Subito 5 miliardi, non è una cifra impossibile. E poi misure credibili - L’editoriale di Marcella Panucci su Huffington Post

06 giugno 2019 | Europa,Direttore Generale

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Tanto tuonò che piovve. Ieri la Commissione europea ha dichiarato che sarebbe giustificata una procedura verso l’Italia per disavanzo eccessivo per il mancato rispetto del criterio sul debito nel 2018, 2019 e 2020.

Nel suo editoriale per Huffington Post Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, analizza gli 
scenari di una procedura di infrazione all’Italia e le azioni possibili per evitarla. 

Il rapporto della Commissione non è niente di inatteso. Si limita infatti a prendere atto degli scostamenti dagli obiettivi di medio termine e a segnalarlo, come previsto da regole e procedure. Non inatteso, ma non per questo meno grave.

Perché bisogna in ogni modo evitare che il Consiglio Ecofin deliberi il prossimo 9 luglio di aprire una procedura contro l’Italia per violazione della regola del debito. E non sarà per nulla facile perché oltre alla Commissione, occorrerà convincere anche gli Stati membri.

Allo stesso tempo dobbiamo metterci a lavorare per la ripartenza della nostra anemica economia.

Partiamo dal primo punto. Quello che la Commissione chiede è in prima battuta un riallineamento di importo pari a più o meno 5 miliardi di euro necessari per colmare almeno in parte lo scostamento dagli obiettivi per il 2018. Una cifra non impossibile da recuperare.

E si potrebbe cominciare a farlo partendo dalla riallocazione in questa direzione dei risparmi derivanti da un utilizzo inferiore a quello stimato di reddito di cittadinanza e quota 100. Oltre a questo, bisognerebbe individuare alcune misure aggiuntive (possibilmente risparmi di spesa) da introdurre con la prossima legge di bilancio per colmare il restante gap.

In secondo luogo, ma ancora più importante, bisognerebbe rassicurare i nostri partner e chi finanzia il nostro debito pubblico, sulla nostra capacità di restituire i soldi che ci vengono prestati.

E per farlo serve un piano di medio termine che spieghi come l’Italia intende far fronte ai propri impegni, chiarendo quali misure intende adottare per ridurre lo stock di debito e, soprattutto, per migliorare il rapporto deficit/PIL e debito/PIL.  

È un ritorno all’austerità? No perché la composizione della manovra è normalmente considerata più importante del quantum. Siamo convinti che se si mette l’accento su più investimenti pubblici e privati e sul lavoro si rilancia l’economia e questo è più rilevante rispetto al contenimento del deficit.

Ma come farlo in maniera credibile? Oltre che indicando le misure che si vogliono adottare, chiarendo con quali risorse queste verrebbero finanziate e quali effetti sarebbero suscettibili di produrre sull’economia reale.

Credibile. Questa è la parola chiave. Perché se continuiamo a fare promesse che poi non manteniamo, o indicare capitoli su cui non siamo in grado - o non vogliamo - agire, credibili non lo saremo di certo.


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