COMUNICATI STAMPA

Roma, 5 ottobre 2017 - Le imprese sono estremamente preoccupate per l’addendum alle linee guida sul trattamento degli NPL messo in consultazione ieri dalla Bce. Contiene una serie di previsioni e di automatismi che, se confermati, avrebbero un impatto di grande rilievo sui requisiti patrimoniali delle banche, imponendo loro nuovi e onerosi accantonamenti e anche sul mondo delle imprese con una ulteriore, ingiustificata, stretta nell’offerta di credito.  

 

Si tratta dell’ennesimo intervento che modifica significativamente - senza che ci siano analisi di impatto e argomentazioni solide che lo giustifichino - disposizioni già esistenti, con l’effetto non solo di spiazzare le banche e i loro piani industriali a medio e lungo termine, ma anche di penalizzare i risparmiatori azionisti delle banche e, soprattutto, di restringere i canali di finanziamento delle imprese, in particolare di quelle piccole e medie, incidendo sulla crescita e sul livello di occupazione in tutta Europa.  

 

Una scelta che appare incomprensibile, dato che nelle attuali regole ci sono tutti i meccanismi necessari ad assicurare adeguata copertura dei crediti deteriorati, e che le disposizioni in consultazione rappresenterebbero una misura prociclica, in netta contraddizione con la politica monetaria espansiva ed anticiclica della stessa BCE.  

 

Ciò appare irragionevole in questo momento storico, specie se si considera che siamo all’inizio di una fase di ripresa e che con simili interventi si rischia di ridurre e depotenziare gli effetti positivi che si sono realizzati nell’economia reale e che è necessario continuare a stimolare con ulteriori interventi di politica economica.

 

Confindustria intende agire, anche in sede europea, non solo per contestare l’impostazione e la tempistica delle nuove linee guida sugli NPL, ma più in generale per ribadire ai regolatori che occorre coerenza nelle linee di politica economica e quelle della politica monetaria che devono essere anticicliche ed espansive e non invece antitetiche, così da assicurare l’indispensabile equilibrio tra le azioni volte a perseguire la stabilità del settore finanziario e quelle mirate a stimolare competitività e crescita.

Oggi Parlamento europeo, Commissione e Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla modifica della metodologia anti-dumping contro le importazioni dalla Cina.

 

“Si tratta di uno dei dossier più delicati e controversi che avrà riflessi significativi sulla politica commerciale e su quella industriale della UE”, ha commentato Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa.

 

“Quasi un anno fa siamo partiti in salita con una proposta della Commissione UE che con pochi segni di penna avrebbe regalato lo status di economia di mercato alla Cina, mettendo fuori mercato interi settori produttivi.

 

Questo tentativo è stato sventato grazie a un buon gioco di squadra di cui dobbiamo essere fieri - prosegue la vicepresidente - il Ministro Carlo Calenda ha fatto sentire fin dall’inizio il peso dell’Italia in Consiglio e l’On. Salvatore Cicu, relatore per il Parlamento europeo, sostenuto dai principali gruppi politici, ha condotto con abilità il negoziato finale.

 

Dal canto nostro, in sintonia con i settori coinvolti, siamo stati in prima linea fino all’ultimo giorno del negoziato. Il risultato finale - conclude la Ferrarini - rispecchia gli interessi divergenti che caratterizzano l’Europa.

 

Non tutte le nostre richieste sono state accolte, ma fino a che il mercato cinese continuerà ad essere distorto, non si potranno usare i prezzi e costi interni per calcolare il dumping e la Commissione si è impegnata a non imporre ulteriori oneri sulle imprese. Confindustria non abbasserà la guardia e vigileremo caso per caso affinché gli impegni vengano rispettati ed attuati”.

Mattioli: "La candidatura di Milano offre condizioni ideali, doverosa valutazione oggettiva"

Il sistema produttivo italiano ha presentato la candidatura di Milano a nuova sede EMA alla business community internazionale questa mattina a Bruxelles, di fronte ad un pubblico composto da rappresentanti del mondo delle imprese europee.

 

L'evento è stato organizzato da Confindustria, Farmindustria, Federchimica, Fondazione Milano per EXPO 2015, Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi e Assolombarda, coordinate da Diana Bracco, rappresentante unico del mondo delle imprese nella cabina di regia istituzionale.

