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Lo spread viene dal debito - L’editoriale di Andrea Montanino su La Stampa

29 maggio 2019 | Centro Studi

Nella giornata di ieri lo spread ha raggiunto i 290 punti base. Significa che paghiamo sui nostri debiti quasi il 3% in più rispetto alla Germania.

Nel suo editoriale di oggi per La Stampa Andrea Montanino, Capo economista di Confindustria, analizza come questa situazione rischi di compromettere gli sforzi che da quasi tre decenni stanno compiendo gli italiani per tenere sotto controllo il debito pubblico attraverso l'alto carico fiscale.

Perché mette a rischio il settore finanziario che ha in portafoglio il debito, affossa le prospettive di crescita dell'economia reale e rende le aziende italiane meno competitive rispetto a quelle dei partner europei. Le incertezze dell'oggi si sommano alla storia antica del debito pubblico.

L'Italia è l'unico grande paese dell'eurozona che ha un costo del debito più alto del tasso di crescita. Generare fiducia sui mercati internazionali e una crescita economica più sostenuta sono le vere leve per far calare il debito.

Se abbassassimo i nostri tassi al livello della Spagna e alzassimo la crescita al livello della Francia, ecco che si azzererebbe questa differenza e il debito si metterebbe automaticamente su un sentiero discendente senza sacrifici eccessivi.

Con un giusto mix di politiche è un obiettivo che può essere tranquillamente raggiunto: sbloccare le opere pubbliche già finanziate ad esempio, sostenere l'export, rilanciare i consumi con sgravi fiscali mirati per creare un po’ di domanda interna.

 


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