COMUNICATI STAMPA

MEDEF-CONFINDUSTRIA: POLITICA INDUSTRIALE E COMPETIVITA’ IMPRESE SIANO AL CENTRO DELL’AZIONE EUROPEA
Bonomi: Italia e Francia insieme possono assumere un ruolo decisivo in Europa
Roux de Bézieux: le imprese francesi e italiane sono sempre state unite

 
Roma, 26 maggio 2023 – Si è svolto questa mattina a Roma, presso la sede di Confindustria, il quinto Forum Economico franco-italiano in cui i presidenti di MEDEF Geoffroy Roux de Bézieux e Confindustria Carlo Bonomi hanno riaffermato la determinazione nel proseguire e rafforzare la loro collaborazione nel solco del Trattato del Quirinale e hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di una politica industriale europea forte ed efficace.
Al centro dei lavori la competitività del tessuto industriale rispetto al nuovo scenario geopolitico, il supporto agli investimenti necessari alle transizioni e il contributo dell’asse industriale italo-francese per un’economia europea più solida.  

Al termine del Vertice bilaterale i presidenti delle due Associazioni industriali hanno firmato una dichiarazione congiunta articolata in diversi punti. Tra i principali: avviare rapidamente un’ambiziosa riforma del mercato elettrico; prevenire gli effetti distorsivi degli aiuti di Stato sul mercato interno; sostenere il pieno utilizzo degli strumenti di difesa commerciale; istituire un Fondo per la sovranità europea a supporto della capacità produttiva industriale; semplificare il quadro normativo europeo anche attraverso studi di impatto sulle pmi per ogni nuova legislazione.

“La visione di politica industriale e la competitività delle imprese devono tornare centrali in Europa. Le sfide gigantesche che abbiamo di fronte, tra cui la transizione green e digitale, vanno accompagnate e governate agendo principalmente su tre capitoli: l’introduzione di strumenti specifici come un Fondo di sovranità europeo, adeguatamente finanziato e strutturato; la promozione di un nuovo Patto di stabilità e crescita, in cui vanno invertiti i fattori, perché è la crescita a garantire la stabilità; la semplificazione del contesto regolamentare per creare le condizioni che agevolino gli investimenti”, ha detto il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi. “In questo quadro le relazioni tra Italia e Francia sono fondamentali e Confindustria e Medef possono ulteriormente rafforzarle continuando a collaborare, come hanno sempre fatto. I nostri due Paesi insieme possono assumere un ruolo decisivo in Europa sia per costruire un tessuto industriale ancora più solido sia per rafforzare la coesione. Solo un’Europa unita che abbia nell’industria il suo asset primario può garantire un futuro alle prossime generazioni”.

“Al di là delle turbolenze politiche tra i nostri due paesi, le imprese francesi e italiane hanno scelto la strada dell’unità e della cooperazione a favore della sovranità e della competitività europea”, ha aggiunto il Presidente di MEDEF Geoffroy Roux de Bézieux.


CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL E UIL – INSIEME PER LA SOLIDARIETÀ PER L’EMILIA ROMAGNA. AL VIA FONDO COMUNE

Roma, 20 maggio 2023 - Confindustria e Cgil Cisl Uil, di fronte alla drammaticità degli eventi che si sono verificati a seguito dell’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna, sono vicini e esprimono la massima solidarietà alle popolazioni così duramente colpite. Per questo hanno deciso di prendere insieme un impegno concreto e di sostenere una iniziativa congiunta di aiuto ai cittadini, ai lavoratori ed al sistema produttivo profondamente ferito.
 
Stanno, pertanto, attivando un “Fondo di intervento per la popolazione dell’Emilia Romagna” nel quale confluiranno contributi volontari da parte dei lavoratori pari ad un’ora di lavoro e un contributo equivalente da parte delle imprese. 
 
Confindustria e Cgil, Cisl e Uil effettueranno una valutazione puntuale sulle modalità dell’intervento a sostegno nei modi e con le forme che ne garantiscano la certezza della destinazione e la più rapida utilizzazione.


SCUOLA, CONFINDUSTRIA: DA ITS OCCUPAZIONE RECORD. DA FONDI PNRR 19 MLD, OPPORTUNITA’DA NON PERDERE
Brugnoli agli StaDi Generali dell’Orientamento: 3 milioni di Neet, politica ha perso di vista i giovani

Roma, 17 maggio 2023 - Si sono svolti questa mattina allo stadio Benito Stirpe di Frosinone gli Stadi Generali dell'Orientamento organizzati da Confindustria. Quasi 4 mila gli studenti provenienti da tutta Italia che hanno ascoltato le testimonianze e i consigli per scegliere i percorsi di studio che offrono le maggiori opportunità di occupabilità e dunque più vicini al sistema industriale.

