Baroni al Sole24Ore: digitale, ambiente, finanza e filiere sono i quattro assi del programma del neo Presidente della Piccola

16 dicembre 2021 | Vice Presidente,Piccola Industria


Il nuovo Presidente della Piccola Industria di Confindustria, Giovanni Baroni, ha illustrato in un'intervista al Sole 24 Ore i punti chiave del suo mandato e ha presentato squadra che lo affiancherà al vertice dell'associazione, nominata ieri dal loro Consiglio Centrale.

 

Secondo il leader delle PMI, transizione ambientale e digitale sono le grandi trasformazioni che le imprese si trovano ad affrontare e, per farlo, devono diventare più forti, mettendosi in rete, allargando le filiere. Inoltre, per poter disporre di risorse destinate agli investimenti e rafforzare il loro patrimonio, le piccole imprese devono trovare fonti alternative al credito bancario e utilizzare strumenti finanziari ad ampio raggio.  

 

Un primo obiettivo che Baroni ritiene fondamentale per la sua azione è a brevissimo termine: organizzare entro la prima metà del prossimo anno, le Assise della Piccola, che l'ultima volta si tennero nel 2011 a Bergamo, in abbinamento con le Assise di Confindustria. Si tratta di una chiamata a raccolta dell'ossatura dell'imprenditoria italiana “per ascoltare i suoi bisogni, i problemi con cui deve combattere nella vita quotidiana, sul territorio”. Per il neo Presidente “c'è bisogno di un nuovo momento identitario forte, che faccia perno sui nostri valori, per favorire il confronto tra le imprese e con la nuova presidenza. Immagino un momento si fisico ma anche una parte digitale, che vada oltre lo streaming e realizzi un dialogo interattivo, per coinvolgere il territorio”.

 

Sulla trasformazione delle PMI Baroni ha detto: “Le piccole e medie imprese italiane non sono quelle di dieci anni fa. Dopo la crisi del 2008 hanno rafforzato il patrimonio, sono diventate più digitali, più presenti all'estero. Per questo sono riuscite a sostenere la crisi dovuta alla pandemia. Ma ora si trovano davanti a sfide importanti, a partire dalla transizione ambientale su cui, per realizzare i necessari investimenti, si sono indebitate. È vero che viviamo una fase di crescita dell'economia, ma si tratta di un rimbalzo, con molte ombre, dall'inflazione, all'aumento delle materie prime e dei prezi dell'energia.

 

Mentre sulla sfida ambientale e digitale ha sottolineato: “Gli obiettivi sono corretti e li condividiamo, è la modalità e la tempistica per raggiungerli che non sono corrette. La piccola Impresa rischia di pagare il prezzo più alto. Prendiamo la decisione di abolire il motore endotermico entro i 2035: sono moltissime le PMI che lavorano nell'automotive e che si troveranno spiazzate, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. In un'ottica di investimento il 2035 domani. Bisogna approfondire molti temi prima di prendere decisioni di questa portata e accompagnarle con un piano di politica industriale e di formazione del personale adeguati, perché si creeranno posti di lavoro, ma nel frattempo altri se ne perderanno. E poi occorrono risorse. In questo contesto poi, di cui ricerca e tecnologia sono gli assi portanti, stupisce ancora di più, aver abbandonato il patent box, strumento usato da molte PMI. Di pari passo c'è la trasformazione digitale che – ha aggiunto Baroni - ritengo più un'opportunità che una minaccia. Ma serve prima di tutto un salto culturale - ha osservato – perché la trasformazione digitale è velocissima, quindi occorre accelerare sulla formazione e sulle competenze. Formazione in azienda, collegamento tra scuola e lavoro, una comunicazione verso i giovani per rendere attrattive le Pmi come sbocco professionale”.

 

Tra gli strumenti individuati dal neo Presidente per accompagnare le piccole imprese nella transizione a 360 gradi che le vede protagoniste ci sono le filiere:  “È uno dei temi prioritari del mio programma. La filiera è il primo driver di crescita: andremo sul territorio, con road show, per fare da ponte tra le PMI, avvicinare i capo filiera perché allarghino il raggio dei propri rapporti. Si tratta di un processo importante, che va stimolato, da cui dipenderà gran parte della crescita delle imprese e del paese”.

 

E sul tema del rafforzamento patrimoniale Baroni ha affermato: “Bisogna aprire il capitale per rafforzare il patrimonio. Programma Elite, con Borsa Italiana, quotazione all' Euronext Growth e aprirsi al mondo del fintech. Occorre guardare a tutti gli strumenti di liquidità che abbiamo a disposizione, con una maturità maggiore rispetto al passato.

 

Infine sulla legge di Bilancio secondo il Presidente Baroni “non ci sono le misure necessarie alla crescita, anzi, sono stati tolti strumenti che funzionavano. E non c'è nulla per le fasce che hanno sofferto di più: i giovani e le donne. Sul fisco poi, avevamo proposto di indirizzare tutte le risorse al taglio contributivo del cuneo fiscale, destinandone 2/3 ai Lavoratoti e 1/3 alle imprese, e invece è stata operata una scelta che avrà effetti decisamente minori rispetto alla nostra proposta. Dobbiamo essere messi nelle condizioni di competere per consolidare la crescita: sono le imprese a creare benessere e occupazione e, se crescono le imprese, cresce il paese”.

 

LA SQUADRA

I vicepresidenti Andrea Bonfanti (Innovazione, Ricerca e Sviluppo); Mirko Bragagnolo (Filiere); Antonio Braia (Capitale Umano e Formazione); Teresa Caradonna (ESG e valore sostenibile); Paolo Errico (Innovazione e Transizione Digitale); Pasquale Lampugnale (Economia, Credito, Finanza e Fisco); Mauro Natale (Lavoro e welfare); Giuseppe Ranalli (Economia del mare); Gianluigi Zaina (Internazionalizzazione), Attribuite deleghe specifiche; Alvise Biffi (Cybersecurity); Alberto Biraghi (Logistica e Trasporti); Daniele Diano (Europa); Stefano Francesconi (Transizione Energetica); Paolo Gerardini (Legalità); Renato Goretta (Cultura e Responsabilità sociale di impresa).Completa la squadra Monica Talmelli, direttore de L'Imprenditore.

 

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