AUDIZIONI PARLAMENTARI

Dlgs. IRPEF-IRES

28 novembre 2023

Politiche Fiscali

Politiche Fiscali

In materia di IRPEF, il decreto legislativo prevede diverse misure (accorpamento dei primi scaglioni IRPEF, aumento detrazione lavoro dipendente e no tax area, correttivo ai requisiti di accesso al trattamento integrativo al reddito) che, seppure aventi come obiettivo la riduzione del prelievo fiscale, non sono supportate da una prospettiva di medio-lungo termine.

Peraltro, fa da contraltare a tali interventi, una riduzione, nella misura fissa di 260 euro, della detrazione spettante per specifiche tipologie di oneri, per i contribuenti titolari di reddito complessivo superiore a 50 mila euro.

In generale, l’intervento di riforma dell’IRPEF appare parziale e non del tutto adeguato rispetto agli obiettivi assegnati.

Con riferimento alle misure in materia di IRES, si dispone una prima – e solo parziale – attuazione delle misure previste dalla legge delega. A differenza, infatti, di quanto contenuto in quest’ultima, lo schema di decreto legislativo prevede solo una agevolazione sul piano delle assunzioni, di applicazione complessa e di impatto limitato, valevole per il solo 2024.

A ciò si affianca l’ abrogazione definitiva dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica) che, stante la mancanza di misure sostitutive analoghe e di un ridisegno complessivo dell’IRES, comporterà un aumento del costo del capitale, facendo venir meno una leva importante alla patrimonializzazione delle imprese.


Regolamento europeo imballaggi

15 novembre 2023

Politiche per l'Ambiente

Politiche per l'Ambiente

Confindustria, Confagricoltura, Confcommercio, Confartigianato, Confcooperative, Federdistribuzione, Casartigiani e CLAAI, hanno espresso al Parlamento l’assoluta necessità di fare pressione sulle Istituzioni europee per un maggiore buon senso ed equilibrio nell’introduzione della nuova disciplina, ribadendo l’allarme che deriva dall’applicazione delle nuove norme.

Sono molti gli aspetti del provvedimento valutati come critici che, se approvato, rischiano di danneggiare un intero sistema di eccellenza. E’ a rischio oltre il 30% del PIL del Paese, decine di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Si tratta dei molteplici settori produttori di imballaggi, i loro fornitori di materie prime, dell’intera industria italiana del riciclo, delle imprese che utilizzano tali imballaggi per commercializzare ed esportare merci in Italia e all’estero, dall’agricoltura a tutte le filiere della produzione alimentare e della ristorazione, dalla cosmetica alla farmaceutica, dai pubblici esercizi al turismo, dalla piccola, media e grande distribuzione organizzata, al vending, alla logistica, ai produttori di macchinari. 

Le criticità del provvedimento, purtroppo, non sono “limitate” solo al tema del riuso a scapito del riciclo. Sono presenti, infatti, anche divieti di produzione per diverse tipologie di imballaggi monouso e l’identificazione, per alcune tipologie di imballaggi monouso, del cauzionamento.

DdL Bilancio 2024

14 novembre 2023

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Confindustria ha evidenziato, da un lato, che si tratta di una Manovra ragionevole nella misura in cui concentra le poche risorse disponibili sulla riduzione, seppur per il solo 2024, del cuneo contributivo; dall’altro ha rimarcato le carenze del provvedimento, in particolare sul versante degli investimenti e, più in generale, di una strategia per la crescita e la competitività.

Risultano infatti assenti interventi di ampio respiro dal lato dell’offerta necessari a sostenere la competitività delle imprese nel quadro dei nuovi paradigmi europei: dal Piano Industria 5.0, alle misure di sostegno, alla struttura finanziaria e alla patrimonializzazione delle imprese, che rischia invece di uscire indebolita dalla prospettata abrogazione dell’ACE.

Un’occasione mancata è anche l’assenza di una definitiva soppressione di plastic e sugar tax, soltanto rinviate.  