"In Italia ci sono tre milioni di Neet, ragazzi che non studiano e non lavorano, un abbandono scolastico stabilmente a doppia cifra, con picchi drammatici al Sud, un tasso di disoccupazione giovanile tra i peggiori a livello internazionale. Significa che in Italia un problema c'è: governi e politica, in questi anni, hanno perso di vista i giovani. E la scuola è sempre al centro dei programmi elettorali per poi essere dimenticata", ha detto Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano di Confindustria. "Ma il nostro Paese, che è la seconda potenza manifatturiera d'Europa, non può permettersi un simile spreco di talenti. Eppure gli Its Academy sfiorano il 90% di placement. L'Italia deve quindi far decollare quella seconda gamba professionalizzante che ha fatto la fortuna di mezza Europa e puntare sulle materie scientifiche ad alto contenuto di innovazione. II Pnrr destina 19,44 miliardi di euro al potenziamento dell’istruzione. Una quantità di risorse senza precedenti che dobbiamo spendere e, soprattutto, farlo bene: sulla formazione, sull'edilizia scolastica, sui collegamenti con il mondo del lavoro. La scuola è il vero investimento sul futuro. Non sprechiamo questa opportunità".

Tra le testimonianze e i suggerimenti per intraprendere un percorso che porti a un'occupabilità di qualità e coerente con gli studi fatti, quelli di Giovanni Brugnoli, Vicepresidente di Confindustria per il capitale umano, e Francesca Mariotti, Direttore Generale Confindustria; di Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuseppe Valditara, Ministro dell'Istruzione e del Merito, Cristina Grieco, Presidente Indire, Claudio Gagliardi, Vice Segretario generale Unioncamere, Giuseppe Biazzo, Vice Presidente Unindustria, Federico Visentin, Presidente Federmeccanica, e Riccardo Mastrangeli, Sindaco di Frosinone; oltre alle raccomandazioni e gli esempi raccolti dall'imprenditore Brunello Cucinelli, dallo scultore Jago, dal campione del Mondo 2006 e allenatore Frosinone Calcio Fabio Grosso e dal Presidente Settore Tecnico FIGC Demetrio Albertini, che ha presentato la Nazionale Italiana degli ITS ACADEMY stilata con il contributo di Indire

Durante la seconda parte della mattinata, nelle tribune dello stadio sono stati allestiti degli spazi di incontro e confronto con i ragazzi per fargli cogliere le opportunità di orientamento da molteplici punti di vista: con Brunello Cucinelli e Jago sui temi di creatività, bellezza, umanesimo tecnologico; con gli atleti dell'Associazione Sportiva Luiss per l'orientamento attraverso lo sport; con l'ITS Meccatronico del Lazio, ITS Lazio Digital Academy, Accademia delle Belle Arti di Frosinone e Università di Cassino e del Lazio Meridionale, in collaborazione con R-Store; con UMANA per le attività di gioco orientativo sulle soft skills e la mappa dell’orientamento; con il Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo per pensare al futuro con l'educazione finanziaria attraverso quiz ed esercitazioni interattive-digitali per imparare a gestire i propri budget; con la Fondazione Bracco per discutere di STEM e superamento degli stereotipi di genere; con Indire per parlare di Erasmus, delle competenze degli studenti negli ITS e le opportunità di internazionalizzazione. Una tribuna è stata poi dedicata all'esposizione e alla premiazione del progetto "Eureka! Funziona!" di Federmeccanica, dove 500 bambini della scuola primaria hanno presentato i giocattoli da loro realizzati.

Unindustria, Federmeccanica, Luiss, l'ITS meccatronico del Lazio e l'Accademia di Belle Arti di Frosinone sono Partner dell'iniziativa, realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Umana, in collaborazione con il Museo del Risparmio, con il contributo di Fondazione Bracco, Fondazione Mai, R-Store, l'Associazione Sportiva Luiss e l'Università di Cassino e del Lazio Meridionale, insieme a Cotral, associato Agens, in qualità di Mobility Partner.
La giornata degli Stadi Generali dell'Orientamento gode del Patrocinio di FGIC, Indire e Unioncamere.


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CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA E TEAMSYSTEM ELABORANO RTT INDEX, IL NUOVO INDICATORE CHE ANALIZZA TEMPESTIVAMENTE L’ANDAMENTO DELLE IMPRESE

Real Time Turnover Index fornisce mensilmente la dinamica del fatturato del sistema produttivo italiano

Milano, 11 maggio 2023 – RTT Index è un nuovo indicatore in grado di fornire un quadro rappresentativo e tempestivo del sistema produttivo italiano, attraverso l’analisi della variazione percentuale del fatturato – in termini congiunturali – di tutti i macrosettori economici.

Elaborato dal Centro Studi Confindustria e TeamSystem, è stato presentato oggi in occasione dell’evento “Made in Italy: nuovi scenari per le imprese” organizzato insieme ai Giovani Imprenditori di Confindustria, in Assolombarda.

RTT Index sarà, ogni mese, il primo dato disponibile sull’economia reale rispetto agli indici esistenti oggi. Inoltre, offre un dettaglio per territori (quattro macroaree), settori economici (quattro macrosettori) e dimensioni delle imprese (microimprese, PMI e grandi imprese). E, per Istituzioni e aziende, è un ulteriore strumento per analizzare le dinamiche in atto.

Le stime preliminari elaborate dal CSC sul mese di aprile 2023, caratterizzato da inflazione ancora alta e da ulteriori aumenti dei tassi di interesse effettuati dalla BCE, attestano per l’RTT Index un valore di 96,4 (posto pari a 100 il valore di trend). L’indice raffigura un'economia che mostra segni di rallentamento per la prima volta dopo due mesi di crescita.

La frenata non è uniforme tra settori, aree geografiche e fasce dimensionali. Fanno meglio dell’aggregato le imprese del Mezzogiorno (117,7), quelle di medie dimensioni (98,7) e le attività industriali (98,5). 