 

“Affrontiamo la sfida a testa alta, grazie ad una candidatura che offre le condizioni ideali per perseguire con forza gli obiettivi dell’EMA, cruciali per la salute ed il benessere di tutti i cittadini europei. Ecco perché è essenziale, oltre che doveroso, che la scelta che saranno chiamati a fare gli Stati membri sia basata sui più rigorosi parametri oggettivi di valutazione”.

 

Così la Vice Presidente di Confindustria Licia Mattioli, che ha poi continuato: “L'assegnazione dell'EMA a Milano consentirebbe di facilitare ulteriormente la collaborazione con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha sede a Parma, attivando importanti sinergie e coordinamento sui temi della salute, nutrizione e sicurezza alimentare".

 

Per saperne di più, scarica il comunicato stampa.

Il ministro ha incontrato in Confindustria il Tavolo Informale Infrastrutture presieduto dal Vice Presidente Stefan Pan.

Oggi il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio ha incontrato in Confindustria il Tavolo Informale Infrastrutture presieduto dal Vice Presidente Stefan Pan. Il Tavolo è composto da rappresentanti delle grandi imprese aderenti e del sistema associativo. 

 

Nel corso dell’incontro è stato affrontato il tema della programmazione degli investimenti, nonché quello delle procedure decisionali e realizzative

 

Il Ministro, rispondendo puntualmente alle sollecitazioni pervenute dai presenti, ha condiviso in modo particolare l'esigenza di procedere nell’opera di semplificazione dei processi decisionali, da cui dipende il pieno utilizzo delle cospicue risorse economiche già rese disponibili dal Governo con una pianificazione di opere e risorse a lungo termine.

 

Sono state affrontate anche altre tematiche relative all’impegno del Governo di promuovere gli investimenti, tra le quali il Sisma-Bonus applicato all’edilizia non residenziale e gli interventi di manutenzione stradale, in particolare quelli necessari a definire le direttrici da dedicare ai trasporti eccezionali. Su entrambe, il Ministro ha rassicurato sull’impegno dei propri uffici nel presentare proposte concrete sulle criticità esposte, anche nell’ambito della prossima Legge di Bilancio.

A proposito delle misure tese ad agevolare l’assunzione dei giovani, Confindustria ribadisce che per ottenere il forte impatto desiderato occorrerà investire risorse sufficienti a garantire la piena decontribuzione fiscale per i primi tre anni, ovviamente con i limiti che saranno utili a evitare usi strumentali e distorti.

 

Solo in presenza di scelte mirate e selettive sarà infatti possibile aprire le porte delle imprese a 900mila giovani nel triennio affrontando con coraggio e determinazione quello che possiamo considerare il principale problema del Paese.

 

Il progetto giovani di Confindustria punta a conciliare gli interessi delle imprese con quelli delle famiglie perché i giovani da assumere altro non sono che i figli delle famiglie italiane. La loro immissione nel mondo del lavoro avrà un impatto positivo sull’economia reale rendendo più competitive le imprese e spingendo i consumi e facendo ripartire la domanda.

 

Il presidente Vincenzo Boccia parteciperà questa sera alle 19 al dibattito su Lavoro e Persona in programma al Meeting di Rimini.

“Le imprese potranno finalmente contribuire alla crescita dei paesi meno sviluppati e al miglioramento delle condizioni di vita delle loro popolazioni”

“Le imprese potranno finalmente contribuire alla crescita dei paesi meno sviluppati e al miglioramento delle condizioni di vita delle loro popolazioni”, così Licia Mattioli, Vice Presidente di Confindustria per gli Affari Internazionali, commenta il bando di gara rivolto alle imprese per finanziare e realizzare progetti di sviluppo sostenibile nei paesi partner di cooperazione.

 

“La nuova legge per la cooperazione internazionale – afferma Mattioli – ha impresso una svolta significativa riconoscendo alle imprese il ruolo di attori dello sviluppo, come già avveniva da anni in tutti i paesi avanzati. È stata inoltre istituita l’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale, una nuova e moderna struttura con compiti operativi che migliorerà il funzionamento della cooperazione nazionale. Una volta divenuta operativa – continua Mattioli – l’Agenzia ha iniziato a pubblicare i primi bandi e lo scorso 21 luglio è stata la volta delle imprese. Guardiamo a questo primo bando per le aziende come a una interessante opportunità per orientare al meglio i fondi pubblici e apprezziamo il lavoro svolto dal Vice Ministro Giro e dal Direttore dell’Agenzia Laura Frigenti.

