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Economia italiana ancora resiliente a incertezza e shock?

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Il prezzo del gas in Europa è ai massimi storici: la quotazione si è impennata in estate, arrivando a 236 euro per mwh in media in agosto (picco storico giornaliero a 330), da 171 a luglio e poco meno di 100 in media nei primi sei mesi. A fine 2019, il prezzo del gas era di appena 13 euro.
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Nella prima metà di quest’anno, nonostante le criticità emerse a partire dal 2021 che sono state esacerbate dall’invasione russa dell’Ucraina (difficoltà di approvvigionamento, rincari nei prezzi delle materie prime, aumento dei prezzi dell’energia), la performance dell’economia italiana è stata abbastanza buona e, in Europa, seconda solo alla Spagna.
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L’andamento del PIL italiano nel 2022 si profila più favorevole delle attese: nello scenario base, il CSC prevede un incremento annuo del +3,4%, già più che acquisito a metà anno, che corrisponde a 1,5 punti percentuali in più rispetto allo scenario delineato in aprile. D’altra parte, la crescita nel 2023 è prevista essere nulla con una significativa revisione al ribasso.
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La spesa delle famiglie italiane è prevista in crescita quest’anno del 3,1% (ma sotto l’acquisito al 2° trimestre, che è di +3,3%), dopo il rimbalzo di +5,2% nel 2021, per poi rimanere sostanzialmente piatta (-0,1%) nel 2023.
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Nel mercato del lavoro italiano, con la progressiva risalita dell’attività economica, nel corso del 2021 si era totalmente riassorbito il vuoto occupazionale apertosi con l’emergenza sanitaria. Nella prima metà del 2022 l’occupazione (in termini di ULA) è addirittura cresciuta a un ritmo superiore al PIL, spinta da una risalita sia sul “margine intensivo” (ore per occupato) sia su quello “estensivo”.
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Dopo la frenata nel 2021 (0,9%), la dinamica delle retribuzioni di fatto pro-capite nell’intera economia è prevista accelerare sensibilmente nel biennio di previsione (+3,4% nel 2022 e +3,8% nel 2023). Tuttavia, dato il balzo dei prezzi al consumo in corso quest’anno e atteso rientrare solo parzialmente nel prossimo, quelle reali arretreranno.
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Il CSC stima un indebitamento netto della pubblica amministrazione al 5,1% del PIL nel 2022 e al 3,5% nel 2023. La previsione a legislazione vigente sul 2022, in linea con quanto indicato nell’ultima Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NaDEF), incorpora gli impatti di tutte le misure adottate finora dal Governo per sostenere famiglie e imprese contro il rincaro dei costi energetici e beneficia del miglioramento dei saldi di bilancio, dovuto a una migliore dinamica dell’economia e a una più elevata inflazione.
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I prestiti bancari alle imprese in Italia hanno di nuovo accelerato nella prima metà del 2022, con una dinamica che è divenuta rapidamente molto significativa (+3,7% annuo a luglio).
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Lo scenario internazionale è segnato dal balzo dei prezzi energetici che sta pregiudicando l’attività produttiva mondiale, seppure con diversa intensità nelle varie aree geografiche. L’Europa è quella più fortemente colpita. L’inflazione, spinta dai rincari energetici, è in forte aumento e riduce il potere d’acquisto delle famiglie.
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