 L’RTT Index è un’elaborazione realizzata dal Centro Studi Confindustria su un campione delle società di capitali esistenti in Italia – e rappresentativo dell’universo di imprese – costruito partendo dal patrimonio informativo di TeamSystem attraverso l’analisi aggregata di dati riferibili a persone giuridiche.



CONFINDUSTRIA E LUISS PRESENTANO IL TERZO RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO IMPRESE ESTERE
Tra il 2019 e il 2022 le multinazionali sono rimaste in Italia a presidio delle filiere internazionali

Roma, 5 maggio 2023 - Sono 15.631 le imprese a controllo estero attive in Italia e forniscono un contributo significativo all’economia nazionale, rappresentando dei partner strategici per la crescita della competitività del paese: impiegano l’8,8% degli addetti, realizzano il 19,0% del fatturato, il 16,5% del valore aggiunto e il 26,8% della spesa in ricerca e sviluppo, il 32,3% dell’export e il 50,3% dell’import di merci. 


Sono i numeri del Terzo Rapporto realizzato dall’Osservatorio Imprese Estere di Confindustria e Luiss, in collaborazione con ISTAT, Scuola IMT Alti Studi Lucca e ICE-Agenzia, “Le imprese estere in Italia: tra segnali di ripresa e nuovi rischi globali”, presentato oggi a Roma presso The Dome – Campus Luiss in occasione del primo Annual Meeting dell’Advisory Board Investitori Esteri (ABIE) di Confindustria, dal titolo “Le imprese globali e il mondo che verrà”. Il Rapporto, oltre ad aggiornare i dati sulle caratteristiche delle multinazionali nel contesto del sistema produttivo italiano, analizza il contributo di queste realtà all’export, alle filiere di riferimento e ai territori in cui operano, alla luce della “doppia crisi” generata da Covid-19 e all’effetto combinato dell’ondata inflazionistica e delle tensioni geo-politiche.


Dal Rapporto emerge che le imprese estere che hanno investito in Italia mostrano una minor propensione a disinvestire tra il 2019 e il 2022 rispetto a quanto succede negli altri mercati globali, preferendo restare nel Paese con un presidio per lo più a valle delle filiere internazionali. La riorganizzazione delle filiere intra-gruppo al di fuori dei confini nazionali mostra come sia stata avviata una tendenza alla semplificazione, con filiere relativamente più corte e maggiormente differenziate geograficamente e infatti alcune proiezioni segnalano che, nonostante l’Italia sia stata colpita in modo importante dalla pandemia, non ci sia l’intenzione di dismettere le affiliate in Italia da parte degli head quarters. 


Inoltre, il Rapporto attesta che, rispetto al 2021, le imprese a controllo estero in Italia nel 2022 hanno registrato una crescita del 21% delle esportazioni verso i Paesi esteri, che corrisponde all’incremento più alto in rapporto a tutte le altre tipologie di imprese che operano nel Paese.

“Le imprese a capitale estero sono determinanti per la crescita del nostro paese e i lavori dell’Osservatorio consentono di individuarne con chiarezza le ragioni. La proposta che portiamo al Governo è di organizzare annualmente un incontro con i CEO globali, come avviene già in tanti altri paesi nostri competitor, per attrarre e pianificare gli investimenti strategici del prossimo futuro. Noi siamo disponibili da subito ad attivarci e collaborare all’organizzazione dell’iniziativa”, ha dichiarato la Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria e presidente di ABIE, Barbara Beltrame Giacomello.


“Il Rapporto dell’Osservatorio sulle imprese estere in Italia ci offre un quadro davvero interessante del fenomeno confermando la sua vitale importanza per la crescita dell’economia nazionale. Ricercare, classificare, approfondire gli aspetti che più e meglio possono contribuire a creare connessioni e collaborazioni tra aziende e sistemi industriali è un compito sfidante per una Università come la Luiss sempre più impegnata ad affermare il suo ruolo strategico di hub di formazione euromediterranea”, ha detto il Presidente Luiss Vincenzo Boccia.


“I dati del Rapporto confermano che le imprese italiane a controllo estero svolgono un ruolo sempre più cruciale per lo sviluppo dell’economia del nostro Paese. Per fornire una fotografia del comparto, nel 2020 le 15.631 imprese a controllo estero presenti in Italia hanno generato un fatturato di quasi 548 miliardi di euro e un valore aggiunto di circa 122 miliardi di euro. Nell’ultima edizione del rapporto abbiamo consolidato ulteriormente i risultati e analizzato le serie storiche che ci permettono di dire che le imprese a capitale estero, sempre più radicate sul territorio e interconnesse con le comunità locali su cui insistono, si distinguono per la loro maggiore propensione a investire e a innovare, ma anche per la capacità di portare nel Paese una nuova cultura aziendale, con benefici diffusi”, ha affermato Marco Travaglia, Coordinatore dell’Osservatorio ABIE e Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Nestlé in Italia.

 

L’Advisory Board Investitori Esteri (ABIE) è il gruppo tecnico di Confindustria in cui siedono i vertici delle più importanti aziende internazionali con una sede in Italia e ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione del ruolo che le imprese a capitale estero svolgono per il nostro paese, ponendo l’accento sulla connessione esistente tra investitori esteri e mondo imprenditoriale italiano. L’ABIE, inoltre, svolge un ruolo di supporto dei policy maker e degli operatori delle strutture tecniche fornendo indicazioni sui fattori che possono contribuire alla promozione dell’Italia come primaria destinazione di business. 


