
Rafforzare il contributo del sistema Confindustria nella gestione delle crisi industriali e avvicinare le politiche nazionali alle esigenze delle imprese sui territori. Sono gli obiettivi dei due protocolli d’intesa firmati il 30 settembre, a Palazzo Piacentini, dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Gli accordi, entrambi di durata triennale, consolidano la collaborazione tra Confindustria e Mimit su due fronti: i processi di reindustrializzazione e il rafforzamento della rete delle Case del Made in Italy, attraverso il raccordo con le associazioni territoriali e settoriali.
«La politica industriale funziona quando arriva davvero alle imprese e ai territori. Con la sigla di questi protocolli si vuole rafforzare il coordinamento tra istituzioni e sistema produttivo ed intervenire con maggiore efficacia sia nelle situazioni di crisi sia nell’accompagnamento degli investimenti. Dobbiamo preservare competenze, capacità produttiva e occupazione, favorendo allo stesso tempo nuovi insediamenti e processi di reindustrializzazione», ha dichiarato Orsini.
«Il sistema Confindustria può offrire un contributo decisivo nell’ascolto dei fabbisogni delle imprese e nel raccordo con il Mimit. Ora serve trasformare queste intese in progetti concreti, capaci di sostenere la crescita e rafforzare la competitività del sistema industriale italiano», ha sottolineato il presidente.
Il primo protocollo riguarda la gestione delle crisi aziendali e territoriali e i processi di reindustrializzazione. L’obiettivo è estendere l’azione comune dalle singole vertenze alle situazioni più ampie di difficoltà industriale, favorendo il raccordo con le imprese interessate a investire, rilevare o riconvertire attività produttive.
L’intesa punta a preservare le competenze e i livelli occupazionali, sostenendo nuovi insediamenti e progetti di diversificazione produttiva. Prevede inoltre il sostegno a partnership e acquisizioni, oltre alle operazioni di reshoring, ossia il rientro di attività produttive in Italia.
A supporto di questo lavoro sarà istituito un tavolo tecnico permanente tra Mimit e Confindustria, con il compito di monitorare le attività e individuare potenziali soluzioni industriali.
Il secondo protocollo rafforza la collaborazione tra le Case del Made in Italy, presidi territoriali del Ministero, e il sistema territoriale e settoriale di Confindustria. L’obiettivo è rendere le politiche industriali nazionali più vicine ai fabbisogni delle imprese e alle specificità del tessuto produttivo locale.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (a sinistra) e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini alla firma dei due protocolli d’intesa su crisi industriali e Case del Made in Italy, a Palazzo Piacentini.
Sono previste iniziative di informazione e orientamento, accompagnate da attività di supporto alle imprese. La collaborazione si svilupperà attraverso incontri sui territori ed eventi, con attività di matchmaking e roadshow.
L’intesa comprende anche una ricognizione delle competenze richieste dalle imprese, in raccordo con la Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy.
«Questi due protocolli rafforzano la già stretta collaborazione tra Mimit e Confindustria, nell’ambito di una strategia condivisa e concreta a sostegno delle imprese», ha dichiarato Urso. «Da un lato, rafforziamo la capacità di affrontare le crisi aziendali, per salvaguardare gli stabilimenti e tutelare i lavoratori, anche grazie alla rete di Confindustria, che può contribuire a individuare nuovi attori industriali. Dall’altro, potenziamo il ruolo delle Case del Made in Italy come presidi del Ministero sui territori, sempre più vicini alle esigenze delle imprese, soprattutto piccole e medie e artigiane».
I due accordi si inseriscono nel quadro del Libro Bianco del Mimit “Made in Italy 2030” e puntano a costruire una collaborazione capillare per accompagnare le trasformazioni industriali e rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale.