Communiqué
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DICHIARAZIONE DEL VICE PRESIDENTE PER LE POLITICHE INDUSTRIALI E IL MADE IN ITALY
Roma, 28 marzo 2026 – Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025.
Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare.
Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento – penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso.
A novembre avevamo avuto rassicurazioni dal Governo sul fatto che le cosiddette imprese “esodate” del 5.0 avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano Transizione 5.0, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025.
Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia.
Resta, inoltre, il tema del nuovo iper-ammortamento che le imprese stanno aspettando da tre mesi la cui piena operatività sembra ancora lontana.

