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Una risposta concreta per sostenere comunità e sistema produttivo messi in difficoltà dal ciclone Harry. Confindustria, insieme a CGIL, CISL e UIL, ha promosso l’attivazione di un “Fondo di Solidarietà ” destinato ad aiutare le popolazioni e le imprese colpite dall’ondata di maltempo che ha interessato in particolare Calabria, Sardegna e Sicilia, provocando danni diffusi e rallentamenti alle attività economiche.
Come funziona la raccolta: contributi volontari di lavoratori, imprese e cittadini
L’iniziativa prevede un meccanismo di contribuzione volontaria semplice e immediato. Le lavoratrici e i lavoratori potranno destinare al fondo l’equivalente di un’ora di lavoro, mentre le imprese aderenti verseranno un contributo di pari importo. La raccolta è aperta anche a tutti i cittadini che desiderino partecipare a un’azione collettiva a sostegno dei territori coinvolti dall’emergenza.
Le somme confluiranno in un conto corrente dedicato, attivato presso Monte dei Paschi di Siena (IBAN IT55U0103003201000002937018, intestato a CONFINDUSTRIA CGIL CISL UIL EMERGENZA CICLONE HARRY, causale “Emergenza Calabria Sardegna Sicilia”).
Trasparenza e rapidità degli interventi a favore delle comunità locali
Il conto è stato istituito esclusivamente per questa finalità e resterà separato dai patrimoni delle organizzazioni promotrici, così da garantire piena tracciabilità e trasparenza nell’utilizzo delle risorse.
Le quattro organizzazioni definiranno congiuntamente i criteri e le modalità degli interventi, con l’obiettivo di far arrivare gli aiuti in tempi rapidi alle comunità locali e alle realtà produttive colpite, contribuendo alla ripresa delle attività e alla ricostruzione economica dopo l’emergenza climatica.
L’impegno di Confindustria nella gestione delle emergenze e nella resilienza dei territori
L’iniziativa si collega all’impegno più ampio del sistema confindustriale sui temi della prevenzione e della gestione delle emergenze, rafforzato anche dal recente rinnovo del protocollo di collaborazione con la Protezione Civile, che punta a migliorare coordinamento, capacità di risposta e sicurezza dei territori di fronte a eventi climatici estremi sempre più frequenti.
La raccolta resterà aperta fino al 31 agosto 2026.

