COMUNICATI STAMPA


 

 

Roma, 10 marzo 2021 – Confindustria, in attesa delle determinazioni e dei protocolli specifici che la gestione commissariale straordinaria ha annunciato alle parti sociali, ha intanto avviato una ricognizione sull’intero sistema associativo. Le Associazioni di tutto il territorio nazionale hanno ricevuto un questionario volto a identificare le imprese concretamente disponibili alla funzione di "fabbriche di comunità", quindi idonee per essere configurate come siti vaccinali e moltiplicare così quelli già attivi nel nostro Paese. Secondo Confindustria è assolutamente prioritario procedere alla copertura più ampia possibile della popolazione nella maniera più rapida ed efficiente. Solo così l’Italia potrà sconfiggere la pandemia, ridurre drasticamente il tragico bilancio di vittime e consentire la più veloce e solida ripresa delle attività economiche, del lavoro e del reddito di tutti gli italiani.    



VACCINI: CONFINDUSTRIA, OBIETTIVO DEVE ESSERE TRACCIARE LA STRADA PER IL RITORNO ALLA NORMALITÀ
Imprese pronte a essere parte attiva della campagna vaccinale pubblica


Roma, 4 marzo 2021 - Nel corso dell’incontro di oggi convocato dal Ministro Orlando, Confindustria, rappresentata dal Direttore Generale Francesca Mariotti, ha ribadito la disponibilità delle imprese a collaborare in modo attivo alla campagna pubblica di vaccinazione. L’obiettivo è supportare le Istituzioni e favorire un graduale ritorno alla normalità. Le imprese mettono a disposizione della “macchina” organizzativa pubblica i luoghi di lavoro che le Autorità sanitarie riterranno adeguati.

La delicatezza del tema affrontato, le gravi ma necessarie scelte di salute pubblica e i loro effetti sull’economia impongono decisioni tempestive e trasparenti, nel quadro di una regia unica nazionale. 

Con circa 5,5 milioni di dipendenti delle imprese associate a Confindustria è possibile raggiungere un bacino di circa 12 milioni di persone, considerando i nuclei famigliari, garantendo un supporto fondamentale allo sforzo del Paese. 

L’obiettivo delle imprese è avere tempi e condizioni certi per un graduale ritorno alla normalità. Per questa ragione Confindustria ha da tempo presentato a Governo e sindacati una proposta operativa che individua tempi e strumenti per affrontare gli effetti, diretti e indiretti, della pandemia sul mercato del lavoro. Non è più sufficiente limitarsi a preservare l’esistente e gestire l’emergenza, occorre imboccare la strada della ripresa.


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CONFINDUSTRIA, ENEL X E 4.MANAGER PREMIANO I BEST PERFORMER DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Oggi la cerimonia finale della seconda edizione del concorso. Nove le aziende scelte dal Comitato Tecnico Scientifico del progetto


Roma, 2 marzo 2021 - Calabra Maceri e Servizi, Daikin, Dal Maso Group, Gruppo Società Gas Rimini, Maire Tecnimont, Mapei, Rete Horeca Group, Sisifo e TM Italia. Sono queste le nove realtà aziendali vincitrici, ciascuna per la propria categoria di riferimento, del concorso “Best performer dell’Economia Circolare”. Giunta alla sua seconda edizione e ideata da Confindustria (Sistemi Formativi Confindustria) ed Enel X, con la collaborazione di 4.Manager, la manifestazione si è conclusa questa mattina, con la cerimonia di premiazione online avvenuta nel corso di un webinar. Con 210 aziende partecipanti, quest’anno la manifestazione ha registrato un netto incremento rispetto all’edizione precedente, che aveva visto l’iscrizione di 160 realtà. 

L’obiettivo del concorso è quello di far emergere e valorizzare le imprese che più hanno saputo cogliere lo spirito e le opportunità di business offerte dal modello economico circolare nelle diverse fasi del ciclo produttivo (approvvigionamento, design, produzione, distribuzione, consumo, recupero, riciclo). Una testimonianza che conferma come anche per realtà imprenditoriali operanti in settori produttivi diversi tra loro, l’economia circolare sia una sfida per conseguire un vantaggio competitivo che genera un impatto positivo anche in termini ambientali, energetici ed economici.

