
Contrastare gli squilibri commerciali globali, mobilitare risorse per sostenere la produzione industriale e garantire prezzi dell’energia competitivi. Sono queste le priorità al centro dell’ottavo Forum trilaterale delle imprese italiane, tedesche e francesi, svoltosi a Berlino con l’obiettivo di individuare una risposta comune al rischio di deindustrializzazione dell’Europa. All’incontro hanno partecipato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, il presidente della BDI, Peter Leibinger, e il vicepresidente del MEDEF, Fabrice Le Saché, insieme ad altri imprenditorie e rappresentanti dei rispettivi Paesi. Ai lavori è intervenuto anche il segretario di Stato Stefan Rouenhoff che ha preso parte a un momento di discussione.
Il confronto ha ribadito la centralità di una base industriale solida per garantire la sovranità europea, preservare il modello sociale e difendere i valori democratici. Le tensioni geopolitiche, le sovraccapacità produttive globali, le dipendenze strategiche e la crescente concorrenza internazionale per gli investimenti e la leadership tecnologica minacciano la tenuta del sistema produttivo del continente, con il rischio di perdere interi comparti industriali, catene di approvvigionamento, posti di lavoro e competenze.
La prima priorità condivisa riguarda la necessità di affrontare gli squilibri globali e le pratiche commerciali sleali, rafforzando il Mercato unico e diversificando le alleanze strategiche dell’Europa. Confindustria, BDI e MEDEF chiedono una politica commerciale più incisiva, capace di contrastare le sovraccapacità produttive generate dagli interventi statali attraverso strumenti di difesa più efficaci, anche estendendo ad altri settori le misure di salvaguardia previste per la siderurgia. Centrale anche il principio di reciprocità nei rapporti con la Cina, sia nell’accesso al mercato sia nelle condizioni applicate agli investimenti. Un’esigenza richiamata da Orsini, secondo cui “è fondamentale che ci siano le stesse regole” per consentire alle imprese europee di competere con quelle degli altri Paesi.
Il secondo ambito di intervento riguarda gli investimenti, in un contesto in cui le pressioni sulle finanze pubbliche limitano la capacità di risposta dei singoli Stati. Le tre organizzazioni sottolineano l’importanza di attrarre capitali privati e orientare le risorse pubbliche verso le priorità industriali, concentrando gli incentivi nei settori in cui l’Europa può consolidare o conquistare una posizione di leadership tecnologica. “Quello che stiamo chiedendo sono investimenti comuni, perché nessuno Stato ce la può fare da solo”, ha dichiarato il presidente di Confindustria, sollecitando un impegno condiviso a livello europeo.
Particolare attenzione è stata dedicata al costo dell’energia, che continua a penalizzare la competitività delle imprese europee rispetto ai concorrenti internazionali.
“Tutta l’Europa ha costi elevatissimi rispetto ad altri Paesi”, ha osservato Orsini, mettendo in discussione l’efficacia di alcuni meccanismi regolatori, tra cui il sistema ETS e il TTF per il gas. La richiesta è di intervenire per riportare i prezzi su livelli sostenibili, così da preservare l’attrattività industriale del continente ed evitare che gli investimenti si spostino verso mercati più convenienti.
La necessità di tutelare la capacità produttiva europea è stata richiamata anche in relazione alle conseguenze sociali della deindustrializzazione. “Se non abbiamo più industria non c’è più gente che lavora nelle nostre imprese”, ha avvertito Orsini, sottolineando l’importanza di conciliare gli obiettivi ambientali con la salvaguardia dell’occupazione e del tessuto industriale.
La dichiarazione congiunta di Berlino
Le priorità affrontate durante il Forum sono state formalizzate nella dichiarazione congiunta sottoscritta da Confindustria, BDI e MEDEF, intitolata “Come salvare l’industria europea: un percorso verso la resilienza e la competitività in un mondo che cambia”.
Il documento richiama l’urgenza di un’azione europea incisiva e conferma l’impegno delle tre organizzazioni a lavorare in stretta collaborazione con BusinessEurope per rafforzare la resilienza industriale, sostenere l’innovazione e promuovere un’autonomia strategica aperta. Un messaggio comune che chiede all’Unione europea di tradurre le priorità individuate in interventi concreti, prima che l’indebolimento della base produttiva comprometta ulteriormente la competitività del continente.