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Lo scenario economico italiano si apre nel 2026 con un quadro in peggioramento rispetto alla fine dello scorso anno. Come sottolinea la Congiuntura Flash di febbraio 2026 del Centro Studi Confindustria, dopo la crescita registrata nel quarto trimestre 2025 (+0,3% di PIL), sostenuta dagli investimenti del PNRR, l’avvio del nuovo anno evidenzia un contesto più incerto, con l’industria frenata da export e consumi ancora deboli.
A gennaio migliorano la fiducia delle famiglie e l’andamento dei servizi, ma la dinamica industriale resta volatile e la ripresa lenta, anche per l’effetto di un dollaro più debole che riduce la competitività delle esportazioni italiane.
Energia e credito restano variabili decisive
Il costo dell’energia continua a rappresentare un elemento di pressione per il sistema produttivo. Il petrolio è salito a 71 dollari al barile a febbraio e il gas resta su livelli elevati. In questo quadro, il decreto “bollette” varato dal Governo potrebbe ridurre in modo significativo i prezzi energetici per imprese e famiglie, se confermato a livello europeo. Diversa la dinamica del credito. Il tasso pagato dalle imprese ha interrotto la fase di calo e ha invertito la rotta, segnalando condizioni finanziarie meno favorevoli rispetto ai mesi precedenti.
Investimenti in tenuta, consumi ancora lenti
Gli indicatori congiunturali mostrano una tendenza favorevole per gli investimenti, soprattutto in impianti e macchinari, sostenuti dal miglioramento della fiducia delle imprese manifatturiere, in particolare nei beni strumentali.
Resta invece debole la dinamica dei consumi con le vendite al dettaglio che hanno registrato una flessione a fine 2025, quasi annullando la crescita del trimestre, mentre l’inizio del 2026 evidenzia solo segnali graduali di recupero. La crescita resta quindi sostenuta più dal lato degli investimenti che dalla domanda delle famiglie.
Servizi in accelerazione, industria ancora fragile
Il settore dei servizi mostra un rafforzamento, con indicatori in area espansiva e un aumento della fiducia delle imprese. Diversa la situazione dell’industria, dove il recupero resta debole e disomogeneo. I dati mostrano che la produzione è tornata a calare a dicembre e che la domanda, interna ed estera, rimane insufficiente a sostenere una vera inversione di tendenza.
Il contesto internazionale resta eterogeneo
A livello globale emergono segnali differenziati tra le principali economie. Nell’Eurozona si intravedono indicazioni di timida ripartenza. Nel quarto trimestre il PIL è cresciuto dello 0,3% con un lieve aumento dell’occupazione, mentre gli indicatori più recenti mostrano un’espansione dei servizi in Germania e dell’industria in Francia, accompagnata da un miglioramento delle aspettative sul lavoro. Negli Stati Uniti l’attività economica continua a mantenere un profilo positivo, sostenuto dalla produzione industriale, ma con un mercato del lavoro che resta debole. In India, invece, la manifattura accelera con decisione, trainata dall’aumento della produzione e dal rafforzamento degli ordini, confermandosi tra le aree più dinamiche del quadro globale.
Il focus del mese: industria ancora in fase di assestamento
Nel corso del 2025 l’industria italiana ha attraversato una fase di transizione dalla caduta registrata nel biennio precedente verso un parziale recupero, senza che si sia ancora consolidata una vera inversione di tendenza. La riduzione della produzione è risultata più contenuta rispetto agli anni passati e si è ampliato il numero di settori in crescita, ma la dinamica resta disomogenea e ancora insufficiente a sostenere un’espansione robusta dell’attività manifatturiera.
Pesano fattori comuni a gran parte dei comparti, tra cui l’elevato costo dell’energia, la debolezza della domanda interna ed estera e l’incertezza del contesto internazionale. Al tempo stesso, alcuni elementi di sostegno – in particolare gli investimenti in macchinari e condizioni finanziarie meno restrittive rispetto al picco del 2023 – stanno contribuendo a stabilizzare il quadro.
Guardando al 2026, gli indicatori disponibili per l’inizio dell’anno suggeriscono un miglioramento moderato. La manifattura potrebbe tornare in territorio positivo dopo tre anni negativi, avviando però un recupero solo parziale dei livelli persi.
LEGGI LA CONGIUNTURA FLASH DI FEBBRAIO