Infatti, i best performer sono quelle imprese che, nell’arco temporale degli ultimi tre anni 2018-2020, hanno intrapreso azioni finalizzate allo sviluppo di un modello di business o all’attivazione/aggiornamento del processo produttivo, in un’ottica di transizione elaborata nella “logica circolare”. Al termine del percorso di valutazione, coordinato dal Comitato Tecnico Scientifico del progetto di cui fanno parte esperti di provenienza accademica, imprenditoriale ed istituzionale, sono stati individuati e premiati i “Best performer dell’economia circolare”.

Le aziende premiate riceveranno il Circular Economy Report, sviluppato da Enel X e certificato da enti indipendenti. Il report ha come obiettivo di analizzare lo stato di maturità circolare del business nell’ambito dei processi produttivi, logistici e amministrativi e individuare i gap e le opportunità. Infatti, l’analisi di circolarità non rappresenta il punto di arrivo, ma uno strumento di lavoro per individuare ulteriori soluzioni, misurabili e concrete che, una volta implementate, permetteranno alle imprese di ottenere un vantaggio competitivo proprio grazie alle numerose opportunità offerte dall'economia circolare. L’obiettivo è condividere il know how circolare che Enel X ha sviluppato negli anni e fornire un contributo utile all’esigenza condivisa di stimolare e valorizzare l’impegno delle aziende verso un livello di sostenibilità sempre maggiore.

La collaborazione tra Confindustria, Enel X e 4.Manager è nata grazie all’impegno che ormai da tempo queste realtà hanno dimostrato sul tema dell’Economia circolare, per individuare le aree di miglioramento e supportare le imprese negli investimenti nel campo della sostenibilità ambientale.

Sono ancora in corso le candidature per la terza edizione del concorso, relativa al 2020-2021. Le iscrizioni avranno termine il 31 marzo e tutti i dettagli sono online su http://economiacircolare.confindustria.it/.



IL COMMISSARIO UE PER L’ENERGIA INCONTRA CONFINDUSTRIA
Al centro del dibattito gli obiettivi del Green New deal, il mercato europeo del gas, rinnovabili ed efficienza, l’approvvigionamento e la sicurezza.


1 marzo 2021 - Oggi la Commissaria Ue per l’Energia Kadri Simson ha incontrato per la prima volta dal suo insediamento il Gruppo tecnico Energia di Confindustria, presenti il Presidente Aurelio Regina e Il Direttore Generale Francesca Mariotti. Durante l’incontro in videocollegamento con i rappresentati delle maggiori industrie manifatturiere e dell’energia in Italia si è discusso delle principali tematiche riguardanti il programma europeo per l’energia. Al centro dell’incontro lo sviluppo del mercato interno. I settori del manifatturiero hanno sottolineato l'importanza di superare gli ostacoli normativi che ancora impediscono un mercato del gas europeo integrato, interconnesso e adeguatamente funzionante. E sono stati presentati al Commissario i risultati dell'impegno dell'industria italiana nei settori delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, sul quale serve però raggiungere un quadro normativo sicuro e stabile nel tempo.
 
“Il vostro Paese è centrale per la realizzazione del Green Deal e per il successo di una ripresa sostenibile in Europa e nel Mediterraneo- ha commentato il Commissario Europeo per l’Energia Kadri Simson. La Commissione è pronta a collaborare con l'Italia per sviluppare il suo forte potenziale, per accelerare l'adozione di energie rinnovabili e di nuove tecnologie come l'idrogeno, garantendo al tempo stesso parità di condizioni in tutto il mercato unico e a livello globale. L'industria italiana è leader nell'efficienza energetica e in molte tecnologie energetiche. Per questo – ha concluso il Commissario - pensiamo possa uscire vittoriosa dal processo di transizione verso l'energia pulita.
 