 

Confindustria ha collaborato con l’Agenzia realizzando dei seminari informativi sul territorio che hanno riscosso grande interesse. Il termine per la presentazione dei progetti è il 26 ottobre ed entro fine anno i fondi dovrebbero essere assegnati. Sarà un sperimentazione importante – conclude Mattioli – perché le imprese impareranno a valorizzare le proprie eccellenze perseguendo obiettivi di sviluppo in un’ottica di business inclusivo”.

 

Per partecipare al bando: http://www.aics.gov.it/?page_id=14554

Napoletano, classe 1958, è Amministratore Unico della IBG SpA

Rosario Caputo è da ieri il nuovo presidente di Federconfidi. Napoletano, classe 1958, è Amministratore Unico della IBG SpA, sede a Caserta e stabilimento produttivo a Buccino (SA). L’azienda produce e commercializza nel Mezzogiorno i brand Pepsi Cola, Gatorade, Thè Lipton, Looza, Lay's e Chinotto Neri. Dal 2000 Caputo è presidente di Ga.Fi. il Confidi confindustriale della Campania. Eletto all’unanimità da Federconfidi, che si è riunita ieri in Assemblea, resterà in carica fino al 2020.

 

Federconfidi, che riunisce i Confidi di area confindustriale, rappresenta 29 consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi distribuiti sull’intero territorio nazionale per un totale di oltre 190.000 piccole e medie imprese industriali e garantisce finanziamenti a PMI per oltre 6,7 miliardi di euro. 

 

“Da imprenditore del Sud sono molto orgoglioso di questo incarico - dichiara il neo presidente – continueremo a fornire un valido supporto al sistema dei Confidi che rivestono un ruolo di primaria importanza nell’economia del nostro Paese e mi impegnerò personalmente perché in materia di accesso al credito ci sia il giusto equilibrio tra le esigenze delle nostre piccole imprese e le giuste regole bancarie. I Confidi sono stati e sono ancora protagonisti di una profonda evoluzione, che ha già comportato importanti processi aggregativi e di razionalizzazione. Per proseguire su questa strada - conclude il presidente Caputo - abbiamo bisogno di modernizzare il nostro ruolo e di condividere maggiormente le diverse esperienze, favorendo la diffusione delle nostre eccellenze, per generare quelle sinergie che ci possono far superare le sfide di un contesto normativo e di mercato che negli anni è profondamente cambiato”.

Il Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini è intervenuto oggi pomeriggio alla riunione del Consiglio delle Rappresentanze Regionali di Confindustria presieduto dal Presidente Stefan Pan e da Natale Mazzuca, Presidente del Comitato per la Coesione territoriale.

 

Al centro del dibattito il futuro delle politiche di coesione in vista dell’apertura del negoziato sul bilancio europeo dopo il 2020.

 

Confindustria e Conferenza delle Regioni hanno condiviso l’esigenza di fare sistema nei confronti delle Istituzioni europee, per sostenere una politica che considerano strategica per la competitività delle imprese e dei territori, soprattutto su temi come l’innovazione, l’occupazione e il capitale umano.

 

L’idea comune è di proporre al Governo la costruzione di una proposta condivisa sul futuro delle politiche regionali e di coesione territoriale, in una cabina di regia aperta alle parti sociali.

 

“Non possiamo giocare in difesa- spiega Stefan Pan, Vice Presidente di Confindustria- dobbiamo avere la capacità di fare proposte in grado di affrontare le criticità che la politica di coesione ha incontrato finora, promuovendone una robusta semplificazione che la renda sempre più fruibile e vicina alle imprese”. 

 

“Le Regioni, come mostrano i dati 2007-2013, hanno migliorato la loro capacità di spesa -  sostiene Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni - devono ora attrezzarsi per consolidare i risultati ottenuti: l’autorevolezza del nostro Paese nel negoziato dipenderà, infatti,  sia da quanto sapremo essere efficaci ed efficienti nell’utilizzo dei fondi attualmente a disposizione, sia dalla capacità del Paese di fare squadra”.

