Robiglio al Corriere del Mezzogiorno: La voglia di riscatto parta dal Sud. Grandi spazi di sviluppo nelle tecnologie verdi e digitali

14 ottobre 2021 | Vice Presidente,Piccola Industria

Oggi a Benevento, al Pastificio Rummo, viene presentato il Protocollo d'intesa tra Confindustria e Dipartimento di Protezione Civile, una testimonianza importante di sinergia tra pubblico e privato. Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria e Vice Presidente Confindustria, ne ha parlato in un’intervista sul Corriere del Mezzogiorno in cui, tra i temi trattati, ha affrontato anche l’entrata in vigore dell’obbligo del green pass nelle aziende, la scadenza di fine ottobre dell’ultimo blocco dei licenziamenti e ha elaborato un’analisi sul Sud e le Pmi meridionali.

“La Rummo è un simbolo di resilienza. Infatti, dopo essere stata colpita dall’alluvione nel 2015, si è risollevata partendo dalla comunità aziendale. E’ stata scelta questa sede per la firma del Protocollo a dimostrazione che va sviluppata una cultura della prevenzione nelle piccole aziende, per evitare che le calamità naturali in un Paese fragile come il nostro, possano pregiudicare la rinascita delle aziende”.

E sul green pass Robiglio ha detto: “Confindustria aveva chiesto l’obbligo vaccinale, il Governo ha puntato sul green pass, che ora va attuato senza se e senza ma. Nelle piccole aziende ci sono ansia e preoccupazione sull’applicazione delle nuove regole ma questo non fa venir meno la convinzione delle imprese. Perché il Paese deve tornare a correre, come ha cominciato a fare”.

Mentre sulla fine del blocco dei licenziamenti ha spiegato: “Non c’è dubbio che nelle aree di criticità il Sud sia più penalizzato del Nord. Ma è fuorviante ideologizzare il problema. Non ci sarà alcun cataclisma nelle imprese, come non ci fu a luglio. Pensare che gli imprenditori non attendano altro che mandar via i propri dipendenti rientra in una visione anti-industriale, perché invece noi siamo attenti al territorio e alle ricadute sociali. Come faremmo senza i nostri collaboratori? Non solo manterremo i lavoratori ma in alcuni casi li aumenteremo. Si potrà procedere a qualche ristrutturazione delle produzioni e delle aziende, e questo può comportare alcune decisioni sul personale, ma sempre nell’ottica del rinnovamento, scommettendo su quelli più giovani, formati e preparati alla gestione dei nuovi processi. Non abbasseremo la guardia su formazione e reskilling, in modo da garantire all’azienda le competenze richieste dal mercato”, ha sottolineato Robiglio.

Il Presidente della Piccola Industria si è poi soffermato sulle performance delle piccole imprese meridionali: “L’export alimentare e bevande, aumentato dell’11,6% al Sud nella prima metà 2020, ha continuato a crescere nel primo semestre 2021, segnando +4,6%. Tessile, abbigliamento e pelletteria sono in difficoltà, come il turismo: tra gennaio e giugno di quest’anno hanno riguadagnato il 17% dopo aver perso circa il 30% nello stesso periodo del 2020. Servono capacità di innovare, investimenti in formazione e politiche che favoriscano la crescita delle imprese nel Mezzogiorno, che ha grandi spazi di sviluppo nelle tecnologie verdi e digitali”. E sull’indotto automobilistico e aeronautico ha osservato: “La crisi dell’automotive è figlia del cambiamento globale della mobilità, per la quale va chiarito su quali scelte tecnologiche puntare. Occorre una politica industriale che accompagni la transizione ecologica e sviluppi ricerca e innovazione, promuovendo su questo terreno partnership pubblico private. Per l’aeronautico il Mise ha già messo in campo misure per supportare investimenti innovativi, ma anche qui bisogna puntare su ricerca, innovazione e formazione”.

Infine, sulle scelte del Pnrr per il Mezzogiorno e sulle istituzioni locali ha detto: “ La questione centrale non è solo quella della quantità di risorse, 40% da destinare al Sud, ma come spenderle nei tempi stabiliti. Il Mezzogiorno è stato danneggiato dalla pandemia ma già prima era appesantito da troppe criticità. Occorrono riforme strutturali, la Pa, la giustizia, la semplificazione delle decisioni, per garantire una rapida messa a terra degli interventi. Evitando veti che già si cominciano a manifestare. Solo così la macchina gira. La voglia di riscatto deve partire dal Mezzogiorno, ci vuole uno sussulto d’orgoglio delle classi dirigenti e della società civile meridionale, la quale sarebbe auspicabile presidiasse la cosa pubblica”.

 


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