Il Rapporto è scaricabile sul sito dell'Osservatorio Imprese Estere: https://impreseestere.it/

 



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CONFINDUSTRIA INAUGURA LA PRIMA SEDE DI RAPPRESENTANZA IN ASIA, A SINGAPORE
Baroni: “supporteremo le imprese italiane a proiettarsi nel Sud-est asiatico”
 

Singapore, 2 maggio 2023 - Confindustria ha inaugurato oggi la sua prima sede di rappresentanza in Asia, nella città Stato di Singapore. L'obiettivo è quello di garantire una presenza stabile nel Paese ed essere l’interlocutore primario delle imprese italiane, al fianco della nostra rete diplomatica e commerciale. Sfruttando la piattaforma logistica, infrastrutturale e tecnologica offerta da Singapore, la nuova sede dell’Associazione supporterà le aziende italiane a proiettarsi nel Sud-est asiatico. La scelta di quest’area è stata elaborata tenendo in considerazione diversi fattori. Prima di tutto ha un’economia sempre più basata sulla conoscenza e sull’alto valore aggiunto, trainata da settori come quello energetico, biomedicale, delle nanotecnologie, dei beni industriali avanzati e dei beni di consumo di segmento medio-alto. Comparti, questi, su cui l’Italia sta fortemente investendo in un’ottica di transizione ecologica e digitale. Inoltre, Singapore vanta un sistema fiscale tra i più vantaggiosi al mondo e destina ingenti fondi pubblici alle infrastrutture, all’economia digitale, ed agevolazioni fiscali per le PMI che investono nello sviluppo tecnologico. Non a caso, la World Bank ha collocato quest’area al secondo posto nella classifica “Doing business” come ambiente ottimale per fare impresa.

Dopo l’apertura dell’ufficio di Kiev, oggi Confindustria dà seguito al progetto "Confindustria nel Mondo", fortemente voluto dal presidente Carlo Bonomi, che mira a rafforzare la presenza dell'Associazione all'estero ed a rilanciare la presenza delle imprese italiane nel mondo, non solo come opportunità di business ma anche come occasione culturale, e simbolo di libertà, commerciale e di pensiero.  

Due i momenti principali dell’iniziativa: la cerimonia di presentazione presso l’Ambasciata d’Italia a Singapore a cui è intervenuto, tra gli altri, l’Ambasciatore Mario Andrea Vattani e il Presidente Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria Giovanni Baroni e l’inaugurazione dell’ufficio, presso la Camera di Commercio Italiana a Singapore alla presenza del Presidente Gionata Bosco.

“L'ufficio che abbiamo inaugurato fornirà alle aziende italiane gli strumenti necessari per investire in una delle regioni a più rapida crescita al mondo e assicurerà all'Associazione una visione più approfondita e puntuale sui mercati più promettenti di quest’area – ha commentato Giovanni Baroni, Presidente Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria. “Diverse imprese associate sono già presenti stabilmente nel Sud-est asiatico, ora il nostro obiettivo è quello di accompagnare nella Regione un numero crescente di aziende, di tutte le dimensioni, affinché possano cogliere nuove opportunità e creare ulteriori partnership industriali. La nostra presenza in quest’area, infatti, è ancora inferiore rispetto a quella di altri Paesi europei, soprattutto in rapporto alle dimensioni dell'economia italiana. Tuttavia, con l’apertura della nostra sede, avvenuta con la collaborazione di due tra i più importanti attori della promozione internazionale della nostra industria, come l’Ambasciata italiana e la Camera di Commercio italiana a Singapore, siamo sulla strada giusta per invertire questa tendenza. Siamo convinti che la sinergia tra il sistema pubblico e quello privato sia la soluzione vincente per lavorare insieme ad un obiettivo comune: la crescita e lo sviluppo del sistema economico italiano”.
 
Interscambio ed opportunità per le imprese italiane

Singapore è di gran lunga il primo mercato per le vendite italiane nel Sud-est asiatico, rappresenta infatti circa il 27% del totale delle esportazioni italiane nella Regione ASEAN (dato 2022, fonte ISTAT). Nonostante la difficile congiuntura, l’export italiano a Singapore si è attestato nel 2022 a 2,4 miliardi di euro (+10,5% rispetto al 2021). Tuttavia, le quote di mercato restano ancora al di sotto delle reali potenzialità e ci sono interessanti margini di incremento per le collaborazioni industriali: l’Italia si posiziona, infatti, al 19°posto come fornitore e al 31° posto come cliente di Singapore, con una quota di mercato pari rispettivamente all’1,3% e 0,3%.

I settori industriali con maggiori opportunità per le nostre aziende sono quelli ad alto valore aggiunto: meccanica avanzata, prodotti chimici, comparti “tradizionali” del lusso, (abbigliamento, pelletteria, calzature, gioielleria, mobili, autovetture sportive, etc.), componentistica auto, componentistica elettronica, engineering, telecomunicazioni, farmaceutico e biomedicale, energie rinnovabili. Singapore, rappresenta un ‘hub’ strategico di prioritaria importanza soprattutto per le imprese italiane ad alto contenuto tecnologico, una vera e propria “piattaforma naturale” per accedere non solo ai mercati ad alto potenziale della Regione ASEAN ma anche ai più importanti mercati globali attraverso rotte commerciali preferenziali.

