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Mercosur, Confindustria rafforza il dialogo industriale. Orsini: “Spazi immensi di collaborazione”
venerdì 24 Aprile 2026

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A Roma il primo High-level meeting tra associazioni industriali. Partnership, competenze e nuove opportunità per l’export verso l’area , con 4 miliardi di dazi in meno e un mercato da 700 milioni di consumatori

Rafforzare il dialogo industriale e trasformare l’accordo Ue–Mercosur in opportunità concrete per le imprese. Con questo obiettivo Confindustria ha ospitato a Roma il primo “High-level meeting on Italy-Mercosur economic relations”, a una settimana dall’entrata in vigore provvisoria dell’intesa commerciale tra Unione europea e Mercosur.

“Non è solo uno scambio commerciale, ma la volontà di fare crescere, con le migliori tecnologie, la nostra area e la loro area, lavorare insieme proprio per far crescere i prodotti. Con le associazioni industriali dei Paesi Mercosur abbiamo cominciato a scrivere una roadmap delle cose da fare insieme: io credo che questa sia per l’Europa e per l’Italia un’ottima opportunità di interscambio”, ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle principali organizzazioni industriali dei Paesi Mercosur: Ricardo Alban (CNI – Brasile), Leonardo García (CIU – Uruguay), Martin Rappallini (UIA – Argentina) e Carlos Insfran Micossi (UIP – Paraguay).

Partnership Italia-Mercosur: roadmap e spazi di collaborazione

L’incontro ha riunito le principali organizzazioni industriali dei Paesi Mercosur con l’obiettivo di consolidare un partenariato economico strutturato. Confindustria ha illustrato un piano che punta a rafforzare competenze, filiere strategiche e strumenti a supporto dell’internazionalizzazione.

“Credo ci siano spazi immensi di collaborazione. Abbiamo oggi un interscambio di quasi 15 miliardi e i quattro miliardi in meno di dazi sui prodotti dell’Unione Europea ci daranno la possibilità di rafforzare ulteriormente l’interscambio delle merci”, ha aggiunto Orsini, richiamando il potenziale concreto dell’accordo.

Competenze e filiere: leve per la crescita condivisa

Tra le priorità individuate, il rafforzamento del capitale umano attraverso programmi condivisi di formazione e upskilling e lo sviluppo di filiere industriali integrate tra Italia e Paesi Mercosur.

Sul piano settoriale, la collaborazione riguarda comparti già centrali nei rapporti economici bilaterali: agroalimentare, macchinari, autoveicoli, farmaceutica, chimica, gomma-plastica e tessile.

Transizione energetica: complementarietà e tecnologie

Un asse strategico della cooperazione è rappresentato dalla transizione energetica, ambito in cui emergono forti sinergie tra le economie coinvolte.

“La transizione energetica è tra i settori in cui avremo la massima complementarietà, perché tutti i Paesi del Mercosur hanno obiettivi ben definiti e sono fiduciosi che le tecnologie italiane e europee possano dare loro modo di accelerare. I loro piani sono chiari e questo fa ben sperare anche per la nostra transizione: vedremo su scala molto più ampia dinamiche già avviate in altri contesti”, ha sottolineato la vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, Barbara Cimmino.

Missioni e strumenti per l’internazionalizzazione

Sul piano operativo, Confindustria guiderà dal 7 all’11 settembre una missione di Sistema in Argentina e Brasile, con tappe a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, per rafforzare le relazioni industriali e valorizzare le opportunità di business nei settori più strategici.

A supporto delle imprese, è stato inoltre presentato ExPAND, lo strumento digitale per stimare il potenziale export e orientare le strategie di internazionalizzazione in modo più efficace e basato sui dati.

Accordo Ue-Mercosur: gli impatti su export e imprese

Dal 1° maggio entra in vigore in forma provvisoria l’accordo commerciale Ue–Mercosur, che prevede una riduzione progressiva dei dazi su oltre il 90% delle esportazioni europee, con un beneficio stimato di circa 4 miliardi di euro annui per le imprese dell’Unione.

Per l’Italia, l’intesa rafforza l’accesso a un mercato di oltre 700 milioni di consumatori, migliora la competitività dei prodotti esportati e sostiene la crescita dell’export, favorendo al contempo lo sviluppo delle filiere industriali e l’integrazione nelle catene globali del valore.

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