Audizione DL Bollette: agire subito con misure congiunturali e straordinarie

19 ottobre 2021 | Relazioni Istituzionali,Politiche Industriali

Oggi Aurelio Regina, Delegato del Presidente Bonomi per l’energia, è intervenuto in Audizione presso la X Commissione del Senato in merito al Disegno di Legge di Conversione del Decreto-Legge 27 settembre 2021, n.130 recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale, per illustrare le valutazioni e le proposte di Confindustria sul tema.

La recente accelerazione dell’aumento dei prezzi energetici ha portato il Governo ad adottare provvedimenti di contrasto urgenti. Pur comprendendo le ragioni che hanno giustificato il ricorso alla fiscalità generale, Regina ha richiamato l’attenzione sulle ragioni strutturali dell’attuale condizione, che dovranno essere rapidamente affrontate vista la limitata possibilità del nostro Paese di usare la leva fiscale.

Quanto sta accadendo nel mercato del gas naturale, driver principale del prezzo del mercato elettrico, evidenzia che non esiste una strategia di lungo termine a livello Europeo e nazionale, nonostante l’ampia capacità infrastrutturale disponibile e il ruolo centrale che la commodity, secondo gli scenari della Commissione Europea, rivestirà nei prossimi 20 anni.

Sul fronte delle esternalità ambientali, inoltre, il Delegato del Presidente Bonomi per l’energia, ha evidenziato come il meccanismo di mercato ETS sia oggetto di una speculazione finanziaria senza precedenti, conseguenza razionale dell’annuncio della Commissione di una offerta pubblica di quote sempre più scarsa.

Confindustria pur apprezzando l’intervento del Governo, che ha stanziato oltre 3 miliardi di euro per il contenimento della bolletta delle famiglie, artigiani e microimprese, ritiene ora necessario intervenire con misure straordinarie anche sui settori produttivi.

Con riferimento al campo di applicazione del Decreto-Legge 27 settembre 2021, n. 130 ("Misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale"), serve prima di tutto chiarire che gli effetti sul sistema delle PMI sono limitati a non oltre il 30% delle imprese (Grafico 1 in allegato) mentre per il restante 70% si registrano effetti drammatici sul costo della bolletta elettrica.

Trattandosi di una situazione - come sostengono molti esperti - temporanea ed eccezionale, Confindustria ritiene necessario che il Governo adotti da subito interventi riallocativi tra le diverse componenti del mercato (domanda e offerta) agendo sia sul rincaro dei prezzi sia sulle extra-rendite, facendo ricorso ai diversi strumenti previsti dalla Commissione Europea proprio in risposta alla situazione eccezionale sui mercati energetici e alle sue ripercussioni.

Nel corso dell’Audizione, Aurelio Regina ha evidenziato che questa situazione drammatica non sta colpendo solo le PMI ma anche le grandi imprese e tutti i settori energy intensive. Per queste industrie, quindi, che considerando l’indotto rappresentano quasi un milione di dipendenti, è necessario agire subito sia con misure congiunturali sia con misure straordinarie, sia per il mercato gas che per quello elettrico.

Sul piano congiunturale nel settore del gas naturale si potrebbe intervenire in sede nazionale con misure contingenti volte a ridurre il peso degli aumenti di costo sulle imprese, attraverso:

  1. Un aumento dei criteri di remunerazione del servizio di interrompibilità gas prestato dai clienti industriali.
  2. L’attivazione di una forma di approvvigionamento straordinaria gas release dedicato ai settori industriali per aumentare la sicurezza nazionale.
  3. L’attuazione al cosiddetto “Articolo 39 gas” previsto dall’art. 21 della Legge n. 167 del 2017 (Legge Europea) e D.M. Mise (Decreto Gasivori) del 2 marzo 2018 in linea con l’articolo 17 della Direttiva sulla fiscalità energetica 96/2003 - per il quale era già stato completato il processo di pre-notifica nel luglio 2018 approvato dalla Commissione UE - che porti a compimento la misura di riduzione degli oneri parafiscali per i grandi consumatori industriali gas, o in alternativa intraprendere la via delle agevolazioni fiscali che permettano comunque la riduzione dei costi per le aziende “gasivore”.

Con riferimento all’energia elettrica, sul piano congiunturale è necessario rafforzare gli strumenti attualmente disponibili e dare rapida attuazione alle misure volte ad evitare la possibile delocalizzazione di importanti comparti industriali. In particolare, attraverso:

  1. La compensazione dei costi indiretti derivanti dal meccanismo di scambio di quote di CO2 (ETS), la cui bozza di Decreto è stata recentemente approvata dalla Commissione Europea.
  2. La salvaguardia ed il rafforzamento della remunerazione dell’istituto del servizio di interrompibilità per la sicurezza del sistema elettrico.
  3. Un incremento delle agevolazioni per i settori “energivori” con riferimento alle componenti parafiscali della bolletta elettrica.

Dal punto di vista strutturale è necessario intervenire sia sul piano nazionale che internazionale:

  1. Nel mercato del gas a livello nazionale si dovrebbe rivedere il Piano di utilizzo delle riserve nazionali e promuovere l’attività di sviluppo di nuovi giacimenti accertati nel nostro Paese. A livello internazionale, è importante intervenire in primo luogo sul nuovo pacchetto “Hydrogen and Gas Decarbonization Package” per garantire, a partire dal prossimo anno termico, l’adozione di un Regolamento comune sulla gestione della “sicurezza gas”. È inoltre necessario definire un nuovo meccanismo tariffario da applicarsi agli scambi cross-border di gas che eliminino le barriere tariffarie esistenti tra Stati membri.
  2. Nel settore elettrico occorre intervenire sia sull’accelerazione del processo autorizzativo per lo sviluppo delle tecnologie di produzione da Fonte Rinnovabile, con particolare riferimento agli impegni delle Regioni per identificare le aree idonee per la costruzione della nuova capacità di generazione, sia procedendo rapidamente ad una riforma del mercato in grado di promuovere la generazione rinnovabile e trasferire al consumatore finale il trend di riduzione del costo delle nuove tecnologie, in relazione alla loro maggiore efficienza in termini di LCOE. A livello internazionale si dovranno inoltre sviluppare interconnessioni e opportuni strumenti per la collaborazione e l’accoppiamento dei mercati.

Inoltre, nell’ambito delle interlocuzioni sulla Legge di Bilancio, Confindustria ha proposto al Governo la costituzione di un Fondo per la Decarbonizzazione dei settori Hard to Abate, così da accelerare la transizione energetica e la sostenibilità ambientale dei processi produttivi in relazione ai nuovi obiettivi al 2030. Questo Fondo, in grado di attivare investimenti per oltre 15 miliardi di euro, potrebbe essere finanziato con il 30% dei proventi delle aste ETS limitatamente al periodo 2022-2026.

Infine, Aurelio Regina ha ricordato che le proposte dell’Audizione di oggi sono oggetto di una formale richiesta del Presidente Bonomi ai Ministri Cingolani, Giorgetti, Patuanelli e Franco, al fine di avviare una struttura di coordinamento straordinaria per la transizione energetica dei settori industriali a rischio di delocalizzazione.

 


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