
Confindustria e ANIA hanno pubblicato sui rispettivi siti una Guida operativa sulle polizze catastrofali. Il documento arriva dopo l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo introdotto per la quasi totalità delle imprese e offre un riferimento per orientarsi sulle coperture contro i rischi catastrofali.
Introdotto dalla legge di Bilancio 2024, l’obbligo riguarda le imprese tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, con l’eccezione delle imprese agricole, per le quali esiste una disciplina specifica. La copertura prevista comprende i danni da terremoto, alluvione, inondazione, esondazione e frana.
L’obbligo assicurativo è operativo dal 1° aprile 2025 per le grandi imprese, dal 1° ottobre 2025 per le medie e dal 1° gennaio 2026 per le micro e piccole. Per le micro e piccole imprese turistico-ricettive e per quelle che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande, è operativo dal 1° aprile 2026. Le imprese della pesca e dell’acquacoltura devono invece stipulare la polizza entro il 31 dicembre 2026.La mancata sottoscrizione della polizza può incidere sull’accesso ad alcune agevolazioni pubbliche e, indirettamente, ai finanziamenti bancari collegati a tali misure agevolative.
Le stime ANIA mostrano quanto la diffusione delle coperture cambi con la dimensione aziendale. Tra le circa 4,3 milioni di microimprese, il 50% dispone di una copertura incendio e solo il 14% di una garanzia contro i rischi catastrofali. La quota di imprese coperte per questi ultimi rischi sale al 46% tra le piccole, al 51% tra le medie e al 97% tra le grandi.
È soprattutto tra micro e piccole imprese, dunque, che resta più ampio il divario di protezione. La Guida si inserisce in questo contesto: chiarire il funzionamento dell’obbligo può aiutare le imprese a valutare le coperture necessarie e il proprio livello di esposizione.
Per il vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, Angelo Camilli, l’introduzione dell’obbligo rappresenta “un cambiamento rilevante per il nostro sistema produttivo”. La maggiore frequenza e intensità degli eventi rende necessario affiancare agli interventi successivi alle calamità “un approccio più orientato alla prevenzione, alla gestione anticipata del rischio e alla continuità dell’attività d’impresa”.
“Assicurarsi oggi non deve essere solo l’adempimento a un obbligo, ma può diventare una scelta di buona gestione aziendale”, osserva Camilli. Una più ampia diffusione delle coperture consente di ripartire il rischio secondo un principio mutualistico. Accanto all’assicurazione, aggiunge il vicepresidente, “resta però essenziale rafforzare tutte le politiche di prevenzione: dagli investimenti pubblici per la messa in sicurezza del territorio, soprattutto nelle aree più fragili e ad alta concentrazione produttiva, fino a possibili misure fiscali e incentivi agli investimenti delle imprese in prevenzione e protezione”.
Il presidente di ANIA, Giovanni Liverani, richiama l’attenzione sulla vulnerabilità del Paese: “L’Italia è un Paese fortemente esposto al rischio di catastrofi naturali. Tuttavia, nonostante questa elevata vulnerabilità, le assicurazioni per le catastrofi naturali restano poco diffuse: a oggi, solo il 7% delle abitazioni e il 16,8% delle imprese è coperto da una polizza”.
Il territorio italiano è esposto anche a rischi che oggi non rientrano nell’obbligo assicurativo e che potrebbero assumere maggiore rilievo per effetto del cambiamento climatico. In questa prospettiva, per Liverani, “la misura non deve essere considerata un punto di arrivo, bensì un primo passo di un percorso evolutivo più ampio”, verso “uno schema assicurativo nazionale di carattere sistemico”.
SCARICA LA GUIDA CONFINDUSTRIA-ANIA“Un assetto che richiede la collaborazione di istituzioni, assicurazioni, associazioni imprenditoriali e della collettività. Tutti sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nel promuovere la cultura della prevenzione e della gestione del rischio, con la consapevolezza che la polizza è uno scudo di protezione per le imprese e uno strumento fondamentale per la loro sopravvivenza”, conclude Liverani.