
Sono 23 le proposte approvate sulle 80 di Costo Zero, il progetto di Confindustria per ridurre gli oneri burocratici senza nuovi costi per la finanza pubblica. Il monitoraggio, aggiornato a ottobre 2026, registra altre 13 misure in fase avanzata.
L’iniziativa, ricordiamo, nasce per intervenire sugli ostacoli che incidono sull’attività quotidiana delle imprese: procedure dagli esiti incerti rendono più difficile programmare gli investimenti, mentre la complessità degli adempimenti genera costi che pesano soprattutto sulle PMI.

Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini.
Il Direttore Generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, sottolinea il valore dei risultati raggiunti e l’impegno a dare seguito alle proposte ancora in discussione.
«Con Costo Zero abbiamo instaurato un dialogo strutturato con le istituzioni sulle priorità indicate dalle imprese e raggiunto risultati concreti. La semplificazione rimane infatti la madre di ogni riforma. L’obiettivo è arrivare rapidamente all’adozione di un numero ancora più ampio di misure . Semplificare la vita alle imprese è un compito che Confindustria intende perseguire fino all’approvazione di tutte le 80 proposte e anche oltre», ha dichiarato Tarquini.
Costo Zero individua interventi concretamente attuabili, ispirati al principio di proporzionalità: gli obblighi devono tenere conto della dimensione delle imprese e del rischio delle attività svolte.
L’obiettivo è migliorare la qualità delle regole e la loro applicazione nei rapporti con la Pubblica amministrazione. Ridurre le difficoltà interpretative e rendere più efficienti i procedimenti significa consentire alle imprese di dedicare più risorse allo sviluppo dell’attività.
Tra gli interventi ad alto impatto figurano, anzitutto, le misure sull’utilizzo del CSS-Combustibile e, in materia di bonifiche, l’eliminazione del ferro e del manganese dalla tabella delle CSC delle acque sotterranee, introdotte dall’ultimo DL ambientale. Sempre in tema di bonifiche, il DL PNRR ha allineato i tempi di permessi, autorizzazioni e concessioni a quelli previsti dal progetto approvato e ha ampliato il quadro degli interventi realizzabili nei siti contaminati, anche con riferimento alle opere e infrastrutture funzionali agli obiettivi energetici e climatici nazionali.
In materia di salute e sicurezza sul lavoro, la prima legge annuale PMI ha previsto modelli organizzativi semplificati per le micro, piccole e medie imprese, elaborati dall’INAIL con il coinvolgimento delle parti sociali.
Sul fronte dei trasporti, ha poi previsto l’esonero dall’assicurazione RC Auto per i carrelli elevatori e altri veicoli utilizzati in specifiche aree private non accessibili al pubblico, già coperti da una polizza di responsabilità civile verso terzi.
Tra i dossier aperti, la riforma della disciplina 231 riveste una particolare centralità. Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge, frutto anche del confronto sviluppato nel Tavolo tecnico del Ministero della Giustizia, al quale Confindustria ha preso parte.
Il provvedimento raccoglie molte delle richieste del sistema produttivo e punta a rendere il modello 231 più efficace sul piano della prevenzione, valorizzando maggiormente i comportamenti virtuosi delle imprese. Ora il confronto si sposta in Parlamento, dove si auspica che l’iter possa procedere rapidamente.
Un’altra opportunità è rappresentata dal decreto-legge Imprese in preparazione al MIMIT. Il provvedimento fa seguito all’invito rivolto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al presidente Emanuele Orsini, durante l’Assemblea pubblica di Confindustria, a lavorare insieme a misure di semplificazione per le imprese.
Accanto agli interventi sulle fonti energetiche rinnovabili (FER), che dovrebbero rientrare nel decreto, il DL Imprese rappresenta il veicolo più prossimo per recepire proposte già istruite e sulle quali appare esserci una convergenza.
Il confronto con le istituzioni prosegue quindi per tradurre il lavoro tecnico in ulteriori risultati concreti.
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