Generano da ultimo preoccupazioni le modalità con cui viene introdotto l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa a copertura dei danni catastrofali. Pur cogliendo un’esigenza importante, infatti, la declinazione della misura fa emergere, tra le altre cose, numerose incertezze interpretative ed applicative.


PdL salario minimo e giusta retribuzione

10 novembre 2023

Lavoro e Relazioni ...

Lavoro e Relazioni Industriali

Premesso che la regolazione dei minimi salariali costituisce un meccanismo fondamentale nel funzionamento del mercato del lavoro, va ribadito che in Italia, come noto, questa funzione è stata storicamente svolta dai contratti collettivi nazionali di categoria.

Confindustria ritiene opportuno che tale regolazione rimanga affidata alla contrattazione collettiva, per più motivi, anche se l’indiscriminato proliferare di contratti collettivi sottoscritti da associazioni di dubbia rappresentatività, pone come imprescindibile premessa che vengano introdotte disposizioni di legge volte ad individuare il contratto collettivo di riferimento, per ogni settore, che sia sottoscritto da agenti contrattuali effettivamente rappresentativi.

Confindustria ritiene comunque necessario sottolineare che, in ogni caso, il vero problema del rispetto di un salario minimo adeguato prescinda dalla fonte che ne determina la misura. Il problema vero, almeno in Italia, sembra essere quello degli strumenti volti a garantire l’effettivo rispetto del livello retributivo minimo, piuttosto che quello della fonte (legge o contratto collettivo), che ne determina la misura. 

In questo senso, l’introduzione di un salario minimo legale non risolverebbe, di per sé, il problema di adeguare i salari più bassi.

PdL Gestione emergenze

25 ottobre 2023

Affari Legislativi

Affari Legislativi

La Proposta di Legge interviene sull’attuale quadro normativo in materia di gestione delle emergenze di rilievo nazionale, ponendosi l’obiettivo di accelerare e semplificare sia gli interventi necessari al superamento della fase emergenziale, sia la realizzazione delle attività di ricostruzione, contenendo le tempistiche della gestione straordinaria.

In via generale, Confindustria apprezza l’iniziativa parlamentare, le cui logiche e finalità incontrano le esigenze che le imprese si trovano a fronteggiare ogniqualvolta accadimenti eccezionali pregiudicano il normale svolgimento delle attività produttive, minacciandone la stessa sopravvivenza.

L’intervento riformatore della PdL, oltre a imporre una seria riflessione sul livello di complessità del quadro normativo ordinario, evidenzia la necessità di introdurre, in maniera stabile, un quadro di norme derogatorie per far fronte a eventi sì eccezionali nella portata, ma sempre più ciclici in termini di frequenza.


PdL Ratifica CETA

19 ottobre 2023

Affari Internazionali

Affari Internazionali

In un contesto di crescenti spinte protezionistiche e crisi della governance multilaterale degli scambi, i trattati commerciali preferenziali tra paesi acquistano un ruolo centrale .

Il CETA – come più in generale tutti gli ultimi accordi siglati dalla UE con paesi terzi - ha avuto un forte impatto positivo sulle esportazioni italiane. Secondo stime del Centro Studi di Confindustria, ha generato una maggiore crescita delle vendite italiane in Canada di quasi il 10%, soltanto nei primi due anni.

Nel quinquennio 2017 (anno dell’entrata in vigore del CETA) al 2022 la dinamica positiva delle esportazioni italiane verso il Canada è stata ancora più marcata realizzando un tasso di crescita cumulato del 62,3%, molto più alto di quello raggiunto dalle vendite italiane nel mondo pari al 38%.

Secondo Federalimentare, che rappresenta 13 Associazioni nazionali di categoria dell’Industria degli alimenti e delle bevande, dall’entrata in vigore del CETA, nel quinquennio di riferimento, l’export italiano nel settore agroalimentare ha segnato una accelerazione sia con riferimento alle precedenti esportazioni in Canada che rispetto alla media dell’incremento del nostro export a livello mondo.


