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Beltrame a La Stampa: Per rilanciare il Paese serve la svolta digitale

27 giugno 2020 | Affari Internazionali


“Abbiamo rilevato che ad aprile, rispetto all'anno scorso, le nostre imprese hanno perso circa il 48% di export. È un dato veramente negativo. Purtroppo, in questo momento, le aziende non hanno liquidità. Noi stimiamo che sei aziende su dieci chiederanno i finanziamenti dello Stato. Ma molte nostre piccole e medie imprese, non riusciranno ad accedere a questi fondi a causa degli ostacoli burocratici”. 

 

Così Barbara Beltrame, Vice Presidente per l’Internazionalizzazione, in un’intervista di Alan Friedman su La Stampa.

 

Secondo Beltrame, è importante «semplificare tutte le procedure, a partire dagli strumenti gestiti da Simest. Dobbiamo fare in modo che le aziende ottengano quanto necessario in maniera semplice, veloce e chiara. E poi il Governo deve supportarci per penetrare i mercati dove ora non siamo presenti. A cominciare dall'Asia, dove oggi esportiamo solo il 10%. È lì che dobbiamo puntare".

 

“Dobbiamo cercare di snellire le procedure e fare in modo che per le nostre aziende la burocrazia non diventi peggio del Covid», sottolinea Beltrame.  



Le aziende hanno 3 priorità:

1) l'e-commerce: l'Italia è ancora molto indietro rispetto agli altri Paesi. Da noi le vendite online valgono il 17% del Pil, mentre in Corea del Sud arrivano all'84%;

2) gli accordi commerciali: dobbiamo fare in modo che le nostre aziende arrivino in maniera più semplice sui mercati esteri;

3) la contraffazione: tutti vogliono il nostro Made in Italy ma dobbiamo fare attenzione perché i nostri prodotti sono talmente belli che tutti li copiano».


Sulla digitalizzazione la vice presidente osserva che, “dal rapporto della Commissione europea su 27 Paesi, risultiamo quartultimi. Il nostro ritardo non è dovuto solo all'uso di Internet, ma alla mancanza di competenze, quindi occorre lavorare in sinergia per farle emergere. La digitalizzazione è sicuramente importante, ma non è una bacchetta magica. Molte fiere espongono prodotti tattili, quindi dovranno tornare ad essere realizzate di persona. Altre, invece, potrebbero continuare in digitale. Insomma, bisogna trovare il giusto mix. Per quanto riguarda l'e-commerce, non siamo ancora in grado di competere con gli Usa, quindi con Amazon, o la Cina che ha Alibaba. L'Italia deve giocare un ruolo da protagonista, ma servirebbe una piattaforma europea unica , come accade  negli Usa o in Cina”. 
 

Quali sono i messaggi chiave che Confindustria vorrebbe recapitare al resto del mondo, per quanto riguarda i prodotti italiani? «Sul made in Italy è importante sottolineare due cose. Primo: noi abbiamo  gusto, bellezza e un'alta qualità dei prodotti. Secondo: l'eccellenza italiana non è stata contagiata dal virus. È quindi fondamentale continuare a sostenere la domanda del made in Italy». 

 

Infine, commentando gli Stati Generali, Barbara Beltrame fa notare «che le tavole di confronto sono importanti per le Istituzioni per avere una visione a tutto campo. Il Governo ha ricevuto proposte e ha ascoltato diversi punti di vista. Ora deve approfittarne tenendo presenti questi contributi nel momento in cui dovrà delineare la strategia di rilancio del Paese”. E non c'è alternativa – conclude la vice presidente -  alla necessità di utilizzare tutti i fondi europei. I 37 miliardi del Mes possono servire non solo a rinforzare il comparto della sanità, ma anche a finanziare la ricerca scientifica nel nostro Paese”. 



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