Al termine del Business Forum Canada-Italia che si è svolto questo pomeriggio in Confindustria, il presidente Vincenzo Boccia ha incontrato il Primo Ministro del Canada Justin Trudeau per parlare di commercio estero e dello scenario globale, approfondendo lo stato dell’arte e i contenuti del CETA. L'incontro è stato l'occasione per verificare volontà e possibilità di collaborazioni industriali tra imprese italiane e canadesi.

 

Erano presenti, tra gli altri, il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, il Ministro canadese per il commercio internazionale Philippe Champagne, la vicepresidente per l’internazionalizzazione Licia Mattioli, il vicepresidente per il capitale umano Giovanni Brugnoli e il direttore generale Marcella Panucci, oltre a un gruppo ristretto di imprenditori: Sergio Marchionne, Amministratore Delegato FCA- FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES, Vito Pertosa, Presidente ANGELO INVESTMENTS, Paolo Astaldi, Presidente ASTALDI, Giovanni Castellucci, Amministratore Delegato ATLANTIA AUTOSTRADE PER L’ITALIA,  Carla Ferrari, Presidente EQUITER, Francesco Paolo Fulci, Presidente FERRERO,  Gioia Ghezzi, Presidente FERROVIE DELLO STATO ITALIANE, Enrico Moretti Polegato, Vice Presidente GEOX GROUP, Niccolò Rossi di Montelera, Presidente GRUPPO BIRKS, Alessandro Profumo, Amminsitratore Delegato LEONARDO, Veronica Squinzi, Global Development Director MAPEI.

 

 

 

·    Previsto il versamento di un importo di 30 milioni di euro nel capitale de Il Sole 24 Ore;
·    Confindustria resterà azionista di maggioranza;
·    Proposte misure per la modernizzazione della governance del Gruppo editoriale e a garanzia dell’indipendenza del giornale.


Il Consiglio Generale di Confindustria ha approvato oggi la proposta formulata dal Presidente Vincenzo Boccia per la partecipazione all’operazione di aumento di capitale de Il Sole 24 Ore SpA. La deliberazione prevede il versamento di un importo di 30 milioni di euro nel capitale della società, nell’ambito di una manovra finanziaria complessiva di 70 milioni di euro. 

 

L’operazione varata dal Consiglio Generale è sostenibile dal punto di vista finanziario per Confindustria e coerente con il mandato del Comitato dei Saggi, i quali – al momento della designazione del Presidente – stabilirono che Confindustria avrebbe dovuto mantenere la maggioranza del capitale. Infatti, l’operazione permetterà alla Confederazione di detenere il controllo di diritto sulla società.

 

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha dichiarato: “Il Sole 24 Ore ha un ruolo centrale nella cultura economica e industriale del Paese ed è una voce indipendente e autorevole della democrazia italiana, oltre ad essere fondamentale nella missione istituzionale e statutaria di Confindustria come ponte tra le imprese e il Paese. Le misure proposte oggi dal Consiglio Generale sono rivolte al sostegno del piano industriale proposto dal management della società e alla modernizzazione del suo modello gestionale, oltre che a evidenziare l’importanza del ruolo di Confindustria in quanto azionista di maggioranza”.

 

All’operazione di aumento di capitale è stata affiancata la proposta di presìdi di governance per assicurare il rispetto degli obiettivi del piano industriale da parte del CdA de Il Sole 24 Ore. Tali innovazioni permetteranno, inoltre, di allineare la società alle best practice del settore a livello internazionale. Il Consiglio Generale ha infatti auspicato che venga confermata l’articolazione dei poteri attribuiti a presidente e amministratore delegato del Gruppo, abbandonando definitivamente il precedente assetto “duale” e delegando il ruolo operativo al solo amministratore delegato. 
Secondo Confindustria, il CdA dovrà poi ampliare le proprie prerogative, pronunciandosi in ultima istanza su nomine, revoche ed eventuali licenziamenti delle prime linee aziendali, previo parere del Comitato per le nomine e le remunerazioni. 

 

Infine, il Consiglio ha ritenuto strategici altri due presidi: il primo, l’attribuzione al Comitato controllo e rischi del compito di monitorare l’attuazione del piano industriale, riferendo periodicamente al CdA; il secondo, l’istituzione di un Comitato interno al CdA preposto alla verifica della mission editoriale de Il Sole 24 Ore, in coerenza con la promozione della cultura economica e industriale.

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