Confronto con il governo su lavoro e crescita

17 aprile 2019 | Presidente

Il rallentamento dell'economia genera aspettative in termini di reazione. Ci si aspetta coerenza. Il fatto che il governo si renda conto che lavoro e crescita sono due aspetti fondamentali della tenuta della manovra e della politica economica del Paese è sicuramente un passo avanti che crea però maggiori aspettative da parte del mondo dei produttori.

Ne ha parlato oggi il Presidente Boccia, intervistato dal Corriere della Sera.

Dobbiamo lavorare per mantenere e superare la nostra posizione di seconda manifattura d'Europa e non possiamo fare errori. L'operazione verità del governo nell'ambito del Def sulla crescita corrisponde a quanto aveva dichiarato il nostro Centro Studi: noi prevedevamo crescita zero, il governo 0,1.

Occorre reagire non constatare.

Sul Def abbiamo presentato le nostre riflessioni in audizione. Stando al testo presentato dal governo, bene la revisione del dato sulla crescita. Il rallentamento dell'economia, essendo il nostro un Paese che vive di export — 560 miliardi di euro di cui oltre l'80% grazie all'industria italiana — impone però di focalizzare l'attenzione sui fattori di produzione, lavoro e imprese avendo attenzione a 3 fondamentali:

  • infrastrutture/investimenti pubblici
  • crescita e competitività delle imprese
  • credito alle imprese e alle famiglie

L'impatto sulla crescita che il governo prevede con il decreto crescita e sblocca cantieri è da auspicare, ma occorre una operazione rilevante sugli investimenti pubblici, immediata per l'apertura dei cantieri e un piano di inclusione giovani nel mondo del lavoro.

Riteniamo che nella scia del piano industria 4.0 sia necessario premiare chi investe e una politica economica che si orienti su una industria ad alta intensità di investimenti, alto valore aggiunto e elevata produttività.

Per quanto riguarda il dibattito sulla flat tax, occorre a nostro avviso una riforma fiscale complessiva: abbiamo ancora troppi pesi su chi produce e serve un clima favorevole a chi ogni giorno investe e rischia nel e per il Paese.

Il confronto con questo governo è partito in salita. Le divergenze ci sono, a partire dalla TAV, dal ricorso al deficit, dal decreto dignità. Ma nelle ultime settimane abbiamo notato un clima diverso nel linguaggio e nella volontà di confrontarsi su una serie di proposte. Cosa si deciderà è ancora presto per dirlo.


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