
“L’ eventuale chiusura di 18 anni del traforo del Monte Bianco avrà un impatto cumulato pari al 10 per cento del Pil valdostano. Prima la pandemia, poi la guerra, l’inflazione e ora le chiusure” così Giovanni Baroni, presidente Piccola Industria intervistato da La Stampa Nord Ovest in occasione del convegno «Overview Pmi italiane — Focus sulla Valle d’Aosta» organizzato dalla Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta con al centro il tema delle infrastrutture. I cantieri che si fermano e poi riprendo sono “un segno di debolezza delle politiche centrali, ostaggio di localismi. Anacronistico: oggi non si parla neanche più di singoli paesi ma di un continente, l’Europa. Dobbiamo abbattere gli ostacoli, costruire ponti, strade gallerie, dorsali digitali. Sono le infrastrutture che uniscono e integrano”.
E sull’ipotesi della realizzazione di una doppia canna del traforo sul versante italiano ha detto: “il problema non è la seconda canna ma quei tre mesi per 18 anni senza tunnel. Incomprensibile che le politiche centrali siano inermi rispetto a logiche strettamente locali. Anche la Francia avrà ripercussioni negative. La doppia canna non porterà più traffico, anzi decongestionerà quello che c’è, dando più sicurezza per i trasporti di prodotti pericolosi”.
Baroni si è soffermato poi sull’emergenza investimenti: “c’è grandissima incertezza. Negli Stati Uniti il presidente Biden ha varato l’Ira, piano di sovvenzioni contro l’inflazione e per favorire tecnologie ecosostenibili. Provviste a fondo perduto, altre a tassi molto bassi. Noi avevano il 4.0 che aveva consentito investimenti in macchinari. È stato depotenziato. Ora si parla del 5.0 con obiettivo la sostenibilità che richiede maggiore sforzo finanziario. Il nostro paese è in ritardo, sia per le grandi riforme con il Pnrr, sia nel settore privato. Bisogna creare condizioni di crescita, oltre a semplificare la burocrazia. Le imprese non spuntano come funghi, si indirizzano dove c’è attrazione internazionale, società dinamiche e competenze. Mostre, eventi, scambi con la scuola, l’università”.
Per il presidente della Piccola Industria il futuro ha al centro il green e la tecnologia digitale: “proprio per questo come Piccola Industria abbiamo lanciato insieme a Anitec-Assinform un roadshow biennale per incontrare sui territori le aziende sul tema intelligenza artificiale. Abbiamo fatto tappa a Verona e Bari, e il 6 giugno saremo a Torino”. Inoltre, “essere sostenibili significa anche dare attenzione al sociale. Prendiamo l’automotive cui il Nord-Ovest è molto interessato. L’approccio dell’Unione europea è da dittatura tecnologica, imponendo solo l’elettrico. Se l’obiettivo è non inquinare, si può raggiungerlo in varie forme. Anche le scelte politiche devono essere sostenibili”.