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VOUCHER INNOVATION MANAGER - IL PUNTO

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Finanza per la Crescita - Voucher Innovation Manager

06 febbraio 2020 |

La rubrica "Finanza per la crescita" è un nuovo contenitore mensile pensato per dare notizia di tutte le opportunità offerte alle imprese impegnate in processi di crescita dagli strumenti finanziari alternativi al credito.

Uno spazio per raccontare le best practice di chi ha deciso di sbarcare a Piazza Affari e di chi guarda alla Borsa come una strategia di lungo periodo, di chi apre il capitale a fondi di private equity e venture capital e diversifica le fonti di debito, di chi rivede la propria governance e avvia processi di riorganizzazione e managerializzazione per prepararsi a dialogare con i mercati.

Sono queste, infatti, le leve di sviluppo per fare grandi le nostre imprese.

 

Voucher Innovation Manager - Il punto

Il Voucher Innovation Manager è un incentivo in conto capitale, a fondo perduto, introdotto dalla Legge di Bilancio 2019. E' destinato alle Pmi e alle reti d’impresa per l’acquisto di servizi di consulenza finalizzati a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale, ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa incluso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

 

Questa misura ha accolto una proposta avanzata da Confindustria, anche in occasione delle Assise 2018, e punta a favorire l’inserimento nelle Pmi di una figura manageriale ancora poco presente: quella del chief financial officer (CFO), indispensabile per programmare operazioni di finanza straordinaria quali l’emissione di obbligazioni, l’apertura del capitale a fondi d’investimento, operazioni di M&A, la quotazione in borsa.

 

Per l'incentivo sono stati stanziati 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020, e 2021. Nel 2019 sono state presentate 3.615 domande, e i termini della presentazione sono stati chiusi il 13 dicembre per esaurimento delle risorse. Per accoglierle tutte il Mise, su richiesta di Confindustria, ha rifinanziato la misura con altri 46 milioni.

Nel dettaglio, sono state 3.063 le domande presentate dalle piccole imprese, 537 da quelle di medie dimensioni e 15 dalle reti d’impresa, per un costo totale dei progetti pari a oltre 205 milioni di euro. Da una prima analisi risulta, inoltre, che circa il 60% delle domande riguarda consulenze in tema di innovazione e trasformazione digitale, mentre circa il 40% si riferisce a consulenze per l’ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi. Incluso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Il contributo è riconosciuto per due periodi d’imposta consecutivi e, in relazione a ciascun periodo d’imposta, nelle seguenti misure:

- micro e piccole imprese: 50% dei costi sostenuti per consulenze fino a 40mila euro

- medie imprese: 30% dei costi sostenuti fino a 25mila euro

- reti di impresa che abbiano nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti del Piano Nazionale Impresa 4.0: 50% dei costi sostenuti entro il limite massimo complessivo di 80mila euro.

I contributi sono subordinati alla sottoscrizione di un contratto di consulenza tra le imprese e le società di consulenza o i manager qualificati iscritti in un elenco istituito con apposito decreto del Mise. Possono iscriversi all’elenco del Mise anche le società di consulenza accreditate negli albi o elenchi dei consulenti in innovazione istituiti presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali. In proposito 4. Manager, in collaborazione con Confindustria, ha istituito un elenco per le società di consulenza, con capitale interamente posseduto da Federazioni e Associazioni del sistema confindustriale.

 


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