“Siamo molto soddisfatti di aver ospitato il Commissario per poter discutere di queste tematiche cruciali per lo sviluppo dell’industria e del paese. Sull’ Energia c’è sicuramente bisogno di più Europa - ha sottolineato Il presidente del gruppo tecnico Energia Aurelio Regina nel corso dell’incontro. E’ necessario definire quanto prima i nuovi obiettivi del Green Deal europeo nel settore energetico e supportare gli Stati membri verso i loro obiettivi, in particolare con i Piani nazionali per l'energia e il clima.  L'Italia -ha proseguito Regina- ha una grande rilevanza geopolitica per l'Europa per soddisfare la sicurezza dell'approvvigionamento sia per quanto riguarda il mercato del gas, sia per gli obiettivi di interconnessione elettrica dell'UE e di cooperazione trasfontaliera. Infatti diversificare le fonti di approvvigionamento è un obiettivo da perseguire perché significa prezzi più bassi dell’energia per tutti i cittadini dell'UE . Per quanto riguarda i settori manifatturieri energy intensive a rischio delocalizzazione -ha concluso Regina- sono  cruciali la garanzia di misure di tutela quali il Carbon Leakage il Cross Borde Adjustement e una corretta revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici.”
 
Nel corso dell’incontro – ha affermato il Direttore Generale Francesca Mariotti - abbiamo sottolineato al Commissario l’importanza che anche la revisione della Fiscalità Energetica sia integrata in modo organico alle altre politiche e strumenti ambientali quali il meccanismo ETS per evitare distorsioni che potrebbero penalizzare il sistema industriale”.



 
 
Roma, 17 febbraio 2021 - “Esprimiamo grande soddisfazione per la chiara visione internazionale ed europeista espressa dal Presidente del Consiglio Draghi: l’irreversibilità dell’euro, la necessità di essere protagonisti in una Europa sempre più integrata, l’alleanza atlantica, il multilateralismo nei rapporti commerciali”. Così il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi in merito all’intervento del Presidente Mario Draghi in Senato.
 
“Ci auguriamo che i partiti condividano e sostengano il forte appello all’unità che ha lanciato il Presidente del Consiglio Draghi, ribadendo il dovere di cittadinanza. Un dovere anteposto alle appartenenze politiche, la svolta che serve per affrontare la pandemia e per rilanciare un Paese che non cresce da molti anni e che oggi affronta nuove immense difficoltà.  
 
In materia di finanza pubblica - continua Bonomi - condividiamo il forte richiamo ad evitare, con nuovo cattivo debito, un ulteriore e grave furto alle generazioni future. Così come condividiamo la ferma volontà di lavorare a una riforma fiscale finalmente organica e non più ‘una tassa alla volta’, scritta da esperti e che coniughi progressività con incentivi, senza invece ostacolare la crescita del Paese. Condivisibile anche il richiamo alla necessità di tornare a realizzare interventi di legge necessari per estendere la concorrenza alle troppe aree della vita economica del Paese in cui non viene applicata. Senza, l’apporto positivo della produttività ad opera della sola industria e manifattura non bastano alla crescita italiana” - osserva il Presidente Bonomi.

 
“Apprezziamo molto l’esplicito richiamo a coinvolgere nel piano vaccinale tutte le risorse e le disponibilità del settore privato al fine di implementare rapidamente la maggior copertura possibile della popolazione e, al contempo, a mutuare l’esperienza dei Paesi che si sono mossi con maggiore efficienza ed efficacia su questo fronte. Nel recente passato, queste due nostre richieste sono state ignorate” – fa notare il leader degli industriali.
 
“Prendiamo atto che il Governo si riserva di rivedere il PNRR – alla cui presentazione mancano solo 8 settimane – solo dopo che il Parlamento si sarà espresso sulla bozza del governo precedente. Rivolgiamo infine un appello al Presidente del Consiglio Draghi: non vorremmo di nuovo, tra poche settimane, assistere a una nuova protrazione del blocco generale dei licenziamenti al fine di prendere ancora tempo. Sarebbe l’invito alle imprese a rinviare ulteriormente riorganizzazioni, investimenti e assunzioni: un segnale decisamente sbagliato” – sottolinea Carlo Bonomi. “Abbiamo chiesto da 8 mesi di confrontarci su due riforme che vanno avviate subito: la prima relativa agli ammortizzatori sociali che tenga conto della complessità del settore produttivo, e la seconda inerente alle politiche attive del lavoro con il pieno coinvolgimento dei privati. Entrambe sono volte alla formazione e alla rioccupabilità dei lavoratori, cosa che invece non avviene con le CIG e i Centri Pubblici per l’Impiego. Ora – conclude il Presidente di Confindustria - è il momento di agire, per rendere davvero concreto l’impegno a non lasciare indietro nessuno”.