È importante, inoltre, ricordare a Singapore sono presenti, in particolare presso il porto e l'aeroporto di Changi, alcune Free Trade Zones in cui vige un’esenzione dai dazi di importazione e dove è possibile quindi stoccare la propria merce per la ri-esportazione nell'area e/o la vendita a terzi, senza il pagamento di tariffe doganali né della GST (IVA a Singapore).


ITALIA-LITUANIA: OGGI IL BUSINESS FORUM IN CONFINDUSTRIA 
Pan: Spazi di collaborazione in ambito green. Bene il Net-Zero Industry Act, ma attenzione alla neutralità tecnologica
 
Roma, 28 aprile 2023 – Si è svolto questa mattina, presso la sede di Confindustria, il Business Forum Italia – Lituania “Moving towards Net-Zero Industry growth”, cui hanno partecipato oltre 60 tra aziende, banche e associazioni dei due paesi. L’incontro è stato l’occasione per le imprese italiane e lituane di approfondire la conoscenza reciproca e incrementare le relazioni commerciali bilaterali. Al Forum hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente della Repubblica di Lituania Gitanas Nausėda, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente della Lithuanian Confederation of Industrialist (LPK) Vidmantas Janulevičius e per Confindustria il Delegato del Presidente per l’Europa Stefan Pan. Al termine dei lavori, tra aziende italiane e lituane si sono svolti 50 incontri di business.
 
Le relazioni economiche bilaterali tra Roma e Vilnius sono solide e in costante crescita, raggiungendo i 2,8 miliardi di euro nel 2022, oltre il 20% in più rispetto al 2021. Le esportazioni italiane, per un valore di 1,4 miliardi di euro, sono cresciute di quasi il 20% rispetto al 2021, concentrandosi nei settori dei macchinari, tessili e abbigliamento, prodotti alimentari, metalli, sostanze e prodotti chimici. L’Italia è inoltre, all'interno dell'UE, il 7° partner commerciale della Lituania, il 5° paese fornitore e il 9° paese destinatario dopo Germania, Polonia e Lettonia. Gli investimenti italiani in Lituania ammontano a 36,1 milioni di euro con una presenza di circa 50 aziende operanti in particolare nel settore manifatturiero, del commercio e dei servizi alle imprese oltre a importanti aziende del settore tessile, agroalimentare e automobilistico.
 
Tra i temi al centro del confronto, le opportunità di collaborazione in alcuni settori chiave, come l’economia circolare, l’automotive, il digitale, le energie rinnovabili e la transizione energetica. Le industrie manifatturiere hanno dedicato particolare attenzione all’ambizione dell’Europa di diventare leader globale nella creazione di un'economia Net-Zero. Un campo che può rappresentare un volano per rafforzare i rapporti economici bilaterali tra Italia e Lituania, le cui economie sono entrambe a trazione manifatturiera ed hanno un potenziale di partnership da sviluppare ulteriormente.
 
“Tra Italia e Lituania gli sviluppi delle tecnologie verdi e a energia zero, rappresentano un settore di cooperazione sfidante e promettente”, ha detto il Delegato del Presidente di Confindustria per l’Europa Stefan Pan. “In questo senso, Confindustria accoglie con favore il Net-Zero Industry Act e la sua attenzione alla costruzione di una solida base industriale per le tecnologie a zero emissioni nette dell'UE. Si tratta di un'opportunità unica per sostenere gli investimenti e aumentare la competitività industriale dell'Unione. Tuttavia, per raggiungere gli importanti obiettivi che il Piano si prefigge, riteniamo che debbano essere prese in considerazione tutte le diverse tecnologie, sulla base di criteri di efficacia dei costi e di neutralità”.  
 
“Questo Forum è un passo importante nella cooperazione commerciale lituano-italiana, che aumenta le opportunità di business e innovazione e accresce i nostri investimenti nella scienza e nella tecnologia. Sono certo che presto assisteremo a un maggiore flusso di investimenti sia dall'Italia alla Lituania che dalla Lituania all'Italia. L'Europa è sulla strada di un'economia sostenibile e circolare e possiamo accelerare questo percorso condividendo il know-how e le migliori pratiche dei nostri paesi”, ha affermato il Presidente della Lithuanian Confederation of Industrialist (LPK) Vidmantas Janulevičius.


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RAPPORTO REGIONALE PMI FOCUS MEZZOGIORNO E PUGLIA


MEZZOGIORNO A LUCI E OMBRE: PMI RESILIENTI SU FATTURATO E MOL

PEGGIORA IL CLIMA DI BUSINESS, NEL 2022 IN PUGLIA PERSO IL 13,7% DELLE IMPRESE

 
Bari, 26 aprile 2023 – È stato presentato oggi il focus territoriale Mezzogiorno-Puglia del Rapporto Regionale PMI 2022 realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con Unicredit. Si tratta di un approfondimento sulla performance delle PMI pugliesi e del Mezzogiorno che ha l’obiettivo di stimolare un confronto con i vari stakeholder pubblici e privati sulle proposte di policy.

