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Confindustria accoglie con favore l’approvazione da parte del Senato del Dl Piano Casa. Il presidente Emanuele Orsini ha ribadito la disponibilità del sistema confindustriale a contribuire all’attuazione del provvedimento, individuando i territori nei quali la carenza di abitazioni rappresenta un freno alla crescita delle imprese, all’occupazione e all’attrattività del lavoro.
«Sono contento per l’approvazione del decreto Piano Casa al Senato. Noi vogliamo dare il nostro contributo per dire anche quali sono le zone dove servono le case, perché è ovvio che mancano proprio dove c’è la concentrazione industriale di imprese che stanno funzionando», ha dichiarato Orsini.
Il Piano Casa come leva di welfare e competitività
Per il presidente di Confindustria, il tema dell’abitare è ormai parte integrante delle politiche per la competitività del Paese. «Io credo che il Piano Casa sia un pezzo di welfare», ha affermato, sottolineando come la disponibilità di alloggi accessibili rappresenti uno strumento fondamentale per sostenere il lavoro, favorire la partecipazione femminile e rispondere alle esigenze delle imprese.
Orsini ha ricordato che Confindustria aveva posto il tema della casa tra le proprie priorità già all’inizio del mandato, nel 2024. «Abbiamo cominciato a parlare proprio della casa, non solo per le fasce più deboli, ma anche per quelle fasce di mezzo che oggi fanno fatica a trovare appartamenti a un costo accessibile», ha spiegato.
Case accessibili per sostenere lavoro e crescita dei territori
Il presidente di Confindustria ha quindi richiamato la necessità di intervenire nelle aree dove la domanda abitativa è alimentata dalla crescita produttiva e dall’espansione dell’occupazione. In alcuni territori, ha osservato, il costo degli affitti è ormai tale da incidere in modo significativo sul potere d’acquisto dei lavoratori.
«Noi possiamo fare sempre di più e dobbiamo fare meglio con i salari, ma se il divario con il costo degli affitti resta così elevato diventa difficile attrarre e trattenere lavoratori nei territori a maggiore vocazione industriale. Rendere disponibili abitazioni a costi sostenibili, che non assorbano oltre il 25-30% del salario netto, rappresenta una priorità per il Paese», ha concluso Orsini.
















