbiamo lavorare insieme. È ovvio che c’è una parte di lavoratori che hanno degli stipendi che non sono concepibili per un paese moderno. Però questo accade solo in quei settori dove non hanno la contrattazione nazionale, perché laddove ci sono i contratti collettivi nazionali il salario minimo è già all'interno del Ccnl ed è superiore a quello di cui si sta discutendo", ha chiarito Bonomi portando l’esempio del contratto dei metalmeccanici. “Questa - ha aggiunto il Presidente - è la dimostrazione che se le parti sociali si siedono ai tavoli, i problemi si affrontano e si risolvono, non vengono nascosti".

 

Durante il colloquio ha trovato spazio anche il tema delle delocalizzazioni su cui il Presidente ha ribadito che “più che fare provvedimenti punitivi, serve un provvedimento di attrattività, all’interno del quale inserire delle clausole che vincolino seriamente le imprese per evitare eventuali mordi e fuggi che nessun imprenditore vuole”.

 

Infine, in merito ad alcune interpretazioni della stampa, Bonomi ha sgombrato il campo: “Confindustria non si candida a fare un partito. Anzi, nella mia relazione all’Assemblea del 23 settembre, ho sottolineato che abbiamo rispetto dei partiti e delle istituzioni. Quello che abbiamo messo in evidenza - ha osservato - è che il Governo Draghi su 3 punti essenziali ha fatto le cose che servivano al Paese: ha dato una forte accelerazione al piano vaccinale, ha riscritto le prime 80 pagine del Pnrr e ha restituito credibilità internazionale all’Italia, sia in Europa, che al G20 e alla Nato. Il discorso del Presidente Draghi - ha aggiunto Bonomi - dimostra che il Premier ha raccolto lo spirito di quel patto, lanciando il cuore oltre l’ostacolo”. E, tornando ad esprimere forte preoccupazione per “il gioco delle bandierine condotto dai partiti su molti temi importanti a causa dell’imminenza delle elezioni amministrative”, il Presidente ha affermato che “di fronte a questa occasione storica per il Paese, non possiamo più permettere che ci sia un rallentamento del percorso, anche perché abbiamo preso degli impegni con l’UE”.




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