News

Accelerare la crescita: fisco e finanza per rafforzare le imprese italiane
venerdì 19 Giugno 2026

Condividi su

A Roma il convegno di Confindustria dedicato alle leve per la competitività del sistema produttivo. Al centro crescita dimensionale, patrimonializzazione, accesso ai capitali, incentivi e certezza del diritto come fattori strategici per sostenere investimenti e produttività.

Fisco e finanza come leve di politica industriale per sostenere investimenti, innovazione, patrimonializzazione e crescita dimensionale delle imprese. È questo il messaggio emerso dal convegno “Accelerare la crescita. Fisco e Finanza leve di sviluppo”, organizzato da Confindustria a Roma.

Ad aprire i lavori è stato il Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, Angelo Camilli, che ha richiamato una delle priorità indicate dal Presidente Emanuele Orsini nel corso dell’Assemblea del 26 maggio: “accelerare la crescita del nostro sistema produttivo e, dunque, del Paese”.

“La crescita è per noi un’urgenza”, ha sottolineato Camilli. “Oggi discutiamo delle potenzialità di due leve decisive: il fisco e la finanza. Leve che devono essere vissute come veri e propri strumenti di politica industriale, capaci di sostenere investimenti, patrimonializzazione, innovazione, aggregazioni e crescita dimensionale”.

Crescere di dimensione per aumentare la produttività

Per Confindustria il tema centrale resta quello della crescita dimensionale delle imprese. “Il Paese cresce se le piccole imprese diventano medie e le medie grandi; se aumentano capitalizzazione e qualità della governance; se i passaggi generazionali diventano occasioni di consolidamento e sviluppo”, ha osservato Camilli che ha poi richiamato la necessità di favorire aggregazioni, patrimonializzazione e apertura ai mercati dei capitali rafforzando la struttura finanziaria delle imprese e sostenendone i percorsi di sviluppo.

Un tema ripreso anche dal Presidente di Piccola Industria Confindustria, Fausto Bianchi, secondo cui “fisco e finanza rappresentano strumenti decisivi per accompagnare la crescita delle PMI”. Per Bianchi servono “misure fiscali capaci di sostenere le aggregazioni tra imprese e percorsi di patrimonializzazione che rafforzino la solidità aziendale e il rapporto con il sistema bancario”. Al tempo stesso, ha evidenziato la necessità di un quadro stabile di incentivi e di regole certe, elementi indispensabili per favorire gli investimenti e affrontare con maggiore forza anche le sfide legate ai passaggi generazionali.

Più capitali per sostenere investimenti e innovazione

Nel corso della giornata è stato evidenziato come il credito bancario continui a rappresentare uno strumento essenziale per le piccole e medie imprese ma non sia più sufficiente da solo a sostenere i percorsi di crescita. Come ricordato da Camilli, “il credito bancario resta fondamentale, soprattutto per le PMI, ma non basta: accanto a banche solide ed efficienti occorre rafforzare mercati privati e pubblici”.

Secondo Confindustria, accanto al sistema bancario è necessario sviluppare una filiera completa della finanza, in grado di accompagnare le imprese nelle diverse fasi del loro sviluppo attraverso mercati privati, venture capital, investitori istituzionali e mercato dei capitali.

Su questi temi si è concentrato anche il panel dedicato agli acceleratori di innovazione, che ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni e del sistema finanziario. In questo contesto, il Vice Presidente di Confindustria per le Politiche industriali e il Made in Italy, Marco Nocivelli, ha espresso una valutazione positiva sul Codice degli incentivi, sottolineando tuttavia che “il punto centrale” resta “la continuità degli strumenti”. Per Nocivelli, la razionalizzazione delle agevolazioni potrà produrre risultati concreti soltanto se accompagnata da “una programmazione finanziaria stabile, prevedibile e coerente coi tempi degli investimenti”.

Nocivelli ha inoltre evidenziato la necessità di garantire continuità alle politiche dedicate all’innovazione, dal Piano Transizione 5.0 al nuovo iperammortamento, con particolare attenzione agli investimenti digitali e all’intelligenza artificiale.

Regole certe per attrarre investimenti

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della certezza del diritto. Nel panel “Regole, non ostacoli”, il Vice Presidente di Confindustria per la Cultura d’Impresa e la Certezza del Diritto, Francesco Somma, ha ricordato che “la certezza del diritto è una condizione essenziale per la competitività del sistema produttivo” e che le imprese hanno bisogno di “regole chiare, stabili e prevedibili”.

Secondo Somma, “l’incertezza normativa e amministrativa rappresenta un costo che limita la programmazione, rallenta gli investimenti e riduce l’attrattività del Paese”. Tra le priorità indicate da Confindustria figurano il proseguimento del percorso di semplificazione normativa e la modernizzazione della disciplina 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti, considerata un passaggio importante per rendere il quadro regolatorio più coerente, efficace e favorevole agli investimenti.

Orsini: premiare chi investe e rafforza la propria impresa

A concludere la giornata di lavori, il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini che ha richiamato la necessità di costruire strumenti capaci di sostenere in modo stabile la patrimonializzazione delle imprese e gli investimenti di lungo periodo.

Intervenendo sul tema dell’Ires premiale, Orsini ha osservato che “ci volevano più soldi per farla funzionare meglio. La coperta era corta e la verità è che abbiamo messo così tante chiusure che non funziona”. Per il Presidente di Confindustria “sarebbe stato meglio lasciare l’Ace che era più veloce e più rapida”.

“Non serve chiudere il recinto ma allargarlo, serve metterci denari in una visione a lungo termine che premia gli investimenti. Credo che quella sia la via giusta”, ha aggiunto Orsini.

“Premiare chi investe, chi lascia i soldi nella propria azienda invece di darsi i dividendi e ci crede significa costruire un percorso che fa crescere il tessuto e il benessere del territorio: è l’unica via”, ha affermato Orsini.

Una posizione che sintetizza il messaggio emerso nel corso della giornata. Per accelerare la crescita serve un mix di fattori che non può prescindere dall’avere più capitale per le imprese, incentivi stabili, regole semplici e, soprattutto, un sistema finanziario in grado di accompagnare lo sviluppo del tessuto produttivo italiano.

Contenuti correlati