Confindustria ha trasmesso le proprie osservazioni al Documento per la consultazione ARERA 303/2026/R/gas, relativo alle modalità attuative del servizio di interrompibilità tecnica del gas naturale.
Confindustria esprime forte contrarietà alla significativa riduzione dei corrispettivi fissi massimi proposta dall’Autorità per l’anno termico 2026/2027, che passerebbero dagli attuali 9, 12 e 15 €/Smc/g a 4,6, 5,5 e 6,6 €/Smc/g, rispettivamente per disponibilità di 12, 15 e 18 giorni.
Secondo Confindustria, la proposta non risulta coerente con l’attuale livello di rischio del sistema e con gli oneri sostenuti dalle imprese per garantire la disponibilità di capacità interrompibile. In particolare, vengono evidenziate criticità nella nuova metodologia di determinazione del Cost of Disruption of Gas (CoDG), valorizzato da ARERA in circa 19 €/Smc, nonché nella scelta del 75° percentile della distribuzione di riferimento, che rischia di non rappresentare adeguatamente i costi effettivi di interruzione, soprattutto per i processi industriali continui e hard-to-abate.
Confindustria ritiene inoltre non adeguate le assunzioni relative alla probabilità di attivazione del servizio. In particolare, la probabilità del 2% annuo attribuita agli eventi non climatici e il ricorso al valore massimo tra scenario climatico e non climatico non sembrano riflettere adeguatamente l’attuale esposizione del sistema ai rischi geopolitici, infrastrutturali e di approvvigionamento, né la possibilità che tali fattori possano manifestarsi contemporaneamente.
Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dal mantenimento dell’attuale regime sanzionatorio a fronte della significativa riduzione dei corrispettivi. Secondo Confindustria, tale asimmetria determina un peggioramento del rapporto tra remunerazione e rischio assunto dalle imprese e può incidere negativamente sulla loro disponibilità a partecipare al meccanismo.
Confindustria sottolinea, infine, che il servizio costituisce una risorsa di sicurezza preventiva per il sistema gas e che la disponibilità di capacità industriale interrompibile non può essere considerata acquisita. Il dato relativo all’anno termico 2022/2023, nel quale fu soddisfatto soltanto il 32% del fabbisogno richiesto, evidenzia la necessità di assicurare condizioni economiche adeguate a garantire la partecipazione delle imprese.
Confindustria chiede pertanto una revisione della proposta, con almeno la conferma degli attuali corrispettivi massimi di 9, 12 e 15 €/Smc/g, valutando anche un adeguamento dei relativi valori e una revisione dei parametri economici e probabilistici utilizzati dall’Autorità.
Il documento completo con le osservazioni di Confindustria è disponibile in allegato.