Communiqué
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Roma, 5 maggio 2026 – “Accogliamo positivamente la firma del decreto attuativo sul nuovo iperammortamento, attesa da cinque mesi, insieme alla conferma della valorizzazione degli investimenti già fatti nel 2026 in piena coerenza con l’articolo 109, TUIR: ora è essenziale che la piattaforma per il caricamento delle comunicazioni sia operativa in tempi rapidi, per non vanificare gli sforzi fatti e per dare certezze alle imprese. L’auspicio è che anche la gestione delle comunicazioni che le imprese dovranno trasmettere al GSE non si tramuti in oneri eccessivamente complessi e forieri di rallentamenti”. Ha dichiarato Marco Nocivelli, Vice Presidente di Confindustria per le Politiche Industriali e il Made in Italy.
“Peccato che al momento al Mef si sia persa un’occasione per estendere la misura anche ai canoni dei software con abbonamento, auspichiamo quindi che questo nodo venga sciolto al più presto, con una modifica normativa oppure con un’interpretazione come avvenuto in precedenza, sempre nell’ottica del consueto spirito di collaborazione”, prosegue il Vice Presidente di viale dell’Astronomia.
“Oggi l’as a service è la modalità prevalente con cui le imprese italiane adottano software e servizi digitali e vale l’80% del mercato del Cloud. Senza i software non si può realizzare la transizione digitale. Escluderli dall’iperammortamento significa, di fatto, privare la maggioranza delle imprese di un’agevolazione pensata per accompagnarle nel percorso di digitalizzazione e aiutarle ad avvicinarsi alle nuove tecnologie – in particolare all’intelligenza artificiale, strumento essenziale per la competitività, per la maggior efficienza dei processi produttivi e per l’innovazione di prodotti e modelli di business. Per questi motivi, in passato, nell’ambito del precedente iperammortamento, questa problematica era stata superata con una norma interpretativa contenuta nella Legge di Bilancio 2019, soluzione che nei mesi scorsi Confindustria ha chiesto fosse ripresa. Lavoreremo insieme perché questo avvenga”.

