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Aerospazio, difesa e sicurezza: investire nelle filiere italiane può generare 51 miliardi di PIL entro il 2035
giovedì 25 Giugno 2026

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ConneXt Filiere è il nuovo progetto di Confindustria per rafforzare le connessioni industriali nei comparti strategici. Le stime presentate a Roma indicano che la crescita degli investimenti nel settore potrebbe tradursi in un incremento cumulato del PIL del tre per cento entro il 2035.

Un incremento cumulato del PIL pari al 3%, equivalente a circa 51 miliardi di euro entro il 2035. È questo il potenziale impatto economico che l’Italia potrebbe ottenere dal raggiungimento dell’obiettivo NATO del 3,5% del PIL destinato alla difesa, a condizione che la crescita degli investimenti venga indirizzata verso le filiere produttive nazionali.

Secondo le stime presentate da Confindustria, l’effetto moltiplicativo degli investimenti potrebbe raggiungere un valore pari a circa due volte le risorse impiegate, con ricadute positive su produttività, occupazione e innovazione. Al contrario, qualora gli investimenti strategici fossero rivolti prevalentemente all’acquisto di prodotti e tecnologie dall’estero, la crescita cumulata del PIL si fermerebbe allo 0,9%.

Sono alcuni dei dati emersi in occasione del lancio di ConneXt Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza, il progetto di Confindustria per rafforzare le connessioni industriali tra grandi imprese, PMI e filiere strategiche nazionali. L’iniziativa è stata presentata a Roma alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

All’evento hanno partecipato anche Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti, Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, e Riccardo Procacci, Amministratore Delegato di Avio Aero.

Orsini: “Trasformare una scelta geopolitica in crescita industriale”

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato la necessità di trasformare la nuova stagione di investimenti nel comparto in una leva di crescita per il sistema produttivo italiano.

“L’obiettivo NATO della spesa in difesa al 3,5% del Pil entro il 2035 non è solo un traguardo finanziario: deve essere uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea. Questa decisione, infatti, impone una strategia nazionale capace di trasformare tale scelta in un’opportunità per costruire un piano industriale di lungo periodo per il Paese in cui gli investimenti si traducano in innovazione, competenze, occupazione qualificata e competitività”.

Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, durante l'evento di lancio di Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, durante l’evento di lancio di Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

“La cosa da evitare è che questi investimenti finiscano all’estero. Per il nostro sistema delle imprese è prioritario generare crescita in Italia, puntando su ricerca e sviluppo a livello nazionale, nella consapevolezza che gli investimenti nei settori dell’aerospazio e della difesa generano sempre importanti ricadute dual use, con applicazioni strategiche anche in ambito civile”, ha aggiunto Orsini secondo cui: “L’Europa e l’Italia devono capire che solo sostenendo con risorse adeguate le loro filiere strategiche saranno in grado di non perdere la grande sfida che ci lanciano Stati Uniti e Cina. Germania, Francia e Spagna, infatti, stanno rafforzando le proprie basi industriali. Noi non possiamo rimanere indietro”.

Un comparto che vale oltre 21 miliardi e 54 mila occupati

L’Italia può però contare su una base industriale già consolidata. La mappatura realizzata dal Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA) e Confindustria evidenzia un settore aerospaziale che genera oltre 21,4 miliardi di euro di fatturato, impiega 54.300 addetti e investe circa il 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo.

Si tratta di un ecosistema caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese. Oltre l’80% della filiera è infatti composto da PMI altamente specializzate distribuite sull’intero territorio nazionale.

La tavola rotonda dedicata al ruolo delle filiere industriali nello sviluppo dei settori aerospazio, difesa e sicurezza, con Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria, Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e Cristina Leone, Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA).

La tavola rotonda dedicata al ruolo delle filiere industriali nello sviluppo dei settori aerospazio, difesa e sicurezza, con Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria, Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e Cristina Leone, Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA).