DL Energia

11 ottobre 2023

Energia

Energia

Il provvedimento, secondo Confindustria, si pone ancora nella logica delle misure congiunturali per affrontare le difficoltà scaturite dai rialzi dei prezzi a tutela del potere d’acquisto delle famiglie. Per quanto riguarda le imprese industriali ci troviamo in una fase che richiede una gestione ordinata e graduale per il passaggio dalle misure congiunturali, ancora necessarie, a quelle di carattere strutturale per fare fronte agli elevati costi dell’energia, che da sempre caratterizzano il nostro Paese.

Confindustria ritiene pertanto necessario proseguire e perfezionare le misure strutturali electricity e gas release introdotte dal Governo, in modo che possano dispiegare i loro effetti già a partire dall’inizio del 2024, non solo in termini di tutela contro il caro energia, ma anche per assicurare la sostenibilità e la competitività dei settori industriali. 

Abbiamo inoltre sottolineato come il nuovo articolo sulla riforma delle agevolazioni per gli energivori non chiarisca le lacune già esistenti e presenti fattori di incertezza di rilevante entità. A tutto ciò si aggiunga che la nuova disciplina impone una sanzione che appare sproporzionata e irragionevole: la restituzione di tutto il beneficio “indebitamente” percepito nel quadriennio, poiché priva di qualsiasi gradualità, esporrebbe le aziende ad un rischio esorbitante rispetto al beneficio potenzialmente ottenibile.

DL Sud

04 ottobre 2023

Coesione Territoriale

Coesione Territoriale

Il decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124 (cd. DL Sud) reca disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, rilancio dell’economia del Mezzogiorno e immigrazione.

Come noto, è necessario lavorare sullo sviluppo del Sud per riportare l’Italia intera su un sentiero di crescita robusta e di convergenza verso l’Europa. Le risorse oggi non mancano: sia il PNRR che la politica di coesione dedicano un’ampia dotazione agli interventi per il Sud. È decisivo, allora, spendere bene queste risorse e, per farlo, serve una visione di medio-lungo periodo, che le coordini in una strategia di politica economica.

Pertanto, Confindustria esprime una valutazione nel complesso positiva sul DL Sud, poiché esso muove da questi presupposti e agisce su queste direttrici. Al contempo, tuttavia, il provvedimento presenta elementi di potenziale criticità, che potrebbero indebolire il disegno e rispetto ai quali l’auspicio è che l’iter parlamentare possa costituire la sede per l’introduzione di alcuni correttivi.

In particolare, con riferimento al Fondo sviluppo e coesione, tra le altre cose, seppur condivisibile l’idea di un rafforzamento della regia nazionale per un più efficace utilizzo delle risorse e di un più esplicito legame col PNRR, occorrerà continuare a garantire uno stretto collegamento con la programmazione comunitaria, anche in un’ottica di valorizzazione delle esigenze dei territori. Inoltre, è importate assicurare che il Fondo venga maggiormente utilizzato come leva di sostegno agli investimenti.

Con riferimento alle ZES, nel passaggio al modello della ZES Unica per tutto il Sud, è necessario mantenere l’ancoraggio all'attuale strategia nazionale di sviluppo che le connota, valorizzando al contempo le specificità dei territori. Inoltre, occorre garantire continuità agli strumenti di incentivazione e di semplificazione propri dell’attuale impostazione, nonché prevedere un necessario coinvolgimento delle rappresentanze imprenditoriali nel nuovo modello di governance.


DdL Concorrenza 2022 - Senato

25 settembre 2023

Affari Legislativi

Affari Legislativi

La “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022” rappresenta un rilevante driver di politica economica nazionale, la cui approvazione costituisce, tra l’altro, un importante obiettivo del PNRR da raggiungere entro il quarto trimestre del 2023.

Il PNRR, infatti, annovera le misure per la promozione della concorrenza tra le riforme abilitanti, cioè tra gli interventi funzionali a garantirne l’attuazione, rimuovendo gli ostacoli che condizionano le attività economiche e la qualità dei servizi erogati a cittadini e imprese.