EX ILVA: CONFINDUSTRIA, EVITARE SPEGNIMENTO DELL’AREA A CALDO
“Materia strategica, serve azione sinergica delle Istituzioni”
 
 
Roma, 15 febbraio 2021 - “Evitare lo spegnimento del ciclo integrale a caldo dell’ex ILVA”. Questo è l’appello che Confindustria rivolge al Governo e a tutte le Istituzioni coinvolte, a seguito della pronuncia del TAR di Lecce. “In attesa delle decisioni del Consiglio di Stato, vogliamo e dobbiamo sottolineare quattro aspetti essenziali di interesse nazionale. Primo: interrompere la produzione e la fornitura dell’acciaio prodotto a Taranto mette in seria difficoltà le intere le filiere della manifattura italiana che ne hanno necessità. Secondo: si avrebbe un sicuro e rilevante aggravio della bilancia commerciale nazionale, poiché occorrerebbe importare l’acciaio dall’estero in una già difficile congiuntura per la siderurgia a livello mondiale. Terzo: la chiusura nell’immediato vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti per limitare il numero di esuberi, mettendo a serio rischio migliaia di lavoratori e famiglie. Quarto: sarebbe vanificato in maniera traumatica e definitiva il processo di investimenti INTRAPRESO per la messa in sicurezza degli impianti e per la sostenibilità ambientale della produzione che, da oltre 8 anni, è al centro degli sforzi pubblici e privati per l’ex ILVA. Confidiamo pertanto in un’azione sinergica di tutte le Istituzioni, affinché ascoltino la voce delle imprese in una materia di tale rilevanza” – conclude Confindustria.



                                                                

Roma, 28 gennaio 2021 – Il Gruppo Buffetti S.p.A. dona un sanificatore per ambienti al Policlinico Militare di Roma “Celio”. La consegna del dispositivo medico è avvenuta oggi a Roma presso il nosocomio militare, nel corso di una cerimonia alla presenza del Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, di Rinaldo Ocleppo, Presidente del Gruppo Buffetti S.p.A. e del Direttore Generale di Confindustria Francesca Mariotti. Ad accoglierli il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, e il Direttore del “Celio”, Tenente Generale Giacomo Mammana.

Rinaldo Ocleppo commenta: “Per noi di Buffetti è importante porre grande attenzione all’impatto che generiamo sulla comunità. Questo nostro contributo vuole essere un piccolo supporto e un ringraziamento per la preziosa e indispensabile attività che il nostro Esercito svolge quotidianamente.”

Il Generale Figliuolo, nel ringraziare Confindustria e il Gruppo Buffetti per la sensibilità dimostrata con questa iniziativa, ha evidenziato come “questa donazione sia una testimonianza tangibile di vicinanza e sostegno al Policlinico Militare, e all’Esercito, impegnato senza sosta dall’inizio di questa emergenza sanitaria a fornire il proprio contributo allo sforzo complessivo del sistema Paese”.



ENERGIA: CONFINDUSTRIA-ENEA FIRMANO IL PATTO PER L’IDROGENO

Collaborazione tra industria e ricerca per sviluppare una filiera nazionale

 

 

 

Roma, 28 gennaio 2021 - Individuare le potenzialità di sviluppo di filiere industriali dell’idrogeno nel nostro Paese, le soluzioni innovative e gli scenari operativi possibili, attraverso una rafforzata collaborazione ricerca e industria in questo campo. Nasce con questi obiettivi l’alleanza strategica, un vero e proprio “patto per l’idrogeno” firmato da Confindustria ed ENEA, nell’ambito delle iniziative per ridurre i costi di approvvigionamento energetico del sistema industriale, promuoverne la sostenibilità e sviluppare tecnologie di frontiera.

