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Primo obiettivo la crescita con infrastrutture e lavoro: l’intervista del Presidente Boccia a Il Messaggero

31 agosto 2019 | Presidente

La Germania è in recessione e l’economia globale arretra. Circostanze che costringono il nostro Paese a una reazione puntando su crescita e lavoro come priorità della politica e del nuovo governo nascente.

Così il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia in apertura della sua intervista di oggi per Il Messaggero. 

Il punto è far prevalere le ragioni dello sviluppo nell’interesse nazionale: come ridare slancio e competitività al nostro sistema industriale al Nord come al Sud. Un governo, come qualsiasi altra organizzazione, si valuta dai risultati più che dagli obiettivi.

Al termine delle cinque convocazioni pre-estive con il Governo gli abbiamo fatto avere un documento con le nostre proposte sui principali dossier economici aperti.  

È necessario avviare massicci investimenti in infrastrutture e di tagliare il cuneo fiscale a vantaggio del potere di acquisto dei lavoratori.

A queste misure aggiungiamo un grande piano per l’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro.

Per quanto riguarda le infrastrutture l’Italia potrebbe mettersi alla testa di un’interessante stagione riformista in Europa che punti su investimenti sovranazionali, anche in chiave anticiclica, da finanziare attraverso l’emissione di Eurobond o con altri strumenti finanziari che si riterranno più utili.

Sulla prossima manovra di bilancio è evidente che esiste un problema di risorse legate al debito pubblico. Occorre pertanto darsi delle priorità all’interno di un quadro organico di politica economica capace di individuare i grandi fini che si vogliono raggiungere nell’economia reale e costruire attraverso la crescita un Paese più equilibrato, in grado di superare i divari, capace di mantenere la sua posizione di seconda manifattura d’Europa.

Come abbiamo ricordato fin dalle Assise di Verona le tre grandi questioni del Paese sono meno deficit, meno debito pubblico e più crescita.

È evidente che occorra formare un esecutivo che abbia chiari gli obiettivi da raggiungere, che eviti conflitti al suo interno, che cominci ad affrontare i problemi del Paese con una visione di medio termine e senza dogmi.

Occorre evitare di usare l’Unione Europea come alibi per non affrontare le questioni interne e rifiutando l’idea di chiedere flessibilità per spesa ordinaria. Occorre tenere ben presente, poi, che la questione economica è la chiave per risolvere la questione sociale. 

Tra le altre cose l’auspicio è che si riesca a indicare e ottenere quanto prima un commissario europeo di primo livello - alla Concorrenza, all’Industria, al Commercio o al Mercato interno – cominciando a puntare a Bruxelles su dirigenti di alto profilo. 

Il punto è coniugare crescita economica e interesse generale partendo dal presupposto che l’industria può e deve essere un partner determinante. Un tema fondamentale è far ripartire l’ascensore sociale attivando corsi di formazione dentro e fuori le fabbriche, potenziando gli Its e rilanciando gli strumenti di Industria 4.0

Nella sostanza il nostro messaggio è di superare tattiche e presentismo, non cavalcare ansie, ma esprimere una visione di futuro del Paese recuperando il primato della politica attraverso una prospettiva di medio-lungo termine portatrice di sogno e speranza.


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