È fondamentale, quindi, che ai temi concorrenziali venga garantita un’adeguata centralità nel dibattito politico, rendendo consuetudinaria, anche per gli anni successivi alla conclusione del PNRR, l’adozione della legge annuale. Ciò agevolerebbe una strutturazione progressiva e sempre attuale degli interventi pro-concorrenziali, alla luce del quadro socioeconomico costantemente in evoluzione.

Con riferimento ai contenuti del provvedimento attualmente in esame al Senato, Confindustria ritiene, in linea generale, condivisibili le disposizioni previste. Auspichiamo, inoltre, che l’iter parlamentare possa costituire la sede per l’introduzione di ulteriori misure tese a rafforzarne la portata.


DL Asset

14 settembre 2023

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Lo scorso 7 agosto, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, recante disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici, cd. DL Asset.

Il provvedimento, da considerare quale “omnibus” alla luce della eterogeneità delle disposizioni previste, contiene diverse misure di interesse, finalizzate, tra l’altro, alla valorizzazione e supporto degli asset strategici.

In linea con gli obiettivi del decreto-legge, l’auspicio di Confindustria è che l’iter di conversione in legge possa rappresentare l’occasione per rafforzare la portata del provvedimento, includendo alcuni interventi necessari e urgenti per il mondo produttivo.


DdL Capitali

03 luglio 2023

Credito e Finanza

Credito e Finanza

Il Disegno di legge a sostegno della competitività dei capitali contiene, nel suo complesso, interventi positivi che appaiono concretamente in grado di favorire lo sviluppo del mercato dei capitali domestico, compiendo importanti passi nella direzione della semplificazione e della flessibilità normativa, nonché dell’aumento dell’attrattività della raccolta sui mercati capitali.

Il provvedimento recepisce infatti una serie di istanze e proposte che, negli ultimi anni, Confindustria ha contribuito a definire e si inserisce nel solco delle diverse analisi e iniziative avviate di recente a livello europeo e nazionale.

Appare quindi essenziale che l’iter del provvedimento si concluda in tempi brevi, così da rendere tempestivamente operative le misure proposte, anche se sarebbe utile cogliere l’occasione del dibattito parlamentare per rafforzare in alcuni punti l’impianto del DdL.


DL Alluvioni

21 giugno 2023

Affari Legislativi

Affari Legislativi

Confindustria esprime apprezzamento per la reazione immediata del Governo nella fase iniziale e più critica dell’emergenza, che ha consentito di definire un quadro di misure coerenti con le necessità impellenti dei primi giorni.

Emerge tuttavia preoccupazione rispetto all’attuale fase di gestione della “ripartenza”, che passa dal riconoscimento dei danni subiti da imprese e cittadini e da una rapida ricostruzione. A tale scopo, riteniamo indifferibile la definizione di un quadro organico delle modalità e delle disponibilità per gli indennizzi dei danni, diretti e indiretti, subiti dalle imprese.

Al contempo, le stesse misure del decreto-legge possono essere rafforzate per far sì che costituiscano un “ponte” efficace rispetto alla fase post emergenziale. Tra i principali correttivi di breve termine, vi è la necessità di poter rateizzare le imposte e i contributi, di allungare la durata della sospensione del pagamento delle rate di mutui e finanziamenti, di innalzare l’importo massimo garantito dell’intervento del Fondo di garanzia per le PMI e di estendere la garanzia alle “Mid Cap”.

Riteniamo inoltre necessario un allungamento del periodo di cassa integrazione per i dipendenti privati impossibilitati in tutto o in parte a recarsi al lavoro e la completa detassazione e decontribuzione delle erogazioni liberali effettuate dalle imprese in favore dei dipendenti residenti nei comuni alluvionati, nonché la detassazione dei contributi pubblici erogati a favore di imprese che operano nei medesimi territori, a compensazione dei danni subiti a seguito dell’alluvione.  


Dove siamo
Complementary Content
${loading}