
Si chiude a Brasilia la missione di Sistema di Confindustria e ICE-Agenzia in Argentina e Brasile. Cinque giorni tra Buenos Aires, San Paolo e la capitale brasiliana che hanno portato la delegazione imprenditoriale italiana a confrontarsi direttamente con i due principali mercati del Mercosur, in una fase nuova dei rapporti economici con l’Unione Europea.
Un percorso che ha messo al centro soprattutto il rapporto tra le imprese: oltre 2.600 incontri B2B tra Buenos Aires e San Paolo, insieme a un programma di confronti con istituzioni, organizzazioni industriali e realtà produttive locali. L’obiettivo, fin dalla partenza, era tradurre le opportunità aperte dall’Accordo UE-Mercosur in rapporti industriali capaci di proseguire oltre i giorni della missione.
«Torniamo a casa dalla missione in Sud America con una consapevolezza: da quella parte del mondo l’Italia è attrattiva, e il momento per costruire qualcosa è questo», sottolinea il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini nel tracciare il bilancio della missione.
L’Argentina ha rappresentato la prima tappa del percorso. A Buenos Aires il confronto con il sistema produttivo locale e gli incontri tra imprese hanno permesso di approfondire le prospettive di collaborazione in un Paese che guarda agli investimenti e alla capacità industriale italiana. Tra i momenti più significativi anche l’incontro di Orsini con il Presidente argentino Javier Milei, insieme al Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, al Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e all’Ambasciatore d’Italia Fabrizio Nicoletti.
In Brasile, il baricentro si è spostato prima a San Paolo, dove agli incontri B2B si è affiancato il dialogo con il sistema industriale locale, e infine a Brasilia. La tappa conclusiva ha completato il percorso con un confronto orientato a creare le condizioni per dare seguito ai rapporti avviati nei giorni precedenti.
Per Orsini, i margini di crescita sono significativi. «Lo spazio per crescere c’è, e i numeri lo dicono: con l’Accordo UE-Mercosur il potenziale di export italiano può arrivare a 14 miliardi di euro». Un potenziale che si inserisce in un mercato integrato di oltre 700 milioni di consumatori e in un nuovo quadro commerciale destinato a ridurre progressivamente le barriere per le imprese europee.
È proprio Brasilia a indicare la prospettiva successiva alla missione.
«È bello chiudere qui a Brasilia perché Brasilia è il luogo dove si costruiscono le strutture per poter poi far realizzare questi progetti imprenditoriali», sottolinea Barbara Cimmino, Vice Presidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti.
Nella capitale brasiliana la delegazione ha proseguito il confronto con il sistema industriale del Paese. Tra gli appuntamenti, quello con SENAI, che per Cimmino «ha dato davvero la dimensione di quello che il governo e l’economia brasiliana vogliono fare rispetto alle relazioni con l’Italia».
Ma il risultato della missione guarda soprattutto ai prossimi mesi. «Lasciamo il Paese con un’agenda già pronta per i prossimi mesi. Già a ottobre Confindustria Moda sarà qui con un’ampia delegazione. Per il 2027 abbiamo già individuato altri settori da accompagnare», spiega Cimmino.
L’obiettivo è dare continuità alle relazioni costruite durante la missione e misurarne gli effetti nel tempo. Un metodo che la Vice Presidente sintetizza così: «Da un lato la cultura e le relazioni, dall’altro i numeri, i KPI, i dati per lavorare al meglio nei prossimi mesi».
La missione assume una rilevanza particolare anche per le piccole e medie imprese, per le quali affrontare mercati lontani può richiedere un accompagnamento più strutturato, dall’accesso alle informazioni alla costruzione dei rapporti con interlocutori locali.
Per Fausto Bianchi, Vice Presidente di Confindustria e Presidente della Piccola Industria, Argentina e Brasile rappresentano «un potenziale enorme per la crescita delle PMI italiane». Il valore della missione sta anche nell’azione di Sistema, che permette alle imprese di affrontare questi mercati potendo contare sul supporto delle istituzioni e degli strumenti per l’internazionalizzazione.
Le PMI italiane, sottolinea Bianchi, dispongono di qualità, tecnologia e capacità produttiva, ma non sempre hanno da sole una struttura adeguata ad affrontare mercati lontani e complessi. Da qui la sfida che si apre con il nuovo quadro commerciale: «Gli accordi commerciali aprono le porte, ma dobbiamo mettere le PMI nelle condizioni di attraversarle».
La prospettiva va quindi oltre l’aumento dell’export. Si tratta di accompagnare le imprese verso una presenza più strutturata nei mercati del Mercosur, favorendone l’ingresso nelle filiere e la partecipazione ai progetti industriali che potranno svilupparsi nei prossimi anni.
Accanto ai risultati commerciali, la missione ha confermato il valore delle relazioni costruite tra i due sistemi produttivi. Un aspetto sottolineato anche dal Direttore Generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, che nel bilancio dei giorni trascorsi tra Argentina e Brasile richiama il clima di «fiducia, apertura, curiosità reciproca e una forte volontà di fare insieme» emerso dagli incontri.
Per Tarquini è proprio su questa dimensione che deve innestarsi il nuovo quadro commerciale: «L’Accordo UE-Mercosur apre certamente nuove prospettive. Ma gli accordi, da soli, non bastano. Servono persone, fiducia, relazioni». Il compito di Confindustria è quindi dare continuità alle connessioni costruite e accompagnare le imprese nell’apertura di nuovi spazi di collaborazione.
«Ora tocca a noi continuare a coltivare le connessioni nate in questi giorni e trasformare questa grande energia in nuove opportunità per le imprese e per il nostro Paese», conclude il Direttore Generale.