 

“Confindustria considera la Strategia Nazionale sull’Idrogeno un potenziale game changer delle politiche di sostenibilità” - ha dichiarato Aurelio Regina, delegato del Presidente di Confindustria per l’energia. ”E’ per noi un progetto prioritario per raggiungere uno sviluppo industriale sostenibile in linea con gli obiettivi Europei di neutralità climatica. L’accordo con Enea, eccellenza della ricerca italiana, ci consentirà di valorizzare al meglio la leadeship tecnologica dell’industria italiana all’interno di un progetto sistemico per il paese”

 

“Quest’intesa con Confindustria ci consente mettere al servizio delle imprese il know how, le competenze e le infrastrutture che abbiamo sviluppato e consolidato nel campo dell’idrogeno. Siamo convinti – ha sottolineato il Presidente dell’ENEA Federico Testa- dell’importanza di accrescere gli sforzi nella ricerca e nel trasferimento tecnologico per supportare la creazione di una forte filiera industriale che consenta al nostro Paese di assumere un ruolo strategico e competitivo a livello europeo: proprio in questi giorni la presidente della Commissione Europea Ursula von der   Leyen ha sottolineato che l’idrogeno sarà una priorità in Next Generation Eu”.

 

L’accordo di collaborazione prevede la mappatura delle tecnologie, del know-how, dei settori hard to abate,dell’evoluzione tecnologica e dei processi industriali che utilizzano idrogeno e dei potenziali in termini di consumo e di capacità produttiva nel breve, medio e lungo termine. Inoltre, è prevista un’analisi approfondita della domanda e dell’offerta anche rispetto alle potenzialità di produzione e utilizzo in Italia di idrogeno clean e degli investimenti necessari per lo sviluppo di una filiera dedicata.

 

Più in generale l’alleanza fra Confindustria ed ENEA si propone di promuovere un rapporto più stretto e continuativo tra ricerca e sistema industriale per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative, progetti e studi, nella più ampia prospettiva di un cambio di paradigma dei processi energetici, anche attraverso nuovi modelli progettuali, la reingegnerizzazione dei prodotti e degli impianti produttivi.

 



 

 

Roma, 25 gennaio 2021 – Confindustria, prima ancora di entrare nel merito del PNRR, in questo primo incontro con il Governo, ha posto quattro questioni prioritarie inerenti il metodo. A ispirarle è esclusivamente l’interesse nazionale affinché il PNRR, un’occasione storica e irripetibile per il Paese, raggiunga la massima efficacia.

 

La prima osservazione riguarda la mancata conformità con le linee guida indicate dalla UE e aggiornate venerdì scorso a seguito della consultazione tra Commissione, Governi e Parlamento Europeo. Le linee guida prescrivono infatti, in maniera puntuale, che ogni riforma strutturale e linea di intervento delle 6 missioni strutturali venga declinata secondo una stima precisa degli obiettivi quantitativi che si intende ottenere rispetto alle risorse impegnate. Questo perché la Commissione stessa possa verificarne l’attuazione, sia nell’arco della durata del Piano che negli step intermedi, scongiurando così il rischio di revoca dei fondi o, peggio ancora, la restituzione. Le riforme strutturali, infatti, devono essere quelle indicate da anni nelle raccomandazioni periodiche all’Italia, quindi prima di tutto quelle del mercato del lavoro, della PA e della giustizia e ogni intervento va progettato seguendo questa metodologia. Inoltre, la linea d’azione deve essere plausibile, alla luce dei risultati ottenuti dall’Italia negli anni precedenti con interventi nello stesso settore, e congruo rispetto ai principali effetti di sostenibilità sociale, ambientale e al quadro generale di finanza pubblica. Poiché, allo stato attuale, nel PNRR trasmesso al Parlamento non abbiamo riscontrato questa corrispondenza, Confindustria ha chiesto al Governo di procedere ad un affinamento del Piano per comprenderne gli effettivi impatti sul PIL.

 

La seconda osservazione è un effetto della prima poiché, in assenza di un quadro generale di priorità, compatibilità e obiettivi, ogni valutazione rischia di ridursi ad una mera somma di richieste, in nome dei diversi interessi economici e sociali.

Senza una stima chiara degli obiettivi sull’aumento dei tassi di occupazione - a partire da giovani e donne sulla diminuzione dei NEET, sull’aumento dei laureati, sulla diminuzione dei gap territoriali e di genere - non è possibile esprimere un parere sull’allocazione complessiva di risorse destinate agli obiettivi di sostenibilità sociale e di crescita della produttività.

