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La Congiuntura Flash di dicembre del Centro Studi Confindustria restituisce un quadro economico complesso. Nel quarto trimestre il dollaro debole sull’euro, anche a seguito dei ripetuti tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, continua a frenare l’export italiano, insieme ai dazi statunitensi. Tornano a indebolirsi la fiducia delle famiglie e le attese sui consumi, mentre l’industria fatica a recuperare. A sostenere l’economia contribuiscono invece gli investimenti, spinti in larga parte dal PNRR, la tenuta dei servizi, trainati dal turismo straniero, e il calo del prezzo del petrolio.
A dicembre, per alcuni giorni, il rendimento dei BTP è sceso sotto quello dei titoli francesi; nella media del mese i tassi restano sostanzialmente allineati: 3,49% in Italia e 3,48% in Francia, mentre la Spagna registra valori più bassi (3,23%). Con i tassi BCE fermi al 2,00%, il costo del credito alle imprese italiane non mostra ulteriori riduzioni e si mantiene elevato (3,52% a ottobre).
Negli Stati Uniti la FED ha ridotto i tassi ufficiali per la terza seduta consecutiva, portandoli al 3,75% a dicembre e annunciando ulteriori ribassi senza un calendario definito. Questo contribuisce a mantenere il dollaro svalutato sull’euro, vicino ai massimi dell’anno.
Prosegue il lento calo del prezzo del petrolio, sceso a 63 dollari al barile, poco sotto la media del 2019. Anche il gas registra una riduzione (27 euro/MWh), ma resta su livelli ancora doppi rispetto al periodo pre-2022. L’inflazione al consumo in Italia rimane così moderata (+1,1% a novembre), mentre il costo dell’elettricità per le imprese continua a essere significativamente più alto rispetto ai principali partner europei.
Dopo la buona performance del terzo trimestre, gli indicatori sugli investimenti in impianti e macchinari restano favorevoli anche a fine 2025: aumentano i consumi elettrici industriali e si mantiene elevata la fiducia delle imprese produttrici di beni strumentali, così come quella delle costruzioni, nonostante un lieve recente rallentamento.
Sul fronte dei consumi, le vendite al dettaglio crescono moderatamente a ottobre, mentre le immatricolazioni di auto mostrano un aumento contenuto a novembre. L’occupazione è tornata a crescere tra settembre e ottobre, ma la fiducia delle famiglie ha registrato una brusca riduzione a novembre, recuperando solo in parte a dicembre.
I servizi continuano a espandersi: gli indicatori CSC-TeamSystem segnalano un rafforzamento dell’attività a ottobre e il PMI dei servizi conferma un buon ritmo di crescita nel quarto trimestre. L’industria, invece, resta in difficoltà: la produzione industriale è tornata a calare a ottobre e, nonostante alcuni segnali di recupero nella metallurgia e nel comparto del mobile, persistono le criticità nella moda e nell’automotive.
A ottobre risultano deboli gli scambi italiani di beni: l’import è quasi fermo (+0,3% a prezzi correnti), mentre l’export scende del 3,0%, dopo il rimbalzo di settembre, a causa soprattutto del crollo degli strumentali. Le vendite in crescita tendenziale sono concentrate in alcuni settori, in particolare la farmaceutica, e in specifiche destinazioni come Svizzera, paesi OPEC, Francia, Spagna e Stati Uniti. Le prospettive restano negative, con un nuovo calo degli ordini manifatturieri esteri a dicembre.
Nell’Eurozona i servizi mostrano una dinamica più favorevole rispetto all’industria, mentre negli Stati Uniti emergono segnali di rallentamento, soprattutto nella manifattura e nel mercato del lavoro. In Cina, l’industria frena ma l’export torna a crescere, sostenuto dalle vendite verso mercati alternativi agli USA, a fronte di una domanda interna ancora debole.
Il turismo continua a rappresentare un fattore di sostegno per l’economia italiana. La spesa dei turisti stranieri è in aumento e il saldo turistico resta ampiamente positivo, contribuendo in modo significativo ai conti con l’estero e al PIL. In questo contesto, il settore si conferma un elemento chiave di resilienza, soprattutto in una fase di debolezza dell’industria.
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