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A seguito del rapporto Letta sul mercato unico e di quello Draghi sul futuro della competitività europea e dietro la spinta del Consiglio europeo prima e del Parlamento europeo poi, lo scorso marzo, la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento (COM(2026) 321), che introduce un nuovo quadro giuridico societario europeo concepito come un 28° regime, in quanto verrebbe ad affiancarsi ai ventisette regimi societari nazionali esistenti negli Stati membri.
In particolare, si tratta di una nuova forma societaria – c.d. EU Inc. – facoltativa e armonizzata, con responsabilità limitata al patrimonio, con modalità modulari e digitalizzate, pensata anzitutto per start-up e scale-up ma aperta a tutti gli imprenditori e le imprese in tutti gli Stati membri e nei Paesi SEE.
Confindustria ha accolto con favore e continua a supportare la discussione sul 28° regime quale strumento che, puntando sulla semplificazione amministrativa, la digitalizzazione e la flessibilità, può contribuire ad agevolare la costituzione, la crescita e l’operatività di imprenditori e imprese nonché ad attrarre investimenti su scala transfrontaliera.
In questo contesto, è stata trasmessa alla Commissione Industria del Senato una memoria che, in particolare, sottolinea la necessità che l’ambito di applicazione resti aperto, che l’armonizzazione sia massima e che il focus resti incentrato sul diritto societario; inoltre, sono stati evidenziati i principali fattori che ostacolano la fattibilità di un 28°regime di carattere fiscale.