 

La terza osservazione riguarda i temi che hanno un grande impatto sulla vita delle imprese.

Lo scorso luglio Confindustria ha trasmesso al Governo una proposta dettagliata che coniuga, in un unico obiettivo, la riforma degli ammortizzatori sociali e quella delle politiche attive del lavoro, aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private. L’obiettivo della proposta è la valorizzazione del capitale umano e l’aumento dell’occupabilità, attraverso il potenziamento dell’assegno di ricollocazione e il contratto di espansione.

La scelta che riscontriamo nel Piano invece, non solo sembra essere quella di basarsi ancora essenzialmente sui Centri Pubblici per l’Impiego, ma, soprattutto, non viene indicata la direzione che il Governo intende intraprendere sulla riforma degli ammortizzatori sociali.

Altro capitolo essenziale è quello delle Infrastrutture. Prima di esprimersi sull’allocazione delle risorse, occorre chiarire il gap delle 35 misure attuative non ancora emanate e dei ripetuti interventi su tale materia fino al Decreto-legge Semplificazioni. Specie in questo ambito, infatti, l’efficacia dell’assetto organizzativo e la profonda revisione delle procedure della PA, al momento non declinate, risulta determinante.

 

La quarta osservazione è di ordine trasversale e riguarda la governance necessaria per una puntuale ed efficiente realizzazione del Piano, ad oggi non ancora delineata, che a nostro avviso dovrebbe prevedere modalità di confronto strutturato e continuativo con le parti sociali e un loro coinvolgimento lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti.


Confindustria ha manifestato la piena disponibilità a continuare su questa metodologia di confronto al fine di rendere efficace e credibile il PNRR nell’interesse del Paese.




G20 BUSINESS SUMMIT: CONFINDUSTRIA, AL VIA IL B20 TARGATO ITALIA 
Giovedì l’Inception meeting. Tra gli invitati John Kerry, inviato speciale del Presidente Usa per il Clima



Roma, 19 gennaio 2021 – Il d-day è fissato per giovedì 21 gennaio con l’Inception Meeting. E’ in questa giornata che prenderanno ufficialmente avvio i lavori del B20, il più autorevole fra gli Engagement Group istituiti dal G20. Riservato alle imprese e alle loro associazioni di rappresentanza, quest’anno il B20 si svolgerà con la regia di Confindustria, in prima linea per supportare la Presidenza italiana. Sarà la Chair Emma Marcegaglia, nominata dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi alla guida del B20, a coordinare i lavori e ad elaborare le proposte del mondo economico ai leader politici. Un’edizione particolarmente importante questa del 2021, che cade mentre le economie mondiali sono impegnate a fronteggiare gli effetti della crisi pandemica e, contestualmente, sono attesi importanti cambiamenti sullo scacchiere internazionale, che potrebbero allentare le tensioni geopolitiche. Con l’arrivo del vaccino e l’auspicio che la diffusione avvenga su larga scala e in tempi serrati, per il team del B20 le sfide da cogliere quest’anno sono molto ambiziose: da quella del cambiamento climatico, alla diffusione dell’innovazione, passando per la promozione della sostenibilità, fino alla riduzione delle disuguaglianze. Obiettivi a cui si ispira il claim scelto per questa edizione: “ridisegnare il futuro: includere, condividere, agire”. Infatti, secondo il mondo del business, il 2021 dovrà essere l’anno dell’avvio di una rigenerazione sociale, economica e ambientale a livello mondiale, un processo che imprimerà un forte impulso alla crescita economica.
 
“Questo G20 non sarà una passerella, dobbiamo incidere e ci sono le condizioni perché questo avvenga. Quando si è dovuto confrontare con le crisi, il G20 ha portato ai risultati e alle proposte più efficaci. Oggi tocca a noi individuare le vie d’uscite dall’emergenza”, ha detto Emma Marcegaglia. 
 
