Perché la politica ha bisogno dei banchieri centrali - L’editoriale di Andrea Montanino su La Stampa

21 giugno 2019 | Centro Studi

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Nel suo editoriale di oggi su La Stampa, Andrea Montanino, Capo economista di Confindustria, sottolinea come, con ritmi diversi, l'eurozona e gli Stati Uniti stanno probabilmente avviandosi verso una nuova fase di rallentamento accumunati, come sono, da due fatti:

  • alta incertezza sulle prospettive economiche legate soprattutto a fattori politici,
  • e inflazione che fatica a ritornare sui livelli considerati «normali».

Chi pensava che la stagione dei banchieri centrali fosse terminata si dovrà ricredere, come hanno fatto capire sia il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell mercoledì a Washington, sia il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi martedì a Sintra, in Portogallo.

Malgrado quasi un decennio di politiche monetarie espansive, sembra che non sia ancora il momento per la normalizzazione della politica monetaria e per mettere in soffitta l'attivismo dei banchieri centrali.

Va detto che il protagonismo delle Banche centrali è stato da taluni vissuto con fastidio.

Ma la politica ha disperatamente bisogno di banche centrali attive e che tengano bassi i tassi: se non riuscirà a ridurre il livello di incertezza e di rischio, e a proporre politiche sostenibili per la crescita, allora avremo ancora bisogno dei banchieri centrali

 


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