Il progetto guarda inoltre ai comparti della difesa, della cybersecurity, dell’aeronautica civile e della cantieristica, ambiti accomunati da elevata intensità tecnologica e da una crescente integrazione tra applicazioni civili e militari. Nella space economy, ad esempio, la produttività supera del 65% la media nazionale, mentre il mercato italiano della cybersecurity ha già superato i 2,2 miliardi di euro e cresce a ritmi superiori al 12% annuo.

Urso: “La forza italiana è la sua filiera”

Nel corso dell’evento è intervenuto anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo, Adolfo Urso che ha richiamato il valore strategico della space economy per la competitività europea e il ruolo che l’Italia può giocare grazie a una filiera industriale diffusa e altamente specializzata.

“Lo spazio è da sempre una dimensione naturale dell’Italia e rappresenta oggi una delle maggiori potenzialità di crescita dell’economia italiana ed europea. È uno dei settori in cui si stanno definendo i nuovi equilibri economici, tecnologici e geopolitici globali: la competizione non è più soltanto tra nazioni, ma tra continenti e grandi sistemi industriali. La forza italiana sta nella sua filiera, che unisce grandi campioni nazionali, PMI altamente specializzate, startup innovative e distretti industriali diffusi in sedici regioni del Paese”, ha dichiarato il ministro.

“Per questo abbiamo messo in campo 7,8 miliardi di euro entro il 2028 per rafforzare l’ecosistema spaziale nazionale e sostenerne la crescita”, ha aggiunto il ministro secondo cui la sfida del nostro Paese è quella di “trasformare le nostre competenze industriali e tecnologiche in maggiore competitività, occupazione qualificata e leadership europea nei settori strategici del futuro”.

Da sinistra: Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e Giorgio Marsiaj, Vice Presidente di Confindustria per l'Aerospazio, all'evento di lancio di Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

Da sinistra: Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e Giorgio Marsiaj, Vice Presidente di Confindustria per l’Aerospazio, all’evento di lancio di Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

PMI, la sfida è portare crescita lungo tutto la filiera

Per Confindustria, il rafforzamento delle filiere strategiche passa anche dalla capacità di accompagnare le imprese nei percorsi di crescita dimensionale, aggregazione, accesso al credito e partecipazione ai grandi programmi industriali e tecnologici. L’obiettivo è fare in modo che la crescita degli investimenti si traduca in percorsi di sviluppo per l’intero ecosistema produttivo, valorizzando il ruolo delle piccole e medie imprese all’interno delle catene del valore nazionali ed europee.

“Senza PMI forti non esiste una filiera forte” ha sottolineato Giorgio Marsiaj, vice presidente di Confindustria per l’Aerospazio. “In uno scenario internazionale caratterizzato dal rafforzamento delle politiche industriali nazionali e dalla crescente competizione tra sistemi produttivi, Confindustria punta a svolgere un ruolo sempre più operativo nel favorire connessioni industriali, investimenti e sviluppo dimensionale delle imprese. La sfida non è creare una filiera da zero, ma valorizzare e rafforzare un patrimonio industriale già esistente, affinché la crescita del settore si traduca in crescita per l’intero Sistema Paese. Ci muoviamo in questa direzione con una logica di filiera, per garantire che i campioni nazionali siano in grado di attivare e coinvolgere il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, valorizzando l’intero ecosistema industriale nazionale”.

Connext Filiere, la piattaforma per rafforzare l’ecosistema industriale nazionale

Il progetto nasce dalla convinzione che le grandi sfide industriali non possano essere affrontate da singole imprese ma richiedano filiere solide e integrate, capaci insieme di fare sistema. In questo contesto, lo strumento operativo è ConneXt Filiere, la piattaforma digitale proprietaria sviluppata da Confindustria, che punta proprio a favorire l’incontro tra competenze, tecnologie e capacità produttive presenti nel Paese, creando nuove occasioni di collaborazione tra grandi imprese e PMI.

L’aerospazio, la difesa e la sicurezza rappresentano il punto di partenza di un percorso che guarda ai comparti strategici dell’economia italiana e alla capacità delle imprese di crescere insieme, rafforzando innovazione, competitività e autonomia industriale.

 

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