Il Rapporto Regionale PMI 2022 analizza gli andamenti e le prospettive delle 160 mila società italiane che - impiegando tra 10 e 249 addetti e con un giro d’affari compreso tra 2 e 50 milioni di euro - rientrano nella definizione europea di piccola e media impresa, e generano un valore aggiunto complessivo pari a 204 miliardi di euro. Lo studio tiene conto del perdurare del conflitto russo-ucraino e della persistenza dei rincari sul mercato delle materie prime.
 
Nell’evento che si è tenuto a Bari, realizzato in collaborazione con Confindustria Puglia, è emerso come la tendenza in atto sia un aumento dei divari tra Mezzogiorno e resto del Paese, cui sembra aggiungersi una nuova divergenza tra Italia e resto d’Europa.
 
L’indicatore più importante che evidenzia questa doppia divergenza è il PIL pro capite (dati Eurostat, confronto 2008 – 2021, valori nominali). L’Italia, nonostante nel periodo considerato veda crescere i valori di tale indicatore, sperimenta un impoverimento relativo rispetto agli altri paesi europei, tanto da raggiungere nel 2021 valori inferiori alla media europea. Eurostat calcola per il 2021 un PIL pro-capite per l’Italia di 30.100 euro, inferiore al valore medio europeo (32.400 euro). Divergenze importanti e crescenti persistono tra le macroaree: 37,3mila euro nel Nord-Ovest, 35,8mila euro nel Nord-Est, 31,1mila euro al Centro, 20,2mila euro al Sud e 19,3mila nelle Isole. La Puglia fa registrare un valore di PIL pro-capite pari a 19,9 mila euro.
 
La politica di coesione costituisce uno degli argini a questa doppia deriva, anche se purtroppo sembra essere meno efficace del suo potenziale. Ma è dall’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse della coesione che passa molto del futuro dei nostri territori.
 
Tra politica di coesione europea e nazionale, per il periodo di programmazione 2014 – 2020, l’Italia ha potuto contare su 126 mld di euro. Di questi solo il 59% è stato impegnato, mentre le spese rendicontate ammontano a 43 mld, il 34%. Per i prossimi anni le principali risorse disponibili per gli investimenti saranno proprio quelle europee: PNRR e Coesione, che dovranno essere progettate e implementate in maniera sinergica, preservando però allo stesso tempo le allocazioni territoriali stabilite.
 
In questo scenario, che mostra un preoccupante aumento dei divari, il settore produttivo delle PMI mostra una resilienza importante. Le stime realizzate da Cerved evidenziano, infatti, che anche nel 2022 prosegue il trend di crescita del fatturato e Mol delle piccole e medie imprese. I fatturati reali, al netto dell’inflazione, crescono del 2,4% a livello nazionale e del 2,1% nel Mezzogiorno e in Puglia.  Lo stesso dicasi per il Mol (+2,9%), che registra un aumento più marcato nelle regioni del Sud (+3,7%) e in Puglia (+3,2%).
 
Gli effetti del peggioramento della congiuntura, invece, si sono manifestati in modo più immediato su redditività netta e utili: il ROE delle PMI del Mezzogiorno risulta in calo di quasi un punto (dal 13,0% al 12,2%), contro una media Italia di 0,6 (dal 12% all’11,4%). In forte aumento anche la quota di PMI che nel 2022 chiudono il bilancio in perdita (dal 9,4% al 25,4% nel Mezzogiorno).  
 
L’analisi della demografia di impresa fa registrare un peggioramento del clima di business e una sorta di inversione di tendenza rispetto alla stabilizzazione osservata negli ultimi anni. In particolare, i tassi di natalità nel 2022 risultano in flessione del 10,6% rispetto al 2021 (-10 mila nuove imprese in meno). A livello territoriale, il Mezzogiorno risulta l’area geografica più colpita (-13,2%), con la Puglia al 13,7%.  

Il trend delle abitudini di pagamento delle PMI evidenzia anch’esso un peggioramento, con la quota di fatture non saldate che ritorna a crescere negli ultimi mesi del 2022. A dicembre 2022 la percentuale di mancati pagamenti è del 29,4% a livello nazionale, con il Mezzogiorno al 39,5% e la Puglia al 39,6%. In aumento anche il rischio prospettico delle PMI, misurato attraverso il Cerved Group Score: nello scenario più pessimistico la quota di PMI in classe di rischio potrebbero passare dall’8,2% al 9,0% a livello nazionale, con un impatto più rilevante nel Mezzogiorno (dal 10,3% all’11,6%) e in Puglia (dal 9,4% al 10,5%).


I saluti introduttivi sono stati affidati a Vito Grassi e Sergio Fontana.

“La frattura economica e sociale su scala territoriale rappresenta un freno alla crescita economica complessiva, per il Mezzogiorno e per il Centro-Nord. Per riuscire a colmare i divari che caratterizzano il nostro Paese, l’efficace attuazione del PNRR e il rilancio della Politica di coesione rappresentano quindi una sfida cruciale per l’Italia, sia in termini di opportunità di crescita, sia in termini di credibilità verso l’Unione Europea - ha affermato Vito Grassi, Vicepresidente di Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di Coesione territoriale. Confindustria sta facendo la propria parte nel fornire proposte e contributi, come nelle recenti occasioni di confronto con il Ministro Fitto, che ha illustrato l’idea del Governo di integrare PNRR e politica di coesione. L’ipotesi di una rimodulazione, pur condivisibile nella sua ratio, - avverte Grassi - dovrà tener conto dei criteri di allocazione territoriale e dell’obiettivo prioritario che Pnrr e Fondi Coesione si prefiggono, vale a dire di ridurre i divari (anche) territoriali e riallineare il Mezzogiorno su un sentiero di crescita nazionale”.

