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Trasporti, logistica e infrastrutture devono entrare stabilmente nel cuore della politica industriale italiana ed europea. È questo il messaggio lanciato da Confindustria nel corso degli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica, la prima edizione dell’iniziativa promossa all’Auditorium della Tecnica di Roma per riunire istituzioni, imprese e operatori del settore attorno a una strategia condivisa per rafforzare la competitività del Paese.
Ad aprire i lavori è stato il vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo, Leopoldo Destro, che ha rivendicato la necessità di una nuova stagione di investimenti e di una governance capace di mettere infrastrutture, mobilità e connessioni al centro dell’agenda nazionale.
“Non siamo qui per ascoltare relazioni. Siamo qui per costruire insieme una nuova politica industriale del Paese”, ha affermato Destro, ricordando che trasporti e logistica rappresentano “il motore operativo dell’economia reale”. Per il vicepresidente di Confindustria “la logistica non è un costo, è crescita”: ogni milione di euro investito nel settore genera infatti oltre due milioni di euro di produzione aggiuntiva. “Investire 10 miliardi di euro nella logistica significa generare fino a 22 miliardi di PIL aggiuntivo. Per questa ragione, la logistica deve entrare stabilmente nel cuore della politica industriale nazionale”.
Dalle reti TEN-T alle competenze: le cinque priorità di Confindustria
Nel suo intervento conclusivo Destro ha delineato le principali priorità sulle quali costruire una nuova politica industriale della logistica e dei trasporti. La prima riguarda il superamento del divario infrastrutturale attraverso una programmazione stabile e investimenti adeguati, alla luce di un fabbisogno stimato al 2040 di 550 miliardi di $. La seconda è lo sviluppo dell’intermodalità, affinché strada, ferrovia, porti, aeroporti e piattaforme logistiche possano operare come un sistema realmente integrato.
Accanto a questi aspetti, Confindustria chiede di accelerare la digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi, favorendo interoperabilità dei dati e procedure integrate, perseguire una sostenibilità fondata sul principio della neutralità tecnologica e investire con decisione sulle competenze, rafforzando la collaborazione tra imprese, ITS, scuole, università e territori.
Per Confindustria, competitività delle imprese e benessere delle famiglie non sono obiettivi alternativi, ma parte della stessa strategia. Investire nelle infrastrutture significa infatti migliorare la produttività delle aziende, ma anche la qualità della vita delle persone: ridurre i tempi di spostamento, aumentare l’accessibilità ai servizi, rafforzare i territori e creare nuove opportunità di lavoro. Industria e lavoro, imprese e famiglie crescono insieme. Le indagini europee confermano inoltre come i cittadini considerino gli investimenti infrastrutturali tra gli strumenti più efficaci per sostenere lo sviluppo dei territori e migliorare la qualità della vita.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle reti TEN-T e ai valichi alpini. Secondo Destro, il completamento delle infrastrutture europee rappresenta una condizione imprescindibile per la competitività del mercato unico. Attraverso i valichi alpini transitano infatti circa 400 miliardi di euro di interscambio commerciale e le inefficienze infrastrutturali generano già oggi costi stimati in circa 1,5 miliardi di euro l’anno. Per questo Confindustria propone il riconoscimento dei valichi come infrastrutture strategiche europee, il loro inserimento prioritario nei programmi di finanziamento dell’Unione e un piano coordinato di manutenzioni.
Orsini: “Servono investimenti per completare le reti europee”
Nelle conclusioni, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha toccato diversi temi centrali per la competitività del sistema produttivo italiano: dal sostegno alla crescita dimensionale delle PMI alla necessità di mobilitare il risparmio privato a favore dell’economia reale, fino alle conseguenze delle tensioni geopolitiche sulle imprese e sulle catene di approvvigionamento.
Sul fronte della logistica e delle infrastrutture, Orsini ha richiamato l’attenzione sul divario tra fabbisogni infrastrutturali e risorse disponibili a livello europeo. “La Commissione europea stima in 845 miliardi di euro il fabbisogno per completare la rete TEN-T entro il 2040, ma sul tavolo ne sono stati messi soltanto 81. Con queste risorse non si può fare”, ha affermato, sottolineando come la competitività europea dipenda dalla capacità di realizzare investimenti adeguati.
Il presidente di Confindustria ha inoltre ricordato come proprio le recenti tensioni geopolitiche, dalla crisi del Mar Rosso a quella dello Stretto di Hormuz, abbiano evidenziato il ruolo strategico della logistica per l’industria europea e per la tenuta delle catene del valore.
Export, porti e intelligenza artificiale: le nuove sfide della competitività
Ampio spazio è stato dedicato a quest’ultimo aspetto che riguarda le trasformazioni in atto nello scenario internazionale e il loro impatto sulle filiere produttive.
“In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e catene del valore sempre più esposte agli shock, trasporti, infrastrutture e logistica non sono un tema settoriale, ma una condizione di competitività per tutto il sistema produttivo”, ha evidenziato Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, ricordando come infrastrutture moderne e reti efficienti rappresentino la piattaforma sulla quale costruire export, investimenti e crescita.
Mario Zanetti, special advisor di Confindustria per l’Economia del Mare, si è invece soffermato sul ruolo strategico di quest’ultimo comparto che “vale oltre 200 miliardi di euro, più dell’11% del PIL, e occupa direttamente oltre un milione di persone”. “Senza un sistema portuale efficiente non esiste una logistica nazionale competitiva”, ha sottolineato Zanetti, indicando tra le priorità il rafforzamento dei porti, il completamento dei collegamenti con retroporti e corridoi TEN-T, il sostegno alla transizione energetica e gli investimenti nelle competenze.
Tra i temi affrontati anche quello della transizione digitale. Per Alberto Tripi, special advisor di Confindustria per l’Intelligenza Artificiale, “la mobilità è già uno dei principali banchi di prova dell’intelligenza artificiale italiana”. Secondo Tripi, il settore dei trasporti può diventare un potente motore di domanda per l’intera filiera tecnologica nazionale, a condizione di favorire la condivisione dei dati, sostenere gli investimenti e creare spazi di sperimentazione in condizioni reali.
Le istituzioni: logistica leva di competitività e sviluppo
Nel corso della giornata sono intervenuti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee.
Nel suo videomessaggio, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha definito la logistica “una leva fondamentale di competitività, sicurezza economica e coesione del mercato unico”.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha invece richiamato l’attenzione sulla necessità di una revisione del sistema ETS europeo, ritenuta essenziale per accompagnare la competitività delle imprese nella transizione energetica.
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha posto l’accento sull’integrazione tra mobilità e turismo, evidenziando il ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale per governare i flussi turistici e favorire la destagionalizzazione.
A chiudere gli interventi, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha ricordato l’impegno del MIT sul fronte degli investimenti, sottolineando che il dicastero ha attualmente in campo 264 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali.


















