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Rapporto OIE 2026: lo 0,4 per cento delle imprese estere genera il 21 per cento del fatturato nazionale
venerdì 3 Luglio 2026

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Presentato a Roma lo studio che evidenzia il contributo delle aziende a controllo estero alla competitività dell'industria italiana, tra export, innovazione, occupazione qualificata e sviluppo delle filiere.

Le imprese a controllo estero rappresentano appena lo 0,4% delle imprese attive in Italia, ma generano il 21% del fatturato nazionale, pari a 887 miliardi di euro, il 35,8% dell’export e un valore aggiunto diretto di 188 miliardi di euro. Danno inoltre lavoro a oltre 1,8 milioni di persone, confermandosi una componente sempre più rilevante del sistema produttivo italiano.

Sono questi alcuni dei principali dati contenuti nel Rapporto Annuale 2026 dell’Osservatorio Imprese Estere, dal titolo “Dai flussi di investimento al radicamento produttivo. Il contributo delle imprese estere alla competitività dell’Italia”, realizzato con la collaborazione scientifica di Istat, ICE Agenzia, LIUC, Luiss Guido Carli, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Centro Studi Assolombarda e, da quest’anno, con il contributo di Cassa Depositi e Prestiti.

Il Rapporto è stato presentato a Roma, presso la Luiss, in occasione dell’Annual Meeting 2026 del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere, organizzato in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

“Il messaggio del Rapporto è chiaro: la crescita passa anche dal rafforzamento di chi ha già scelto l’Italia. Circa tre quarti dell’aumento occupazionale recente viene da imprese estere già presenti sul territorio: accompagnarne consolidamento e reinvestimenti significa generare nuovo valore, nuova occupazione e indotto lungo le filiere italiane. Per questo attrazione e radicamento devono essere due leve della stessa strategia”, ha dichiarato Barbara Cimmino, Vice Presidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti.

La Vice Presidente Barbara Cimmino durante la presentazione del Rapporto OIE 2026, nel corso dell'Annual Meeting del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere

La Vice Presidente Barbara Cimmino durante la presentazione del Rapporto OIE 2026, nel corso dell’Annual Meeting del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere

Investimenti esteri: una leva per crescita, filiere e competitività

L’analisi conferma come il contributo delle imprese estere vada ben oltre gli investimenti diretti. Attraverso filiere produttive, reti di fornitura e rapporti con il tessuto delle PMI, queste imprese alimentano un effetto moltiplicatore che rafforza la competitività dell’intero sistema industriale.

A fronte di 188 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, il valore complessivamente generato lungo le filiere raggiunge infatti i 398 miliardi di euro, mentre agli 1,8 milioni di occupati diretti corrispondono oltre 6,2 milioni di addetti complessivamente sostenuti. Un impatto che conferma come attrarre investimenti esteri significhi anche rafforzare distretti industriali, territori e piccole e medie imprese.

Le imprese a controllo estero contribuiscono inoltre in maniera determinante all’internazionalizzazione del Paese, realizzando esportazioni per 203 miliardi di euro, pari al 35,8% dell’export nazionale.

Innovazione, ricerca e lavoro qualificato

Uno degli elementi che emerge con maggiore forza dal Rapporto riguarda il contributo delle imprese estere all’innovazione.

Le aziende a controllo estero realizzano il 38,3% della ricerca e sviluppo privata in Italia, investendo 6,5 miliardi di euro in attività di R&S. Presentano inoltre livelli di produttività superiori del 10% rispetto alla media europea e garantiscono retribuzioni mediamente più elevate, contribuendo ad attrarre e trattenere nel Paese competenze ad alta specializzazione e giovani talenti.

Più attrattività per valorizzare il potenziale dei territori

Il Rapporto evidenzia anche un’ampia concentrazione territoriale degli investimenti esteri. Le prime cinque regioni producono il 76% del valore aggiunto delle imprese a controllo estero e la sola Lombardia rappresenta quasi il 38% del totale nazionale.

Accanto ai territori già fortemente attrattivi, emerge tuttavia un significativo potenziale ancora inespresso. Rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre nuovi investimenti significa quindi valorizzare le opportunità offerte dai territori, costruendo una collaborazione più stretta tra Governo, Regioni e sistema produttivo per accompagnare nuovi insediamenti industriali e consolidare quelli già presenti.

Confindustria rafforza il ruolo di raccordo con gli investitori internazionali

In questo scenario, Confindustria conferma il proprio impegno nel rafforzare l’attrattività del Paese attraverso un dialogo sempre più strutturato tra imprese, istituzioni e investitori internazionali.

L’obiettivo è contribuire a rendere più semplice e coordinato il percorso di chi sceglie di investire in Italia, rafforzando il coordinamento tra MIMIT, MAECI, Regioni e sistema della rappresentanza e consolidando il ruolo di Confindustria Imprese Estere quale network di riferimento per le aziende estere presenti o interessate a operare nel nostro Paese.

A confermare il valore strategico degli investimenti internazionali per il sistema produttivo italiano è stato anche Giorgio Fossa, Presidente Luiss, che ha sottolineato come “forte vocazione all’export e apertura internazionale sono i veri tratti distintivi della nostra industria, una proiezione globale che trova conferma nel Rapporto presentato oggi, in cui si evidenzia come le imprese estere siano partner strategici per lo sviluppo economico e la competitività del Paese. Il loro apporto va oltre i capitali: generano innovazione, creano valore per le filiere nazionali e liberano un potenziale per i territori in parte ancora inespresso. Una dinamica virtuosa, in un contesto in cui l’Europa e l’Italia devono rafforzare la propria posizione industriale di fronte alla spinta dei grandi mercati globali, dall’Asia agli Stati Uniti”.

Fossa ha inoltre evidenziato il ruolo della Luiss nella formazione di nuovi leader e imprenditori capaci di guidare la crescita delle imprese italiane sui mercati internazionali.

SCARICA IL RAPPORTO OIE 2026

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