“Le nostre imprese hanno saputo mantenere un loro dinamismo in uno dei periodi storici più complessi degli ultimi anni, nonostante la pandemia, il conflitto russo ucraino e le complicazioni sorte a causa del caro energia. Nei prossimi mesi auspichiamo una ripresa più sostenuta e duratura che si potrà consolidare grazie all’impatto che verrà dagli investimenti finanziati dal Piano europeo così come dai fondi di coesione per i quali ribadisco la necessità e l’urgenza che vengano assegnati alle Regioni in ritardo di sviluppo e in grado di spenderli bene. Per la Puglia c’è l’opportunità di spendere un miliardo e mezzo di nuovi investimenti. Sono fiducioso che il nostro Stato e la Puglia saranno in grado di non perdere questa occasione”. Così Sergio Fontana, Presidente di Confindustria Puglia.

Alla tavola rotonda sono intervenuti Emanuele Orsini, Andrea Mignanelli e Remo Taricani.

“Le imprese italiane stanno affrontando un nuovo scenario di complessità e incertezza, caratterizzato dal repentino rialzo dei tassi, che preoccupa le imprese e ne peggiora la situazione finanziaria già appesantita dall’ampio ricorso al debito necessario per rispondere alla pandemia e al caro energia e materie prime – ha rilevato Emanuele Orsini, Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco. In questo sce­na­rio è essenziale sostenere i nuo­vi in­ve­sti­men­ti delle imprese, in particolare delle PMI, che sono determinanti, insieme a quelli pubblici, per affrontare da protagonisti le transizioni epocali in atto e per colmare i divari di sviluppo dell’Italia, così da promuovere competitività e crescita non solo del Mezzogiorno, ma di tutto il Paese. Per questo – ha aggiunto Orsini - servono interventi tesi a sostenere la liquidità e favorirne l’accesso a strumenti di finanza alternativa. Vanno sfruttate appieno le leve strategiche rappresentate dalla politica di coesione e dal PNRR, e si deve puntare su una ri­for­ma fiscale che fa­vo­ri­sca gli investimenti, preservando le misure agevolative efficaci oggi esistenti, a partire dai crediti d’imposta 4.0 e da quelli per il Mezzogiorno e le ZES”.


“In uno scenario economico caratterizzato da sfide strutturali e nuove incertezze, è fondamentale intervenire nei processi strategici con decisioni data-driven – ha detto Andrea Mignanelli, Amministratore Delegato di Cerved – Per spingere il Paese verso la trasformazione digitale e sostenibile, Cerved mette a disposizione algoritmi e modelli decisionali basati su un patrimonio unico di dati, scoring e analytics.”

Infine, Remo Taricani, Deputy Head di UniCredit Italia ha spiegato: “Dal rapporto emerge come le imprese del Mezzogiorno mostrano una certa resilienza, ma sono quelle che rischiano di subire maggiormente gli effetti dell’attuale scenario geopolitico e dei rincari dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, oggi per le imprese del Sud ci sono anche numerose opportunità da cogliere. Le banche in questo scenario giocano un ruolo rilevante per il sostegno all’economia. Noi, come UniCredit, vogliamo continuare a supportare i territori e a porci come interlocutore a sostegno del sistema produttivo locale”.



Confindustria e San Patrignano: il 13 aprile torna il Sustainable Economy Forum


4 i focus della giornata: “Finanza sostenibile, “Impresa”, “Energia, digitale e innovazione”, “Agrifood e Biodiversità”


Roma, 7 aprile 2023 – Un confronto sui temi chiave della sostenibilità e della responsabilità sociale per trovare risposte nuove e alternative alle trasformazioni in corso. È questo l’obiettivo del Sustainable Economy Forum, organizzato da Confindustria e San Patrignano, che torna giovedì 13 aprile 2023. Con Intesa Sanpaolo come partner istituzionale, la quinta edizione dell’evento si terrà in modalità mista, in presenza nella Comunità di San Patrignano e online (iscrizione gratuita su forum.sanpatrignano.org).

 
Imprenditori, economisti, policy-makers ed esperti di primo piano si confronteranno su come affrontare le sfide del nuovo scenario europeo e internazionale. I lavori saranno aperti dagli interventi di Alberto Marenghi, Vice Presidente di Confindustria, e Letizia Moratti, Cofondatrice Fondazione San Patrignano. Due i keynote speech: del Presidente Borsa Italiana, Claudia Parzani, e di Fabio Benasso, Presidente Fondazione Accenture.
 
Quattro i focus della giornata: Finanza sostenibile; Impresa; Energia, digitale e innovazione; Agrifood e biodiversità.
 
Di Finanza sostenibile parleranno Paolo Bonassi, Executive Director Strategic Support Intesa Sanpaolo, Emanuele Orsini, Vice Presidente per il Credito, la Finanza e il Fisco Confindustria, Emilio Petrone, Amministratore Delegato Mooney, Lucia Silva, Group Head of Sustainability and Social Responsibility Generali.
 
