Robiglio al Mattino: Vaccini e Recovery le due certezze. Ora investire sulle infrastrutture

13 maggio 2021 | Vice Presidente,Piccola Industria



I segnali di ripresa che si intravedono all’orizzonte si basano su due elementi di certezza secondo il Presidente della Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria Carlo Robiglio intervistato da Il Mattino: “Uno si riferisce al Piano vaccinale che oggi prosegue, non senza difficoltà, ma ci induce comunque a sperare di poter riprendere gradualmente le normali condizioni di lavoro e di mobilità. Il secondo è il potenziale del Pnrr: abbiamo ormai tutti la consapevolezza che ci troviamo di fronte ad una sfida epocale della quale dobbiamo essere protagonisti utilizzando bene le ingenti risorse europee in arrivo. In aggiunta ci sono i segnali di un'industria manifatturiera che pure nel disastro di questi mesi ha saputo sorreggere il Paese, trasformando l'emergenza nell'opportunità di rivedere modelli di business e piani di investimento nella logica della transizione digitale oltre che sui temi dello smart working e del welfare”.


Robiglio si è soffermato anche sull’accelerazione che le graduali riaperture potrebbero finalmente dare al turismo: “Si deve partire dal turismo e dal Mezzogiorno, senza i quali, come ho sempre detto, il Paese non andrà da nessuna parte. E che le due cose siano molto connesse tra di loro è evidente. Ma questa anche per il turismo dev'essere un'occasione di rinnovamento e di innovazione nella quale investire. Non dimentichiamo che prima della pandemia non eravamo tra le mete di riferimento a livello internazionale. Siamo, anche in questo settore, un Paese con immense potenzialità ma molto indietro sul piano infrastrutturale, soprattutto nel Mezzogiorno. Adeguarsi ai canoni dell'offerta internazionale è, di conseguenza, l'unica strada per confermare al turismo, che prima della pandemia incideva per il 14% sul Pil nazionale, un ruolo di traino per l'economia del Paese”.


Mentre sugli 82 miliardi che il Pnrr ha destinato al Mezzogiorno il presidente della Piccola ha detto: “Se si spendono male diventano insufficienti anche il doppio di queste risorse. Sicuramente 82 miliardi sono una cifra importante ma credo che sia importante soprattutto capire cosa si vuole fare e come si intende intervenire. Serve strategia e Confindustria ne ha indicata una, ad esempio, con il Progetto sull'economia del mare formulando un documento di proposte molto articolato. Dobbiamo valorizzare i porti, potenziare le infrastrutture e connetterle tra loro. In questo modo, potrà beneficiarne anche l'offerta turistica dell'area. È chiaro che altrettanto nitida dev'essere la visione del governo: il Mezzogiorno può e deve diventare la piattaforma logistica del Mediterraneo con altissima capacità di creare valore aggiunto, che ad oggi ancora manca”.


Robiglio si è poi concentrato sulla situazione delle imprese e sulla loro capacità di ripresa: “Non commettiamo l'errore di parlare di politica dei settori. Certo, ce ne sono alcuni più in difficoltà, come il turismo, ma a nessuno è preclusa la possibilità di investire e rilanciarsi. Il Covid ha senza dubbio messo in evidenza e accelerato le fragilità che alcune imprese avevano. Aziende grandi ma anche di medie e piccole dimensioni non possono sopravvivere all’ombra di situazioni che oggi non sono più possibili. Dobbiamo trovare modalità e percorsi virtuosi che facciano uscire in modo indolore queste imprese dal sistema economico salvaguardando l'impatto sociale che ne deriverebbe”.


Sul capitolo liquidità, invece, ha sottolineato: “È importante confermare e rafforzare gli interventi di supporto alla liquidità e introdurre misure per favorire il rafforzamento patrimoniale e il riequilibrio della loro struttura finanziaria. Dobbiamo assicurare sostegno a imprese sane e con business solidi che hanno subito i colpi inferti dalla pandemia, per permettergli di ripartire. Ma è altrettanto vero che l’asfissia da liquidità derivava anche da difficoltà di business su cui non si era investito in innovazione al momento giusto. La pandemia è stato il colpo di grazia, in questi casi”.


L’ultima riflessione è stata sul Recovery plan e la necessità di fare le riforme: “Tutto ciò di cui abbiamo parlato finora non serve a nulla senza le riforme. Sono l'aspetto prodromico per la ripresa del Paese e del Mezzogiorno in particolare. Giustizia, pubblica amministrazione e politiche del lavoro sono i tre grandi cardini per rimettere in moto una macchina asfittica che proprio nel Sud appare oggi in tutta la sua drammatica evidenza”.


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