Al tavolo del B20, nato per formulare raccomandazioni di policy indirizzate alla Presidenza di turno in diversi settori strategici, sono presenti 1000 delegati titolari dei Paesi G20, vertici delle multinazionali e 3000 partecipanti complessivi per una comunità d’affari che conta oltre 6,5 milioni di imprese. L’intero processo opererà attraverso 8 Task Force composte da circa 100 delegati ciascuna, coordinate dalla Chair Emma Marcegaglia e guidate dai CEO delle più importanti aziende nazionali: Trade & Investment (Barbara Beltrame); Energy & Resource Efficiency (Francesco Starace); Integrity & Compliance (Patrizia Grieco); Employment & Education (Gianpietro Benedetti); Digital Transformation (Maximo Ibarra); Finance & Infrastructures (Carlo Messina); Health & Life Sciences (Sergio Dompé); Sustainability & Global Emergencies (Claudio Descalzi).

La roadmap prevede che tra febbraio e luglio ciascuna Task Force si riunisca con cadenza mensile in teleconferenza per definire i contenuti del proprio policy paper e le raccomandazioni da inviare al G20. Il 7-8 ottobre, a circa 3 settimane dal vertice dei Capi di Stato e di Governo, si terrà il Final Summit B20 che vedrà la consegna della “Dichiarazione Finale” al Premier italiano, in qualità di Presidente di turno del G20. In parallelo, durante l’intero anno di presidenza, il B20 assicurerà la propria presenza nei principali appuntamenti economici internazionali e ai numerosi eventi che si terranno sotto l’egida del G20, in Italia e all’estero.

Un selezionato numero di CEO, rispettivamente italiani ed internazionali, assisteranno inoltre la Presidente Marcegaglia, nell’indirizzo generale e nell’azione di advocacy attraverso un Advisory Board, di cui fanno parte: Nerio Alessandri (Technogym), Marco Alverà (Snam), Marco Bizzarri (Gucci), Alberto Bombassei (Brembo), Sonia Bonfiglioli (Bonfiglioli Riduttori), Diana Bracco (Bracco), Silvia Candiani (Microsoft Italia), Enrico Cereda (IBM Italia), Giuseppina Di Foggia (Nokia Italia), Stefano Antonio Donnarumma (Terna), John Elkann (Exor), Gabriele Galateri di Genola (Assicurazioni Generali), Francesco Giordano (Unicredit), Carlo Giorgi (Amazon Web Services Italia), Marco Hannappel (Philip Morris Italia), Sergio Marullo di Condojanni (Angelini Holding), Fabrizio Palermo (Cassa Depositi e Prestiti), Alessandro Profumo (Leonardo), Pietro Salini (Webuild), Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Ermenegildo Zegna (Zegna).
 
A completare la governance del B20 l’“International Advocacy Caucus”, un organismo composto da amministratori delegati e leader aziendali dei paesi del G20, nominati dalla presidenza B20. I membri agiranno come "ambasciatori del B20", implementandone la visibilità attraverso le loro reti e portandone avanti le istanze, anche nei confronti dei relativi governi nazionali.

Il programma dell’Inception Meeting prevede due momenti diversi e separati. Nella prima giornata, il 21 gennaio, si svolgerà l’evento pubblico in formato virtuale. Aprirà i lavori il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi insieme alla Chair del B20 Emma Marcegaglia. Parterre de rois per l’evento inaugurale che vedrà tra gli ospiti, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’inviato speciale del Presidente Usa per il Clima John Kerry, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il Commissario europeo per l'economia Paolo Gentiloni e il vicepresidente della BEI Dario Scannapieco. Seguiranno due sessioni di approfondimento, a cui prenderanno parte rappresentanti di spicco del mondo della politica e delle Istituzioni e amministratori delegati delle più grandi realtà aziendali, come Larry Fink, CEO di BlackRock e Michael R. Bloomberg, fondatore di Bloomberg.

 
La seconda giornata, a porte chiuse, i lavori delle task force entreranno nel vivo. Sarà anche l’occasione per presentare il progetto “B20 Women Empowerment Ambassador”, un’iniziativa sulla valorizzazione del ruolo della donna, in continuità con l’organizzazione saudita del 2020 che l’aveva posta come priorità. I componenti saranno individuati da ciascuna delle 8 task force che indicherà al proprio interno 10 membri delegati a farne parte. Sarà Diana Bracco a guidare questo team con una struttura dedicata che,  lavorando parallelamente alle task force, al termine del Business Summit presenterà il proprio policy paper.


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