Nel panel Impresa si confronteranno Mauro Gallavotti, CEO Celli Group, Francesca Mariotti, Direttore Generale Confindustria, Andrea Rustioni, Direttore Generale IGPDecaux, Giovanni Sandri, Country Head BlackRock Italia, Chicco Testa, Presidente Assoambiente, Graziano Verdi, CEO Italcer Group, e Moses Wachira, cofondatrice e CEO The Big Thunder Mining.
 
Nella tavola rotonda dedicata a Energia, digitale e innovazione saranno presenti Cristina Bombassei, Chief CSR Officer Gruppo Brembo, Mirja Cartia d’Asero, AD Gruppo 24 ORE, Agostino Re Rebaudengo, Presidente Asja Ambiente e Elettricità Futura, Roberto Sancinelli, Presidente Montello, Sabine Stuiver, cofondatrice and Chief Marketing Officer Hydraloop e Michele Viglianisi, responsabile Bio Refining & Supply di Eni Sustainable Mobility.
 
Interverranno al focus Agrifood e Biodiversità Nicola Bertinelli, Vice Presidente Coldiretti, Giovanna Iannantuoni, Rettrice, Università di Milano-Bicocca, Sergio Gallo, Direttore Generale AlberItalia, James Nyamai, cofounder e CEO BioAfriq, Claudia Ogliastro, Team leader Shea Matters e Marco Travaglia, Presidente e AD Nestlé Italia.

 
Per la prima volta all’interno della manifestazione si terrà la premiazione del “Gian Marco Moratti Award”, una competizione annuale istituita da E4Impact Foundation per riconoscere il ruolo degli imprenditori africani nel generare un impatto a lungo termine e nel valorizzare lo sviluppo sostenibile del continente. Il Premio, giunto alla sua IV edizione, quest'anno celebra le "migliori pratiche e soluzioni imprenditoriali sostenibili".
 
Il Sustainable Economy Forum 2023 è promosso da San Patrignano e Confindustria con Intesa Sanpaolo quale partner istituzionale. Eni, Gruppo 24 ORE e IGP Decaux sono Top partner dell’evento; partner Asja Ambiente Italia, Celli Group, Italcer, Montello e Mooney.



ITALIA – USA: CONFINDUSTRIA E AMCHAM, SPINGERE COLLABORAZIONI INDUSTRIALI
Affrancare le produzioni dalle dipendenze critiche
 
Roma, 23 marzo 2023 – Investimenti e standard comuni per la produzione di tecnologie funzionali alla transizione ecologica e digitale e indipendenza su alcune materie prime e componenti strategici all’industria. Un progetto che ha l’obiettivo di rinsaldare le relazioni transatlantiche e di implementare la collaborazione tra le industrie italiane e statunitensi
 
Di questo si è parlato nel corso dell’evento Verso una politica industriale transatlantica?” organizzato da Confindustria, in collaborazione con l’American Chamber of Commerce in Italy, che si è svolto oggi a Viale dell’Astronomia. Ma l’iniziativa è stata anche l’occasione per svolgere una serie di riflessioni sull’impatto che le tensioni geopolitiche in atto stanno determinando sulle catene del valore, anche rispetto all’adozione dell’Inflation Reduction Act (IRA) da parte degli Stati Uniti.  
 
In un periodo caratterizzato da profondi mutamenti geopolitici – ha commentato la Vicepresidente per gli affari internazionali di Confindustria, Barbara Beltrame Giacomello – è fondamentale che l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti mantengano alto il livello del dialogo. In questo modo, da un lato abbattiamo le barriere che separano le nostre industrie, evitando di alimentare nuove spirali protezionistiche; dall’altro, contribuiamo all’avvio di una politica industriale comune che abbia al centro un quadro regolamentare chiaro e condiviso, soprattutto nei settori strategici. Confindustria attribuisce un’importanza davvero strategica alla collaborazione industriale a livello transatlantico. Questa collaborazione può fare la differenza fra la mera sopravvivenza di un’impresa ed il suo pieno e duraturo successo, anche a livello globale. La sfida che abbiamo di fronte, infatti, supera la dimensione bilaterale e l’orizzonte a cui guardare è ben più ampio e complesso”.
 
Il Consigliere Delegato dell’American Chamber of Italy, Simone Crolla ha affermato “Le transizioni ambientali e digitali che stiamo affrontando a livello europeo e globale, necessitano di un quadro internazionale di cooperazione, di rafforzamento delle relazioni internazionali e commerciali che garantiscano sicurezza e competitività per la crescita sostenibile e l’occupazione in Europa. Alla luce di questo e considerato il mio ruolo, non posso che essere, inoltre, un convinto sostenitore del rapporto privilegiato che lega l’Italia e l’Europa agli Stati Uniti. Una relazione fondamentale che, oggi più che mai, deve concretizzarsi anche in una collaborazione industriale che consenta alle eccellenze italiane ed europee di esprimere la propria competitività sul mercato statunitense. Non si deve dimenticare che poi con gli Stati Uniti, ci troviamo ad affrontare sfide comuni, su diversi settori per cui siamo ancora dipendenti da potenze come la Cina. Al contempo dobbiamo favorire e sostenere la nascita di una politica industriale dell'Unione che pur favorendo la competitività, protegga anche le produzioni strategiche”.
 
Al confronto hanno preso parte autorevoli rappresentanti istituzionali ed economici tra i quali il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Direttore della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Courtney Nemroff, Sergio Dompé, Executive President Dompé e Simone Mori, Head of Europe ENEL.


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