Communiqué
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Aleotti: l’Europa cambi paradigma, mettere al centro competitività, sostenibilità industriale e autonomia strategica
Roma, 30 aprile 2026 – Si è svolto oggi presso la sede di Confindustria l’incontro tra la Vice Presidente con delega al Centro Studi, Lucia Aleotti, e il Commissario europeo alla Salute e al Benessere degli Animali, Olivér Várhelyi, sui principali dossier europei in materia di scienze della vita e agroalimentare.
All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti di Assica, Confindustria Dispositivi Medici, Farmindustria e Federchimica, a conferma del carattere trasversale delle sfide che coinvolgono i settori della salute, dell’alimentazione e della chimica avanzata.
Aleotti ha evidenziato come la filiera italiana delle scienze della vita rappresenti il 12,9% del PIL, oltre 70 miliardi di euro di export nel 2025 con una crescita che supera il 70% rispetto al 2019 e circa 3 miliardi di investimenti in R&S (15% del totale privato), con prospettive di crescita fino al 18% entro il 2035. In questo quadro, è stata sottolineata la necessità di garantire un’attuazione uniforme dello European Health Data Space e quella di rafforzare la Strategia europea per le Life Sciences con particolare attenzione a trasferimento tecnologico, finanziamento alla ricerca e tutela della proprietà intellettuale. La Vice Presidente ha ribadito anche l’importanza di orientare il Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 a sostegno delle scienze della vita e della bioeconomia. È stata, inoltre, evidenziata l’esigenza di semplificare il quadro regolatorio per dispositivi medici e diagnostici in vitro (MDR/IVDR), di riconoscere le politiche di prevenzione e le nuove tecnologie sanitarie come investimenti strutturali nel quadro della governance economica dell’UE e di assicurare un coordinamento europeo efficace sulle politiche commerciali in risposta alle recenti iniziative statunitensi.
Con riferimento all’agroalimentare, poi, Aleotti ha sottolineato che il settore è la seconda manifattura italiana, con 204 miliardi di euro di fatturato (9% del PIL) e 59,2 miliardi di export, fortemente integrato con la filiera agricola nazionale. In questo ambito, è stata rimarcata l’urgenza di sviluppare il Safe Hearts Plan su basi scientifiche, evitando approcci semplificati e promuovendo strumenti innovativi per l’informazione al consumatore.
“Occorre un salto di qualità nel paradigma europeo: il mondo è cambiato e non possiamo affrontare le sfide di oggi con categorie del passato. L’Europa deve impegnarsi per costruire e difendere la sua indipendenza strategica nelle scienze della vita, nella farmaceutica, nei medical device e nell’agroalimentare, assicurando ai cittadini approvvigionamenti sicuri e una minore dipendenza da altri blocchi geopolitici” ha ricordato Aleotti. “La competitività passa dalla capacità di attrarre investimenti, sostenere ricerca e innovazione e valorizzare il ruolo dell’industria. Nei settori sensibili come salute, scienze della vita e agroalimentare si gioca una sfida decisiva non solo per il benessere dei cittadini, ma anche per la crescita economica e la competitività della Ue. Nel farmaceutico, ad esempio, va affrontato con realismo il tema della sostenibilità industriale: una pressione eccessiva sui prezzi rischia di spostare altrove le produzioni. Le imprese devono, invece, poter restare competitive, investire in innovazione e mantenere basi produttive solide sul territorio. Oggi più che mai serve coniugare sviluppo industriale e autonomia strategica nel rispetto di regole chiare e di una visione comune europea. Difendere settori cruciali per la vita dei cittadini, infatti, significa renderli industrialmente sostenibili, attrattivi e capaci di crescere. Solo così l’Europa potrà rafforzare la propria sovranità economica e non consegnare il suo futuro nelle mani di altri continenti”.

