Materie prime critiche e resilienza delle supply chains
giovedì 26 Febbraio 2026

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Il progetto

Le materie prime critiche (CRM) rappresentano un nodo centrale della sicurezza economica europea. In un contesto internazionale segnato da crescente frammentazione geopolitica, aumento delle misure protezionistiche e tensioni sulle catene globali del valore, la resilienza delle supply chain è diventata una priorità strategica.

Il progetto CASCADE, realizzato dal network interuniversitario Re4It (Università di Bologna, Università di Bergamo, Università dell’Aquila e Politecnico di Milano) in collaborazione con il Centro Studi Confindustria e finanziato dal MUR nell’ambito del PRIN-PNRR, analizza le vulnerabilità delle filiere industriali italiane rispetto a quattro materie prime critiche (alluminio, rame, titanio e terre rare) fondamentali per la transizione ecologica, digitale e per i settori ad alta intensità tecnologica, fornendo una valutazione prospettica a cinque anni basata su uno studio Delphi che ha coinvolto 45 esperti della tematica.

Lo scenario internazionale e le dipendenze critiche

  • Dopo pandemia e conflitti geopolitici, la tensione tra apertura commerciale e autonomia strategica è tornata centrale: le dipendenze possono trasformarsi in vulnerabilità. La risposta prevalente non è il disaccoppiamento, ma la diversificazione e il rafforzamento della resilienza nei settori strategici.
  • Negli ultimi anni sono aumentati incertezza, misure protezionistiche e conflitti, fonte di maggiori rischi per le supply chain. Nonostante ciò, l’integrazione produttiva globale resta elevata: circa un quarto della manifattura mondiale e oltre il 37% di quella italiana sono legati alle catene globali del valore, mentre la Cina ha ridotto la propria dipendenza delle forniture rafforzando la produzione interna.
  • La manifattura italiana dipende in modo significativo da forniture extra-UE per 364 prodotti (materie prime, semilavorati e beni capitali), per un valore di circa 26 miliardi di euro. I settori più esposti sono i semilavorati metallurgici e l’energia; la Cina è il principale fornitore dei prodotti critici.

Il progetto CASCADE: mappatura delle dipendenze e valutazione prospettica tramite metodo Delphi

  • La ricerca analizza quattro materie prime critiche (alluminio, rame, titanio e terre rare) in tre filiere strategiche: aerospazio; difesa e sicurezza; packaging per il farmaceutico e cosmetico; automazione industriale, mobilità e rinnovabili. Mediante un’analisi multilivello della supply chain — dai focus group a uno studio Delphi con 45 esperti — CASCADE valuta la criticità attesa delle forniture, i relativi impatti, le strategie di mitigazione e i principali ostacoli alla loro implementazione.
  • I risultati indicano un irrigidimento delle condizioni di approvvigionamento a causa di: aumento e volatilità dei prezzi (criticità trasversale a tutti i materiali), disponibilità e difficoltà di reperimento dei materiali e tensioni concentrate soprattutto su terre rare e titanio. Le vulnerabilità derivano da: domanda globale crescente, concentrazione geografica dell’offerta, tensioni geopolitiche e difficoltà di sostituzione dei materiali. Tale criticità tendono a propagarsi lungo la filiera, soprattutto nei settori tecnologicamente avanzati: aerospazio e difesa (titanio, alluminio), elettrificazione ed elettronica (rame) e magneti e tecnologie avanzate (terre rare). La sostenibilità migliora il profilo ambientale ma senza ridurre i rischi di approvvigionamento. Solo nel caso delle terre rare il riciclo rafforza anche la resilienza.

Riflessioni finali

Il rischio sulle materie prime critiche è strutturale e richiede un approccio multilivello che integri politica industriale, politica commerciale e cooperazione internazionale. La risposta più efficace è il coordinamento delle policy a livello europeo. A livello nazionale, CASCADE propone un approccio “verticale”: mappatura per filiera delle fasi scoperte o sottodimensionate, valutazione della creazione o integrazione di operatori, incentivi al reshoring e al co-development, maggiore diffusione degli strumenti di hedging finanziario tra le PMI per gestire la volatilità dei prezzi.

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