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Dl fiscale, Confindustria chiede correzioni immediate su Transizione 5.0
domenica 29 Marzo 2026

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Taglio retroattivo del credito d'imposta e risorse mancanti per gli esodati 5.0: il presidente Orsini denuncia misure penalizzanti per le imprese e sollecita un intervento urgente del Governo

Il nuovo Dl fiscale apre un fronte critico tra Governo e sistema produttivo, con effetti diretti sugli investimenti legati a Transizione 5.0. Le norme introdotte, in particolare sul credito d’imposta, stanno generando forte preoccupazione tra le imprese, sia per l’impatto economico sia per le implicazioni sul piano della certezza normativa.

Tra i principali elementi di criticità segnalati da Confindustria emergono due elementi. Da un lato il taglio del credito d’imposta per le imprese che avevano già prenotato gli incentivi, dall’altro l’assenza di risorse per le cosiddette imprese “esodate” del piano 5.0.

Orsini: “Aprire subito un tavolo, a rischio la fiducia”

A richiamare con forza la necessità di un intervento immediato sul tema degli esodati 5.0 è il presidente Emanuele Orsini. “Apprendiamo con forte preoccupazione la mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0. Si tratta di un tema cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato”, sottolinea il presidente la cui richiesta è chiara: riaprire il confronto istituzionale per ristabilire quanto già condiviso nei mesi scorsi.

“Per questo chiediamo con urgenza l’apertura, già dalla prossima settimana, di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti“, aggiunge ancora Orsini.

Al centro della posizione di viale dell’Astronomia c’è il tema della credibilità degli impegni pubblici. “È indispensabile che venga confermato quanto condiviso lo scorso 27 novembre: le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute. La credibilità degli impegni assunti è un elemento fondamentale”, spiega ancora Orsini che poi conclude: “La fiducia tra istituzioni e sistema produttivo non può venire meno. Su questo punto serve una risposta chiara, rapida e coerente con gli impegni presi”.

Credito d’imposta 5.0: taglio del 65% e effetti retroattivi

Accanto al nodo delle risorse, il Dl fiscale introduce modifiche che incidono direttamente sugli incentivi agli investimenti già programmati come spiega il vicepresidente per le Politiche industriali e il Made in Italy, Marco Nocivelli, in una nota in cui evidenzia la portata delle misure.

“Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025”.

Nel dettaglio, spiega il vicepresidente, “il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare”.

Un intervento che, secondo Confindustria, introduce elementi di forte criticità anche sul piano giuridico. “Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento – penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso”.

Impegni disattesi e rischio per gli investimenti

La posizione di Confindustria richiama esplicitamente le rassicurazioni ricevute nei mesi precedenti, evidenziando una discontinuità tra quanto annunciato e quanto previsto nel decreto.

“A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese ‘esodate’ del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025”.

Il tema, in sostanza, si sposta dalla singola misura a un problema più ampio di affidabilità del quadro normativo. “Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia”.

Le richieste al Governo: ripristinare le risorse e correggere il Dl fiscale

Nel quadro delineato, Confindustria chiede quindi un intervento rapido già nel passaggio parlamentare del decreto, per riallineare le misure agli impegni assunti. “Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento: la nostra risposta è prima si paghi I debito con le imprese esodate del 5.0″, aggiunge Nocivelli che poi conclude: “Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi”.

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